Il dramma di Federica Brignone: “Era il momento più felice”. Operata dopo la caduta, a rischio i Giochi
dal nostro inviato Giampaolo VisettiTRENTO – Una settimana fa la felicità per la conquista della seconda Coppa del mondo, completata da due sfere di cristallo di specialità e dieci vittorie in una stagione d’oro. Ieri l’urlo di dolore dopo l’impatto contro una porta ai campionati italiani di gigante e la terribile caduta lungo la pista Mediolanum, sull’Alpe di Lusia in Trentino. La prova più dura ha sorpreso Federica Brignone nell’istante del suo massimo successo. Per la numero 1 dello sci mondiale la sfida ora a 34 anni è recuperare in tempo per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, tra dieci mesi.
Brignone, la dinamica dell’incidente
L’incidente poco dopo le 11. Federica, in testa dopo la prima manche, ha urtato con la mano destra il palo di una porta blu, appena superata la metà della seconda prova. Questione di centimetri: forse tradita dal passaggio visivo tra la neve al sole e l’ombra proiettata da un gruppo di abeti, ha sub…
TRENTO – Una settimana fa la felicità per la conquista della seconda Coppa del mondo, completata da due sfere di cristallo di specialità e dieci vittorie in una stagione d’oro. Ieri l’urlo di dolore dopo l’impatto contro una porta ai campionati italiani di gigante e la terribile caduta lungo la pista Mediolanum, sull’Alpe di Lusia in Trentino. La prova più dura ha sorpreso Federica Brignone nell’istante del suo massimo successo. Per la numero 1 dello sci mondiale la sfida ora a 34 anni è recuperare in tempo per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, tra dieci mesi.
Brignone, la dinamica dell’incidente
L’incidente poco dopo le 11. Federica, in testa dopo la prima manche, ha urtato con la mano destra il palo di una porta blu, appena superata la metà della seconda prova. Questione di centimetri: forse tradita dal passaggio visivo tra la neve al sole e l’ombra proiettata da un gruppo di abeti, ha subìto la violenta rotazione prodotta dal palo, rimasto piantato e mutato in perno. Schizzata in aria, la campionessa azzurra è rimbalzata per due volte sul tracciato.
Il trasferimento a Trento in elicottero e gli esami
Subito evidente la gravità della caduta. Fede, portata a fondo pista in lacrime sulla speciale slitta per i soccorsi, è stata trasferita in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento. Gli esami radiologici hanno confermato i timori: “Frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone”, recita il referto. A cui va aggiunta la rottura del legamento crociato, da valutare nelle prossime settimane. Accanto a lei sono sempre rimasti Giovanni Montani, della commissione medica della Fisi, e il fratello-allenatore Davide. “Le fratture sono prossimali — ha spiegato Montani — dunque c’è il timore di lesioni ai legamenti del ginocchio”.
L’operazione a Milano
Nel tardo pomeriggio Brignone, sempre in elicottero, è stata trasportata nella clinica “La Madonnina” di Milano. Ad attenderla, stavolta sorridente, l’equipe ortopedica di Andrea Panzeri, capo della commissione medica Fisi, più volte intervenuto su Sofia Goggia, regina di infortuni e recuperi prodigiosi. Con lui anche l’anestesista Alberto Zangrillo e il dottor Riccardo Accetta. Già in serata l’intervento. “Operiamo subito — ha detto Panzeri — perché le fratture sono impegnative, il ginocchio gonfio e l’osso rotto in modo significativo. Federica però è forte e sana”.
Federica dopo l’intervento: “Non ci voleva proprio”
L’operazione di riduzione e sintesi delle fratture e di riparazione legamentosa del compartimento mediale è perfettamente riuscita ed è terminata intorno alle 22. “Mia sorella è serena, ma molto dispiaciuta per l’infortunio — ha detto il fratello Davide — e preoccupata per i prossimi mesi. Nonostante i sedativi e la gamba immobilizzata, sente un forte dolore: per ora non pensa al recupero sportivo, è concentrata sulla guarigione fisica”. Poi le parole della campionessa tra sconforto e fiducia: “Non ci voleva proprio. Dovrò affrontare una nuova sfida nella quale metterò tutta me stessa, come sempre”. E ancora: “Le condizioni della pista erano ottime, stavo bene e rifarei tutto nello stesso modo. Cercando però di non cadere!”.
Quando può tornare alle gare Brignone
Per i medici della Fisi simili incidenti impongono uno stop tra i sei e gli otto mesi. “Tutto però — dice Davide — dipende dalle motivazioni dell’atleta e dalle possibili complicazioni”. Il pensiero del Circo bianco va alla prossima stagione e ai Giochi. Difficile, saltando la preparazione estiva, un rientro della Tigre per il debutto di Coppa in novembre a Soelden. Chi in queste ore è vicino a Federica, vice brigadiere dei Carabinieri travolta dall’affetto dell’Arma, parla di “una campionessa moralmente colpita dall’infortunio peggiore per chi scia”. Intatta resta “la voglia di ritornare a sciare”: la determinazione di chiudere la carriera “restando semplicemente la migliore”.