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Questione di stile. Ceccon deve scegliere per tornare d’oro

Thomas Ceccon 

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Niente 50 dorso, punta sui 100 farfalla con il record italiano: “Capirò a cosa rinunciare, ora voglio solo finire e andare in Vietnam”
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SINGAPORE — Persa l’occasione dei 200 dorso per andamento lento in batteria («Errare è umano, perseverare è diabolico»), Thomas Ceccon sale sul treno dei 100 farfalla, gara di riserva, un piano B. Invece: il campione di Schio va dannatamente veloce. Sin dal mattino: «Ho spinto a tutta e non a caso infatti sono entrato in semifinale: incredibile che mi sia riuscito in una gara che non ho preparato e non nell’altra». Non ha fatto calcoli come nelle quattro vasche a testa in su, ha avuto pochi punti di riferimento, è andato all’arrembaggio: nelle batterie a un centesimo dal suo personale, in semifinale quinto crono e record italiano (50’’42) cancellando il precedente di Piero Codia (50”64, a Glasgow 2018). Va più forte di tutti gli specialisti della distanza nei primi 50, tanto che lo svizzero Noè Ponti, suo amico, d’argento nei 50 dove Ceccon è stato di bronzo, dice: «Thomas mi batteva sempre, mi sa che sta ricominciando a farlo».

SINGAPORE — Persa l’occasione dei 200 dorso per andamento lento in batteria («Errare è umano, perseverare è diabolico»), Thomas Ceccon sale sul treno dei 100 farfalla, gara di riserva, un piano B. Invece: il campione di Schio va dannatamente veloce. Sin dal mattino: «Ho spinto a tutta e non a caso infatti sono entrato in semifinale: incredibile che mi sia riuscito in una gara che non ho preparato e non nell’altra». Non ha fatto calcoli come nelle quattro vasche a testa in su, ha avuto pochi punti di riferimento, è andato all’arrembaggio: nelle batterie a un centesimo dal suo personale, in semifinale quinto crono e record italiano (50’’42) cancellando il precedente di Piero Codia (50”64, a Glasgow 2018). Va più forte di tutti gli specialisti della distanza nei primi 50, tanto che lo svizzero Noè Ponti, suo amico, d’argento nei 50 dove Ceccon è stato di bronzo, dice: «Thomas mi batteva sempre, mi sa che sta ricominciando a farlo».

Ceccon e i 100 farfalla: i favoriti

Difficile la medaglia oggi, anche perché oltre Ponti in pochi centesimi sono racchiusi i migliori in materia: il canadese Josh Liendo, argento a Parigi 2024 e il neocampione del mondo dei 50 farfalla, il francese Maxime Grousset. «Loro sono un po’ imprendibili, a meno che non sbaglino qualcosa». Anche dentro Thomas comincia a ronzare l’idea che qualcosa non sia andato a Singapore (nonostante l’argento nella staffetta veloce, l’argento nei 100 dorso e appunto il bronzo nei 50 delfino), tanto che ha rinunciato ai 50 dorso di oggi. L’eclettico del nuoto in modalità risparmio energetico. Soprattutto, in prospettiva, la ricerca di un equilibrio e forse in un ridimensionamento dei turni gara.

Ceccon: “Troppe gare, consumo energia mentale”

L’eliminazione in batteria dei 200 dorso non va giù a Thomas, nonostante dica «che può capitare, anche Coetzee ha rischiato, di certo devo imparare a spingere sin dal mattino, gli altri vanno forte nuotando i personali, anche nei 100 si è entrati in finale con tempi con cui fino a due anni fa si andava a podio. Avrei dovuto saperlo prima e tirare di più, non ho scusanti per i 200». Il mondo accelera, i soliti riferimenti traballano. Anche se Ceccon non usa computer o dati biomeccanici, ha una telemetria incorporata: «Ho tutto perfettamente in testa, lo faccio da sempre, non è complicato e so benissimo cosa faccio, se mi chiedono un tempo, sarà quello. Il fatto è che cerco di risparmiare il più possibile per passare i turni, ne faccio davvero troppi. La mia fatica nell’affrontare tante gare non è fisica, sono in forma, ma mentale: i primi due giorni, tra 50, staffetta e 100, mi hanno distrutto. Poi se una gara non va come vuoi, come i 50 farfalla, mentalmente sei un po’ scombussolato. Sono cose di cui sto parlando con il mio allenatore, Alberto Burlina. Vedremo in un prossimo programma gare cosa fare e a cosa rinunciare. Proprio ai 200 dorso? Io sono nato per il 200 dorso, devo solo capirli come farli. In realtà adesso non penso proprio a niente, voglio solo finire e tornare a casa. Anzi non vado a casa, ma in vacanza in Vietnam». Il cacciatore Ceccon.

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