Un nuovo caso scuote il mondo della boxe olimpica proprio nel giorno di inizio dei campionati del mondo, in programma a Liverpool da oggi al 14 settembre. Nel programma femminile non figura infatti la squadra francese, che ha presentato in ritardo i test di genere previsti dalla World Boxing, la nuova federazione che, avallata dal Cio (che aveva messo fuori legge la precedente Iba) organizzerà il torneo di pugilato a Los Angeles 2028. Pertanto, Romane Moulai (-48 kg), Wassila Lkhadiri (-51 kg), Melissa Bounoua (-54 kg), Sthélyne Grosy (-57 kg) e Maëlys Richol (-65 kg), regolarmente giunte in Inghilterra, non saliranno sul ring.
Mossely: “Disastro sportivo per la Francia”
"Il disastro sportivo che si è verificato questa sera per le pugili della squadra francese è inaccettabile. Tutto questo per arrivare ai Campionati del Mondo e vedersi semplicemente escluse per non aver presentato un test di genere", ha scritto in un messaggio la campionessa olimpica del 2016 Estelle Mossely pubblicato ieri in serata.
Lin Yu-ting fa il test ma non va ai mondiali. Federazione Taiwan: la World Boxing non ci ha risposto
Il ct: “Test fatti a Liverpool perché la Francia non li autorizza”
"Abbiamo effettuato questi test al nostro arrivo a Liverpool", ha spiegato il direttore tecnico nazionale Mehdi Nichane prima della competizione, "perché la legge francese non li autorizza per lo sport".
I casi Lin Yu-ting e Khelif
Ricordiamo che i test di genere nella boxe femminile sono stati introdotti dalla World Boxing dopo quando accaduto ai Giochi di Parigi, dove le medaglie d’oro della taiwanese Lin Yu-ting (-57 kg) e dell'algerina Imane Khelif (-66 kg), avevano suscitato molte polemiche. Entrambe non sono presenti a Liverpool: Lin Yu-ting, secondo quanto sostenuto dalla federazione di Taiwan, ha fatto il test ma non è stata fatta partire dopo la mancata risposta della World Boxing. Khelif invece ha contestato i test facendo ricorso al Tas.