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Kelly Doualla: “Il mio urlo, una promessa d’oro. Dormo tra i pupazzi”

Kelly Doualla, 15 anni, oro europeo U20 nei 100 metri. Suo il record europeo U18: 11’’21

 

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La stella nascente dell’atletica italiana si racconta dopo l’impresa sui 100 metri agli Europei Under 20 a Tampere: “Mi diverte fare la lotta con mio fratello. Il premio per la vittoria? Hamburger e patatine. Alla partenza nel silenzio sento solo il battito del mio cuore. Mi ispiro a Egonu e Sylla, il razzismo mi scivola addosso”
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La quindicenne che cadde sulla terra. Il puma che corre e sbadiglia. La piccola giamaicana d’Italia. Kelly Ann Maevane Doualla Edimo è così giovane che servirà tempo per capire cosa diventerà, e quale soprannome la definirà meglio. Per ora restano questo precocissimo oro europeo Under 20 sui 100 metri, vinto dominando avversarie di due-tre anni più grandi, e l’impossibilità di capire cosa fare di questa manifestazione dilagante e improvvisa di talento. A partire dai Mondiali di Tokyo a settembre: la sprinter ha i requisiti per essere convocata, e magari correre una finale nella 4x100, ma è la scelta migliore? Non ne è convinto il suo allenatore Walter Monti: le vacanze salterebbero per preparare Tokyo, a settembre si accavallerebbero Mondiali e scuola, poi riprenderebbe la preparazione in vista della stagione invernale. Kelly invece vede solo il lato positivo: "Essere tra le papabili per i Mondiali mi fa sentire realizzata. Forse è un evento troppo grande per me, ma mi fa capire di es…

La quindicenne che cadde sulla terra. Il puma che corre e sbadiglia. La piccola giamaicana d’Italia. Kelly Ann Maevane Doualla Edimo è così giovane che servirà tempo per capire cosa diventerà, e quale soprannome la definirà meglio. Per ora restano questo precocissimo oro europeo Under 20 sui 100 metri, vinto dominando avversarie di due-tre anni più grandi, e l’impossibilità di capire cosa fare di questa manifestazione dilagante e improvvisa di talento. A partire dai Mondiali di Tokyo a settembre: la sprinter ha i requisiti per essere convocata, e magari correre una finale nella 4x100, ma è la scelta migliore? Non ne è convinto il suo allenatore Walter Monti: le vacanze salterebbero per preparare Tokyo, a settembre si accavallerebbero Mondiali e scuola, poi riprenderebbe la preparazione in vista della stagione invernale. Kelly invece vede solo il lato positivo: "Essere tra le papabili per i Mondiali mi fa sentire realizzata. Forse è un evento troppo grande per me, ma mi fa capire di essere arrivata a un punto in cui l’atletica è diventata molto importante nella mia vita". Domenica intanto sarà in gara nella 4x100, in finale dopo la squalifica della Germania.

Kelly Doualla, con lei vittorie e record sembrano scontati ma scontati non sono: ci pensa mai che è solo una quindicenne?

"Non ci penso al fatto che una quindicenne di solito non fa questi tempi, ormai mi sono abituata, come le persone che mi stanno accanto: è tutto normale, e io mi concentro sulle gare".

Ha un’età in cui è normale giocare: come libera la sua fantasia?

"Fare la lotta con mio fratello è divertentissimo, ma passo tanto tempo anche a giocare a carte con i suoi amici che sono spesso a casa nostra. Non giocavo tanto con le bambole nemmeno quando ero piccola, però devo dire che ho tanti pupazzi, quello sì, e ci dormo pure".

Dicono che dopo l’oro europeo si sia divisa tra sonno e hamburger.

"Quanto all’hamburger con patatine, se il McDonald’s fosse stato chiuso l’avrei fatto riaprire, Poi sì, ho dormito tanto, e avrei voluto farlo ancora di più ma non ce l’ho fatta. Non è che i velocisti siano tutti pigri, però un po’ è vero, possiamo esserlo parecchio. Mi ero addormentata pure prima della 4x100 che vinse l’oro a Tokyo, per fortuna per un pelo sono riuscita a vederla, con mio padre che saltava come fa solo per il calcio, mia madre e mio fratello tutti felici".

Che musica ha portato con sé ai blocchi della finale degli Europei?

"Ascolto soprattutto cantanti francesi, mi piacciono l’afrobeat e Aya Nakamura. Me lo ha trasmesso mio fratello, ormai ascolto sempre questo sound. Se non fosse stato per la musica non sarei stata per niente calma durante la finale".

L’ansia è un freno o un carburante per lei?

"È qualcosa che riesco a controllare. Mi aiuta a partire meglio dai blocchi, mi fa essere più reattiva, ma se diventa troppa mi può danneggiare come è già successo. Quindi tendo a vivere le gare più tranquillamente possibile con quel minimo di ansia che c’è sempre e che mi aiuta".

Cosa c’era in quell’urlo dopo il traguardo?

"Era uno sfogo. Avevo promesso a mio fratello che avrei esultato almeno una volta, e questo era il posto giusto per farlo. Poi ho sfogato tutte le energie e l’ansia".

Ancora l’ansia: come la controlla?

"Ridendo. Se vedete tutte concentrate e me che rido vuol dire solo che sto cercando di controllare le emozioni e sto immaginando le mie canzoni. Certo mi ha aiutato tantissimo sentire i miei compagni urlare fino a quando sono salita sui blocchi per la finale. Nel silenzio ho ascoltato la tachicardia, ma sapevo che non c’erano motivi per preoccuparsi e in gara è uscito fuori quello che doveva uscire".

Che sensazioni ha avuto?

"Non penso a niente, non riesco nemmeno a sentire il tifo. Sento il vuoto, e penso solo ai miei piedi che toccano la pista".

Si potrà permettere ancora una vita in cui andare al campo in pullman e alle gare in treno?

"Penso che anche l’anno prossimo cercherà di accompagnarmi agli allenamenti papà, oppure mio fratello quando avrà la macchina. Altrimenti si andrà in pullman, che mi diverte, ed è rilassante".

I suoi miti sono le sprinter Fraser-Pryce e Richardson: negli altri sport ci sono campionesse che la ispirano?

"Paola Egonu e Myriam Sylla. Perché riescono a evitare le critiche: sono nera come loro, ok, le critiche le subisco anch’io e come fanno loro cerco di evitarle il più possibile. Commenti razzisti, roba del genere, è come se mi scivolassero addosso. Non li ascolto, non li leggo, li evito più che posso".

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