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La polemica di Ceccon, farfalla di bronzo. “Gare troppo vicine”

Thomas Ceccon

 

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Podio amaro per Thomas, in vasca nei 50 pochi minuti dopo la semifinale dei 100 dorso. Oggi può rifarsi nella sua specialità
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SINGAPORE — Proverò oggi il record del mondo nei 100 dorso? Sì, anzi non lo so, mi ci posso avvicinare, vediamo». Una magnifica idea che cancella d’un colpo l’insostenibile stanchezza del tuttofare Ceccon: ieri, in poco più di venti minuti, bronzo nei 50 farfalla (in 22”67, ritoccando il suo primato italiano) dopo il quarto crono di ingresso (52’’35) per la finale di oggi nella gara dell’oro olimpico a Parigi e del primato del mondo (51’’60). «Neanche il tempo per sciogliermi», dice torvo Thomas uscendo dalla vasca della sua ottava medaglia Mondiale e la seconda a Singapore dopo l’argento nella staffetta veloce. «Se continuano con dei programmi gara in questa sequenza e con una pausa così breve, non le farò mai più tutte e due. Non è un alibi, ma se a Los Angeles dovessero riproporre lo stesso schema, prima la semi dei 100 dorso e poi la finale dei 50 farfalla, dovrò scegliere, o una o l’altra, impossibile farle entrambe. Ho chiesto di cambiare l’ordine, non mi hanno ascoltato, insist…

SINGAPORE — Proverò oggi il record del mondo nei 100 dorso? Sì, anzi non lo so, mi ci posso avvicinare, vediamo». Una magnifica idea che cancella d’un colpo l’insostenibile stanchezza del tuttofare Ceccon: ieri, in poco più di venti minuti, bronzo nei 50 farfalla (in 22”67, ritoccando il suo primato italiano) dopo il quarto crono di ingresso (52’’35) per la finale di oggi nella gara dell’oro olimpico a Parigi e del primato del mondo (51’’60). «Neanche il tempo per sciogliermi», dice torvo Thomas uscendo dalla vasca della sua ottava medaglia Mondiale e la seconda a Singapore dopo l’argento nella staffetta veloce. «Se continuano con dei programmi gara in questa sequenza e con una pausa così breve, non le farò mai più tutte e due. Non è un alibi, ma se a Los Angeles dovessero riproporre lo stesso schema, prima la semi dei 100 dorso e poi la finale dei 50 farfalla, dovrò scegliere, o una o l’altra, impossibile farle entrambe. Ho chiesto di cambiare l’ordine, non mi hanno ascoltato, insisterò. Così è sbagliato di principio: il 50 mentalmente è massacrante e fisicamente non puoi essere al massimo. Devi essere fresco, bello attivo, dal punto di vista neuromuscolare sei più stanco, se lo fai dopo i 100 dorso non funziona, almeno non per me. Anche se in acqua sto bene, la sento, però la partenza, i gesti più grintosi si impoveriscono molto. Peccato, senza il doppio impegno questo 50 farfalla avrei potuto vincerlo».

Ceccon soddisfatto del crono

Come ai campionati di Fukuoka 2023, con un centesimo di più (22”68). «Sì del tempo sono contento, considerando anche che mi sono tuffato un po’ storto e non mi aspettavo che gli altri andassero così forte. Comunque oggi non l’avrei potuto nuotare un tempo per l’oro». Quello va al francese Maxime Grousset (22”48, nuovo record francese) che negli ultimi centimetri lascia d’argento lo svizzero Noè Ponti (22”51). Amarezza che Thomas oggi metterà in corsia: «Martinenghi ha detto che va a caccia dei tempi più che delle medaglie? Sì, ci sta, perché ci si stanca di vincere. Anche se quando lo fai a un’Olimpiade le responsabilità crescono verso la squadra e il paese. Nel mio caso perché no, potrebbe essere limare il mio record del mondo nei 100. Ma già nuotare sotto i 52 secondi sarebbe un buon risultato».

D’Ambrosio, splendido diciottenne

Straordinari quelli di Carlos D’Ambrosio, 18 anni, primo staffettista della 4X100 stile d’argento: nella batteria dei 200 stile si salva per un soffio («mi sono addormentato»), ma in semifinale si sveglia col 5° tempo (1’45”23) e strappa il primato italiano a Filippo Megli (1’45”67, del 2019) che invece non passa il turno. E vola anche la rana di Anita Bottazzo, 21 anni, veneta trasferita in Florida: in finale dei 100 col 2° crono (1’05”61), sfiorando per 17 centesimi il record italiano di Benedetta Pilato. Piccole stelle crescono.

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