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Antidoping, Nado Italia presenta il report 2024: “Siamo in pole position per il numero di controlli”

Antidoping, Nado Italia presenta il report 2024: “Siamo in pole position per il numero di controlli”

Il dossier discusso questa mattina nella Sala Marinozzi dell'Università di Roma Foro Italico. Di Gianfrancesco: “Sul clostebol, sostanza che nel nostro Paese si trova in un farmaco facilmente accessibile, stiamo facendo molta educazione”

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ROMA — Integrity makes true champions. L’integrità è la base per diventare veri campioni. Un messaggio chiaro accompagna la presentazione del report 2024 sull’attività di Nado Italia, l'organizzazione nazionale antidoping. “È stato un anno importante, perché abbiamo acquisito la personalità giuridica, un passo fondamentale per la crescita della nostra organizzazione”, spiega il presidente Fabio Pigozzi in apertura di presentazione, nella Sala Marinozzi dell'Università di Roma Foro Italico. “Con 9.748 analisi, siamo al quinto posto nel mondo, al primo se consideriamo la popolazione. Siamo in pole”, aggiunge Pigozzi, che mette in guardia dagli Enhanced Games 2026 di Las Vegas, le cosiddette “Olimpiadi del doping”, dove gli atleti non verranno sottoposti a questo tipo di verifiche.

Il lavoro della Nado, in particolare, è finalizzato alla tutela dell’integrità dello sport e della salute degli atleti, con azioni mirate alla prevenzione, al controllo e alla repressione del fenomeno, in linea con i principi del Codice mondiale antidoping della Wada, l’agenzia mondiale impegnata su questo fronte. Sul piano dei controlli, 7 su 10 sono avvenuti fuori dalle competizioni. La quasi totalità degli atleti è stata monitorata in prossimità dei Giochi di Parigi 2024. Le discipline più controllate sono: atletica leggera (376 analisi totali); calcio (1056) e ciclismo (717). I casi di positività, sul totale dei controlli, sono 85, la maggior parte (32) nel ciclismo. Ma quali sono le sostanze più rilevate? Per il 30 per cento si tratta di anabolizzanti come il clostebol e il testosterone. Al secondo posto troviamo gli ormoni: tra questi l’eritropoietina ricombinante (Epo), riscontrata soprattutto nel ciclismo (14 episodi). Dal punto di vista anagrafico, il 78 per cento degli atleti controllati sono compresi nelle fasce d’età 18-24 e 25-33, considerate più a rischio.

Riguardo ai casi di clostebol, Alessia Di Gianfrancesco, direttrice generale di Nado Italia, ha spiegato: “Con riferimento ai casi di clostebol (sostanza nota perché legata alla sospensione di Sinner, ndr) facciamo molta educazione. È una sostanza che in Italia è presente in un farmaco facilmente accessibile”. Per questo la formazione diventa cruciale: “L’Italia è in prima linea su questo fronte”, prosegue la direttrice. Nel corso del 2024 il Comitato per l’educazione, la formazione antidoping e la ricerca (Cefar) ha pianificato, monitorato e sviluppato il programma di educazione, incrementando il numero delle attività formative in presenza, che hanno interessato quasi 2.700 partecipanti.

L’importanza dell'educazione viene ribadita poi da Fiona May, componente del Comitato esecutivo di Nado Italia: “È importante educare gli sportivi sin da piccoli”, spiega l’ex campionessa italiana del salto in lungo. La conferenza, impreziosita dalle parole del presidente del Coni Giovanni Malagò (“Siamo felici di questa credibilità e reputazione di Nado Italia, è un valore aggiunto per il mondo sportivo e per il Coni”), è stata poi l’occasione per tornare sul tema del nuovo laboratorio antidoping. “Se il laboratorio sarà pronto, come credo, a giugno 2025, noi a fine agosto saremo pronti per la prima ispezione del 9 settembre, che sarà seguita dalla visita Wada", ha detto al proposito Francesco Botrè, direttore del laboratorio antidoping di Nado Italia, parlando del cronoprogramma per il nuovo edificio in vista dei Giochi invernali italiani. "È una lotta contro il tempo, ma ce la stiamo mettendo tutta e ce la faremo”.

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