Diavolo di un ragazzo, piange a dirotto: «Scusate, non riesco a parlare». Lacrime sul trucco e senza inganno: Filippo Pelati, il bambino che ballava all’oratorio (hip hop) adesso danza tra i grandi al mondo. A 18 anni, fresco di maturità (80/100 allo Scientifico) e al suo debutto Mondiale, è di bronzo nel solo libero del nuoto artistico. Ferrarese nato a Lagosanto, cresciuto a Copparo, si allena a Bologna con Beatrice Casalini e Silvia Costa: è l’azzurro che mancava da Giorgio Minisini, pluricampione (10 medaglie Mondiali) e bandiera della parità di genere in uno sport a lungo solo al femminile che si è ritirato dopo la mancata convocazione alle Olimpiadi di Parigi dove, per la prima volta, i maschi sono stati ammessi per la gara a squadre (ma nessuna nazionale se l’è sentita di inserirne uno).
Pelati: “Non era semplice prendere il posto di Minisini”
«Non è stato facile prendere il posto di Giorgio, ma spero di averlo reso felice, io ho fatto tanti sacrifici e questa è la medaglia del…
Diavolo di un ragazzo, piange a dirotto: «Scusate, non riesco a parlare». Lacrime sul trucco e senza inganno: Filippo Pelati, il bambino che ballava all’oratorio (hip hop) adesso danza tra i grandi al mondo. A 18 anni, fresco di maturità (80/100 allo Scientifico) e al suo debutto Mondiale, è di bronzo nel solo libero del nuoto artistico. Ferrarese nato a Lagosanto, cresciuto a Copparo, si allena a Bologna con Beatrice Casalini e Silvia Costa: è l’azzurro che mancava da Giorgio Minisini, pluricampione (10 medaglie Mondiali) e bandiera della parità di genere in uno sport a lungo solo al femminile che si è ritirato dopo la mancata convocazione alle Olimpiadi di Parigi dove, per la prima volta, i maschi sono stati ammessi per la gara a squadre (ma nessuna nazionale se l’è sentita di inserirne uno).
Pelati: “Non era semplice prendere il posto di Minisini”
«Non è stato facile prendere il posto di Giorgio, ma spero di averlo reso felice, io ho fatto tanti sacrifici e questa è la medaglia della mia resilienza» dice singhiozzando Pelati che riceve i complimenti di Minisini, a bordo vasca da ambasciatore della federazione internazionale e spettatore della propria eredità. Che coincidenza: il 21 luglio 2024 a Roma, agli Assoluti, Giorgio salutava per sempre le gare vincendo e sul secondo gradino del podio c’era proprio Filippo.
Bronzo sulle note di Igor Stravinskij
È nato un altro re, dopo Giorgio? Di certo i segni sono molti. È stato 6° nel solo tecnico, tornerà per il duo misto (tecnico e libero) con l’ex partner di Minisini, Lucrezia Ruggiero. Sul brano Il Diavolo tratto da L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij (coreografia di Anastasia Ermakova), Filippo con 213.9850 punti segue i migliori: oro (con 229.5613 punti) al russo che gareggia sotto bandiera neutrale, Alexandr Maltsev, argento al cinese Muye Guo (220.1926). «Sono emozionatissimo, un onore vestire questi colori e portare me stesso in acqua per raggiungere i sogni che avevo da bambino».
Una passione scoperta a 8 anni
Da quando a 8 anni ha scoperto il nuoto artistico per caso, la segretaria della piscina gli propose un corso visto che gli piaceva nuotare e ballare, oltre che andare in bici per le mura medievali di Ferrara, disegnare e recitare. Coincidenze? «Provo molta riconoscenza verso chi mi ha allenato e aiutato, la medaglia non me l’aspettavo, la dedico ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuto. Il mio sogno? Le Olimpiadi». Diavolo di un ragazzo.