Scherma, 447 atleti firmano contro i russi dell’esercito riammessi ai Mondiali: “Assassini in gara”
di Mattia ChiusanoUna mobilitazione senza precedenti, per denunciare la presenza di atleti russi ai Mondiali di scherma che cominciano il 22 luglio a Tbilisi. Non solo “neutrali”, ammessi dopo un’indagine che accerti la loro estraneità alla guerra e ai corpi militari come successo alle Olimpiadi di Parigi: nelle entry list dei campionati ci sono appartenenti al Cska, la polisportiva del Ministero della difesa. Per protestare contro il loro ritorno sotto la sempre più fragile sigla dei neutrali (Ain) si è rapidamente formato un fronte di 447 tra atleti in attività e ritirati, rappresentanti di 56 nazioni. Ben 208 di loro hanno reso pubblico il loro nome, rifiutando l’anonimato come l’americana Lee Kiefer, doppio oro nel fioretto a Parigi. Nei giorni in cui in Italia si preparano le contestazioni per l’esibizione del direttore d’orchestra russo Valerij Gergiev, a fare da capofila del movimento è la sciabolatrice ucraina Olga Kharlan, quattro volte campionessa del mondo in individuale, che sui suoi social…
Una mobilitazione senza precedenti, per denunciare la presenza di atleti russi ai Mondiali di scherma che cominciano il 22 luglio a Tbilisi. Non solo “neutrali”, ammessi dopo un’indagine che accerti la loro estraneità alla guerra e ai corpi militari come successo alle Olimpiadi di Parigi: nelle entry list dei campionati ci sono appartenenti al Cska, la polisportiva del Ministero della difesa. Per protestare contro il loro ritorno sotto la sempre più fragile sigla dei neutrali (Ain) si è rapidamente formato un fronte di 447 tra atleti in attività e ritirati, rappresentanti di 56 nazioni. Ben 208 di loro hanno reso pubblico il loro nome, rifiutando l’anonimato come l’americana Lee Kiefer, doppio oro nel fioretto a Parigi. Nei giorni in cui in Italia si preparano le contestazioni per l’esibizione del direttore d’orchestra russo Valerij Gergiev, a fare da capofila del movimento è la sciabolatrice ucraina Olga Kharlan, quattro volte campionessa del mondo in individuale, che sui suoi social ha attaccato la federazione mondiale (Fie): “La “neutralità” sta arrivando ai Mondiali di Tbilisi… Ottimo lavoro, Fie!”.
La foto di Velikaya con Putin
Kharlan è il simbolo della resistenza ucraina nel mondo dello sport. Ai Mondiali di Milano 2023 si rifiutò di stringere la mano alla russa Smirnova, finendo squalificata nel torneo individuale prima che l’allora presidente del Cio Thomas Bach intervenisse duramente con la federscherma mondiale. “Il fratello di quell’atleta combatte nella mia Ucraina”, raccontò in quell’occasione la compagna dello sciabolatore azzurro Gigi Samele. All’Olimpiade di Parigi Kharlan ha trascinato l’Ucraina all’oro nel torneo a squadre, ma due anni dopo Milano è di nuovo alle prese con la guerra nelle terre dove vive la sua famiglia (a Mykolaiv) e con la presenza di russi in pedana. Nei post e nella lettera scritta con l’ex schermidore americano ora tecnico Andrew Fischl, Kharlan documenta i legami tra alcune atlete e addirittura Vladimir Putin: indiziata numero uno Sofya Velikaya, oro a squadre a Tokyo 2020, argento individuale nel 2012, 2016 e 2020, esclusa da Parigi ma iscritta al Mondiale di Tbilisi nonostante l’appartenenza al gruppo militare del Cska. A lei il presidente russo ha conferito onorificenze al Cremlino. Ma tra i campioni decorati che tornano dopo tre anni di assenza ci sono altri nomi eccellenti come Yana Egorian, campionessa olimpica a Rio 2016 proprio davanti a Velikaya, Olga Nikitina, oro a squadre a Tokyo 2020, Kamil Ibragimov, due bronzi mondiali nella sciabola maschile.
"La scherma rischia di uscire dalle Olimpiadi”
I russi sono in gara anche ai Mondiali di nuoto a Singapore, come “neutrali” senza legami accertati con la guerra. Quel che sta per succedere nella scherma, secondo Kharlan, potrebbe invece portare all’esclusione dalle Olimpiadi per una palese violazione delle linee guida del Cio. “Oggi la Russia” scrive la campionessa ucraina, “detiene un tale potere sulla Fie che la federazione ha apertamente violato le raccomandazioni del Cio consentendo l'ingresso di palesi propagandisti della guerra e di personale militare, e persino inserendoli nei tornei a squadre. È uno schiaffo al Cio e alle sue raccomandazioni scritte col sangue di oltre 650 atleti ucraini uccisi dalla Russia in questa guerra. E allo stesso tempo, gli assassini, vestiti in tenuta sportiva, sono in gara insieme a noi. Violazioni sistematiche delle raccomandazioni del Cio possono portare una federazione a perdere il suo status olimpico. L'ufficiale Sofya Velikaya, maggiore dell'esercito russo, non è solo una schermitrice: è uno strumento della propaganda di stato, parte di un'enorme macchina che ha giustificato guerra e violenza per anni. Gli atleti del Cska fanno parte dell'esercito, proprio come una sciabola è un'estensione della mano che la brandisce”.