Pallanuoto, Italia battuta dalla Grecia 17-11 e fuori dal Mondiale. Campagna: “Chiediamo scusa”
di Alessandra ReticoSettebrutto: poco gioco, colpi proibiti, anime spente. Finisce malissimo e ancora ai quarti, per mano di una Grecia eccellente, l’avventura del Settebello nel Mondiale di Singapore che avrebbe dovuto segnare la ripartenza per la pallanuoto dopo l’infausta Olimpiade a Parigi dove gli azzurri uscirono sempre ai quarti (contro l’Ungheria) vittime di un errore arbitrale che l’inadeguato Var, all’epoca, non riuscì a correggere. Seguirono inutili ricorsi, proteste dure e anche gesti fuori luogo, infine la squalifica di sei mesi per la nazionale italiana.
L’espulsione di Iocchi Gratta indirizza la partita
Dopo aver vinto il proprio girone, nella partita che più contava contro i ragazzi di Atene reduci da due sconfitte (contro Montenegro e Croazia), la squadra di Sandro Campagna va «in bambola», ammette il ct. Partono contratti, vanno subito sotto col punteggio e nello sprofondo con le maniere: Matteo Iocchi Gratta, 22 anni, a due minuti dal termine del primo tempo sott’acqua rifila una ginoc…
Settebrutto: poco gioco, colpi proibiti, anime spente. Finisce malissimo e ancora ai quarti, per mano di una Grecia eccellente, l’avventura del Settebello nel Mondiale di Singapore che avrebbe dovuto segnare la ripartenza per la pallanuoto dopo l’infausta Olimpiade a Parigi dove gli azzurri uscirono sempre ai quarti (contro l’Ungheria) vittime di un errore arbitrale che l’inadeguato Var, all’epoca, non riuscì a correggere. Seguirono inutili ricorsi, proteste dure e anche gesti fuori luogo, infine la squalifica di sei mesi per la nazionale italiana.
L’espulsione di Iocchi Gratta indirizza la partita
Dopo aver vinto il proprio girone, nella partita che più contava contro i ragazzi di Atene reduci da due sconfitte (contro Montenegro e Croazia), la squadra di Sandro Campagna va «in bambola», ammette il ct. Partono contratti, vanno subito sotto col punteggio e nello sprofondo con le maniere: Matteo Iocchi Gratta, 22 anni, a due minuti dal termine del primo tempo sott’acqua rifila una ginocchiata sulla faccia di Stylianos Argyropoulos. Tra i due vecchie ruggini: ai Mondiali di Doha, sempre ai quarti, il greco fu cacciato proprio per un fallo brutale sull’italiano. Il difensore della Pro Recco espulso per gioco violento, 4 minuti di inferiorità, rigore agli ellenici che vanno sul 4-1, gol successivo proprio di Argyropoulos. Che manda baci polemici all’angolo azzurro. Da quel momento in poi, solo rabbia e confusione. Anzi: un incubo. Finisce 17-11, Grecia in semifinale con la Spagna (nell’altra semi Serbia-Ungheria), il Settebello si gioca il 5° posto con Montenegro.
Le scuse del ct Campagna
Scuse e rimpianti. Iocchi Gratta: «È il momento più brutto della mia carriera, voglio solo chiedere scusa alla pallanuoto italiana, ai compagni, a chi non è stato convocato. Mia debolezza, sono mortificato, non volevo colpire, ero in un movimento di bicicletta e avevo letto che il Var non c’era sott’acqua». Eppure ci vede benissimo. Anche il ct: «Grecia perfetta e superiore, noi ci siamo incasinati da soli, abbiamo sbagliato la partita: bloccati all’inizio, ci credevo in una rimonta, il loro portiere li ha salvati in molte situazioni. Complimenti a loro, noi chiediamo scusa agli spettatori che si sarebbero aspettati un Settebello diverso, forse anch’io avrei dovuto caricarli meglio, pur sbagliando il cuore ce lo abbiamo messo. Dobbiamo solidificarci ed essere più coesi, è una squadra con due generazioni dentro». Il vecchio (31) attaccante, Francesco Di Fulvio: «Cosa ci è mancato? Tutto, chiediamo scusa ai tifosi, io per primo come capitano e il più vecchio del gruppo, non è accettabile una partita così, brutto il nostro atteggiamento. Greci con più voglia e personalità». Quella dell’Italia delle acque libere, che vince la classifica per nazioni dopo l’ultima fatica che chiude il programma: argento nella staffetta a squadre con Pozzobon, Taddeucci (al 4° argento a Singapore), Guidi e Paltrinieri (3° argento) col suo dito rotto. Fondobello.