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L’acqua di Taddeucci, per tre volte d’argento. “Finalmente mi sento leggera”

Ginevra Taddeucci, tre argenti ai Mondiali di Singapore

 (reuters)

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Ginevra ancora seconda a Singapore: “Mi sono sempre presa le colpe. Sbaglio e mi sento fallita, questa è la mia parte bella”
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L’incalcolabile Ginevra: «Nessuna guardava me, neanche io stessa, mi ero rassegnata a un quinto o sesto posto, un breve passaggio davanti alle tv». E invece, guardate che faccia da copertina: Taddeucci ancora d’argento, il terzo in tre gare ai Mondiali di Singapore, «anche se questo è totalmente inaspettato» dice la fiorentina con un sorriso grande così, anzi con un’aria divertita e furba, perché furba lo è in una gara che non le piace (non solo a lei) e che nuota «solo per gioco, peraltro io non sono una veloce».

Come funziona la 3 km knock out sprint

La 3 km knock out sprint, non proprio la più ortodossa delle competizioni del fondo che infatti è all’esordio a un campionato dopo la sperimentazione in coppa del mondo e agli Europei: tre turni (1500, 1000 e 500 metri) a eliminazione, con breve pausa tra l’uno e l’altro, per fare un po’ di spettacolo e velocizzare lo sport a favore di telecamere, peccato che la natura delle acque libere sia legata alla durata, alla tattica, al situazi…

L’incalcolabile Ginevra: «Nessuna guardava me, neanche io stessa, mi ero rassegnata a un quinto o sesto posto, un breve passaggio davanti alle tv». E invece, guardate che faccia da copertina: Taddeucci ancora d’argento, il terzo in tre gare ai Mondiali di Singapore, «anche se questo è totalmente inaspettato» dice la fiorentina con un sorriso grande così, anzi con un’aria divertita e furba, perché furba lo è in una gara che non le piace (non solo a lei) e che nuota «solo per gioco, peraltro io non sono una veloce».

Come funziona la 3 km knock out sprint

La 3 km knock out sprint, non proprio la più ortodossa delle competizioni del fondo che infatti è all’esordio a un campionato dopo la sperimentazione in coppa del mondo e agli Europei: tre turni (1500, 1000 e 500 metri) a eliminazione, con breve pausa tra l’uno e l’altro, per fare un po’ di spettacolo e velocizzare lo sport a favore di telecamere, peccato che la natura delle acque libere sia legata alla durata, alla tattica, al situazionismo e all’imprevedibilità. «Almeno è breve», osserva Ginevra che arriva agli ultimi 500 metri effettivamente sesta, poi a 100 dal traguardo si inventa una strada alternativa mentre quelle davanti avanzano allineate tutte in prima fila, poi si ammucchiano dandosele di santa ragione: «Ero dietro, ho provato a scartare a destra ma c’era la giapponese a chiudere, al centro erano in tante e si picchiavano forte, non so cosa mi sia scattato nella testa, ho visto un varco a sinistra e mi sono infilata. Scelta perfetta. Nessuno ha fatto caso a me». Tranne il drone che riprendeva la splendida follia in mondovisione. Oro alla giapponese Ichika Kajimoto, bronzo ex aequo all’australiana Moesha Johnson (d’oro nella 10 e nella 5 km) con l’ungherese Bettina Fabian.

Ginevra Taddeucci sul podio con la medaglia d'argento

 

Taddeucci prima italiana con tre medaglie in un’unica edizione del Mondiale

A guastare la festa delle caimane, c’è Ginevra. Prima italiana con tre medaglie in un’unica edizione del Mondiale. Proprio Taddeucci che, a 28 anni, prima di Singapore non ne aveva mai vinta una iridata individuale. Il bronzo nella 10 km nella Senna alle Olimpiadi di Parigi ha aperto la sua diga interiore: «Sì, sono una che si autoflagella, si dà colpe anche quando non ne ha e se sbaglia la minima cosa si ritiene una fallita. State vedendo solo la parte bella di me. Questo Mondiale e questa stagione, che ho preso con più leggerezza, è da incorniciare. A Greg ho detto: siamo 3 a 2». Scherza però è vero (stanotte entrambi per l’ultimo tuffo nella staffetta mista a squadre): Paltrinieri dopo gli argenti nella 10 e 5 km col dito rotto, è 4° nella medesima gara al maschile vinta dal tedesco Florian Wellbrock che si prende il terzo oro a Singapore (argento all’ungherese David Betlehem, bronzo al francese che si allena con Greg a Ostia, Marc Antoine Olivier, già bronzo nella 5 km). Troppe boe, troppe interruzioni, troppo per un Greg sfinito e con l’anulare fratturato, tornerà a casa saltando la piscina dopo la 4X1500: «È stata una gara dura, quella che meno si addice alle mie caratteristiche, è un continuo stop and go. Il dito? Mi ha fatto meno male, è stato fasciato col nastro per evitare di perdere il tape. Sì la fatica si sente, ma nella staffetta ce la giocheremo con Germania, Australia, Ungheria e Francia». Una incalcolabile, ultima, felicità?

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