ROMA – “Era un giorno del 1976, ero a Torino e stavo letteralmente camminando tre metri sopra le nuvole. Avevo appena conquistato il mio primo titolo italiano nei dilettanti e già questo era un motivo di orgoglio. Ma l’emozione della vittoria fu nulla rispetto a un altro evento. A bordo ring c’era Nino Benvenuti, che appena mi vide combattere disse a un giornalista che quel ragazzino gli somiglia…