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Setterosa battuto ai quarti dei Mondiali di pallanuoto: Ungheria troppo forte, 12-9

Neszmely in azione durante Italia-Ungheria 

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La squadra di Silipo parte bene, poi cede sotto lo strapotere di Keszthely. Ora le azzurre giocheranno per il quinto posto
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Setterosa fuori dal gioco delle medaglie ai Mondiali di Singapore: la nazionale di pallanuoto femminile esce ai quarti, battuta 12-9 dall’Ungheria, vicecampione in carica. Le magiare in semifinale incontreranno la Spagna, campione olimpico in carica, che ha battuto ai rigori (15-13, dopo l’11-11 nei tempi regolamentari) l’Olanda di bronzo a Parigi: le orange sono le avversarie delle azzurre per il quinto posto in programma lunedì 21 luglio (alle 14.00 italiane). L’altra semifinale per le medaglie sarà tra Grecia e Stati Uniti.

Il Setterosa parte bene, poi qualche errore di inesperienza

C’è un po’ di rammarico tra le ragazze di ct Carlo Silipo dopo una partita giocata a punto a punto (3-3 nel primo tempo) e in parità fino quasi al secondo (le italiane sotto di un gol sul 5-6), poi con l’allungo delle ungheresi nel terzo, con il primo +2 (e a chiusura +3), le azzurre non riescono a stare dietro e a incidere in attacco, colpevoli di qualche peccato di gioventù e inesperienza. Molta la te…

Setterosa fuori dal gioco delle medaglie ai Mondiali di Singapore: la nazionale di pallanuoto femminile esce ai quarti, battuta 12-9 dall’Ungheria, vicecampione in carica. Le magiare in semifinale incontreranno la Spagna, campione olimpico in carica, che ha battuto ai rigori (15-13, dopo l’11-11 nei tempi regolamentari) l’Olanda di bronzo a Parigi: le orange sono le avversarie delle azzurre per il quinto posto in programma lunedì 21 luglio (alle 14.00 italiane). L’altra semifinale per le medaglie sarà tra Grecia e Stati Uniti.

Il Setterosa parte bene, poi qualche errore di inesperienza

C’è un po’ di rammarico tra le ragazze di ct Carlo Silipo dopo una partita giocata a punto a punto (3-3 nel primo tempo) e in parità fino quasi al secondo (le italiane sotto di un gol sul 5-6), poi con l’allungo delle ungheresi nel terzo, con il primo +2 (e a chiusura +3), le azzurre non riescono a stare dietro e a incidere in attacco, colpevoli di qualche peccato di gioventù e inesperienza. Molta la tensione, forse un po’ di fretta nel cercare le conclusioni, troppo spesso le superiorità non vengono sfruttate al meglio, in difesa subiscono l’aggressività ungherese e lo strapotere in particolare di Keszthely, autrice di 4 gol e migliore in campo. Qualche episodio arbitrale dubbio, come un rigore evidente per fallo su Cocchiere nel secondo parziale, che però solo il Var concede dopo la chiamata di Silipo.

Silipo: “Keszthely decisiva nei momenti chiave”

“Abbiamo giocato molto bene nei primi due tempi, con grande applicazione difensiva e pazienza in attacco”, commenta il ct Silipo. “Il terzo tempo è stato decisivo, ci è mancata forza in attacco e abbiamo subito troppo, poi abbiamo provato a cambiare qualcosa a livello tattico per rientrare in partita, ci stavamo quasi riuscendo però è emersa la qualità delle giocatrici ungheresi e soprattutto di Keszthely che nei momenti importanti ci ha punito. Non ho niente da rimproverare alle ragazze, hanno interpretato bene la partita, se c’era tensione significa anche che c’era voglia, ci credevamo. L’avversario era più forte di noi. Poi ci sono state anche situazioni arbitrali discutibili, le avevo avvertite le ragazze che avremmo dovuto giocare anche contro qualcos’altro, ma non è un alibi. Ci servirà per crescere”. Il tecnico napoletano sta costruendo una squadra per puntare a Los Angeles: “Abbiamo avviato un nuovo quadriennio olimpico, convocando ragazze di prospettiva con cui abbiamo già disputato anche la World Cup. Stiamo allargando il gruppo per crescere il più velocemente possibile in previsione dei prossimi impegni. Proseguiremo il torneo per ottenere il massimo e far fare esperienza alle più giovani”.

Le lacrime di Cocchiere

La capitana, la centroboa Agnese Cocchiere, ligure di Lavagna, 26 anni, è in lacrime: “Il gruppo ci teneva, ci abbiamo messo cuore, anima, tutto. Noi siamo mancate in certe situazioni determinanti, me per prima, faccio mea culpa. Ma ne faremo tesoro e cresceremo. Ci dispiace, ma sono orgogliosa della squadra”. Chiara Ranalli, 28 anni, attaccante romana, autrice di 4 gol di cui 2 su rigore: “Dispiace perché abbiamo commesso degli errori che avremmo potuto evitare. Abbiamo giocato bene, ci siamo trovate, tatticamente siamo state abbastanza ordinate. Abbiamo la consapevolezza di poter affrontare tutti e poter battere tutti, ma chiaramente dobbiamo crescere. Siamo solo all’inizio”.

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