La missione di Dave Rambo. Rubare l’attimo in un campo di baseball
di Gabriele RomagnoliDa qualche giorno in America il personaggio più intervistato durante le trasmissioni sportive non è un calciatore dell’oscuro Mondiale per club (dove i biglietti per un quarto di finale sono arrivati a costare meno di una birra al bar dello stadio e qualcosa vorrà dire). Non è il presidente della federazione di combattimenti senza regole che ha ottenuto (in cambio del sostegno elettorale) di poter l’anno prossimo piazzare una gabbia e organizzare incontri sul prato della Casa Bianca. È un ex militare di 55 anni, padre di famiglia (due figli, il maschio chiamato Gunner, cannoniere). Il suo nome è Dave McCaskill e nella vita aveva tre sogni: 1) incarnare Rambo (se n’è andato in divisa verso l’Iraq) 2) diventare uno scrittore (ha autopubblicato tre romanzi di guerra) 3) lasciare un segno nel baseball. E ha realizzato anche quest’ultimo, sempre a modo suo.
Se l’ufficiale diventa ladro
L’ex ufficiale, anziché gentiluomo, è diventato ladro. Va allo stadio dei suoi Diamondbacks, in Arizona, …
Da qualche giorno in America il personaggio più intervistato durante le trasmissioni sportive non è un calciatore dell’oscuro Mondiale per club (dove i biglietti per un quarto di finale sono arrivati a costare meno di una birra al bar dello stadio e qualcosa vorrà dire). Non è il presidente della federazione di combattimenti senza regole che ha ottenuto (in cambio del sostegno elettorale) di poter l’anno prossimo piazzare una gabbia e organizzare incontri sul prato della Casa Bianca. È un ex militare di 55 anni, padre di famiglia (due figli, il maschio chiamato Gunner, cannoniere). Il suo nome è Dave McCaskill e nella vita aveva tre sogni: 1) incarnare Rambo (se n’è andato in divisa verso l’Iraq) 2) diventare uno scrittore (ha autopubblicato tre romanzi di guerra) 3) lasciare un segno nel baseball. E ha realizzato anche quest’ultimo, sempre a modo suo.
Se l’ufficiale diventa ladro
L’ex ufficiale, anziché gentiluomo, è diventato ladro. Va allo stadio dei suoi Diamondbacks, in Arizona, si porta guantone e palla. Aspetta il momento in cui un avversario batte quel che si annuncia un fuori campo e produrrebbe da uno a 4 punti per la sua squadra. A quel punto il soldato McCaskill si lancia in missione, oltre la recinzione, cercando di prendere la palla al volo. Se ci riesce, e l’ha fatto 4 volte su 24 tentativi, genera un’interferenza, non si può stabilire che la palla sarebbe davvero finita “fuori campo” e al massimo l’arbitro concede basi. Due anni fa lo fece a un battitore di San Francisco, poi andò a chiedergli l’autografo e quello gli scrisse sulla palla “ladro”. A tutti gli effetti, perché l’ex aviatore si tiene l’originale e rimanda in campo l’altra che si è portato da casa. L’ultima presa è stata spettacolare: è letteralmente volato, rischiando di precipitare in campo e ha anticipato il suo difensore, che l’ha guardato e chiamato per nome: «Dave, perché non la pianti?». Sono intervenute otto guardie e l’hanno portato fuori. Quattro ridevano e gli battevano le mani sulla schiena.
Escluso dallo stadio per tutta la stagione
I Diamondbacks l’hanno escluso dallo stadio per tutta la stagione. La sua azione è stata l’highlight della settimana. Lui rimbalza felice da un canale all’altro: ha lasciato un segno nel baseball. Non importava come. Le regole erano inviolabili finché era nell’esercito. Forse. A 55 anni ha perso il codice. O si è guardato intorno e ha visto che non valeva più. Facesse un gesto simile in una partita Usa-Giappone il presidente lo inviterebbe a Washington, probabilmente: «Dave Rambo, un patriota, uno di noi». Siamo a posto finché potremo ribattere: uno di voi.