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C’era una volta a Tokyo. L’eclissi di Tamberi e Jacobs

Nello stadio del trionfo olimpico del 2021, i due campioni azzurri mancano la finale iridata. Le Olimpiadi di Los Angeles sono lontane
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Tokyo – Sayonara, Marcell. No banzai per Gimbo. Nessun SuperSunday. Alle 13 italiane Tamberi smette di volare, alle 13,47 Jacobs smette di correre (forse per sempre). L’Italian Job non c’è più. Se ai Giochi di Tokyo in 11 minuti si erano presi il mondo, adesso in 47 lo lasciano. È lo stesso stadio, ma loro non sono più quelli. Da samurai a controfigure. Gimbo, con la coscia sinistra fasciata, esce a 2,21, una misura con cui prima entrava in gara e che nel ’75 valeva il primato italiano. Resta sdraiato sul materasso, si mette le mani sul viso: niente finale, non è in grado. “Non ho fatto nemmeno un salto giusto, ho ridotto la rincorsa, ma mi sento uno schifo, speravo in un 2,30, ma così ho il rimpianto e mi rimprovero di aver lasciato a casa da sole le mie donne, moglie e bimba che compie un mese, per un risultato pietoso. Peccato perché nel riscaldamento avevo avuto buone sensazioni”.

Tokyo – Sayonara, Marcell. No banzai per Gimbo. Nessun SuperSunday. Alle 13 italiane Tamberi smette di volare, alle 13,47 Jacobs smette di correre (forse per sempre). L’Italian Job non c’è più. Se ai Giochi di Tokyo in 11 minuti si erano presi il mondo, adesso in 47 lo lasciano. È lo stesso stadio, ma loro non sono più quelli. Da samurai a controfigure. Gimbo, con la coscia sinistra fasciata, esce a 2,21, una misura con cui prima entrava in gara e che nel ’75 valeva il primato italiano. Resta sdraiato sul materasso, si mette le mani sul viso: niente finale, non è in grado. “Non ho fatto nemmeno un salto giusto, ho ridotto la rincorsa, ma mi sento uno schifo, speravo in un 2,30, ma così ho il rimpianto e mi rimprovero di aver lasciato a casa da sole le mie donne, moglie e bimba che compie un mese, per un risultato pietoso. Peccato perché nel riscaldamento avevo avuto buone sensazioni”.

Jacobs: “Non so se ne vale più la pena”

Marcell nei 100 metri si ferma in semifinale, parte bene, ma non spinge più, non ha benzina, tutto prevedibile, sesto, il tempo è 10”16, dimenticabile. Da ex. Ma lui ai Mondiali non è mai andato in finale. “Gli anni passano, venire qui è stato un azzardo, un tempo così misero non lo facevo nemmeno quando la mia specialità era il salto in lungo, non è il mio valore. Nel 2026 ci sono gli Europei, ma non so se ne vale la pena, mi sento pesante, poco fluido, e la testa inizia a non reggere le ultime delusioni”. In questa stagione Jacobs è stato sempre più per conto suo. Assente ai raduni. Missing. Nessuno sapeva dove fosse, cosa facesse, quali fossero i suoi programmi. “Speravo che questo stadio che mi ha regalato il giorno più bello della mia vita riuscisse a farmi rivivere un po’ di magia, ma non ho più energie, vorrei pensare ad altro, non vivere solo di sport. Non credo farò la staffetta, vediamo, largo ai più meritevoli. Difficile continuare a rincorrere le stagioni e gli infortuni”. Tra 11 giorni avrà 31 anni, si è trasferito in Florida, è padre di tre figli, due vivono con lui e la moglie Nicole, l’american way of life gli piace, sta pensando di aprire alcune attività commerciali, forse un ristorante. “Non devo per forza avere una fissa dimora, ho sempre voluto muovermi e viaggiare e non abbandono definitivamente l’Italia. I bambini mi vorrebbero più a casa, Nicole invece ancora in pista”. Sono gli ultimi fuochi, ma non bruciano. Il giamaicano Oblique Seville con 9”77 gli porta via il record dello stadio. Jacobs alle Olimpiadi aveva vinto con 9”80. È una cerimonia degli addii senza lacrime, però per favore tristezza vai via. Lo sprinter dal tocco rapido non c’è più, era Speed in versione italiana.

Tamberi: “Non vedo l’ora di ricominciare”

Gimbo invece di anni ne ha 33. Ha deciso di allungare la sua orbita fino a Los Angeles 2028, anche se non risulta che nessuno abbia mai vinto i Giochi a quell’età. Mutaz Barshim, 34, con cui condivise l’oro a Tokyo, anche lui tormentato da infortuni, ha detto basta e non ha ceduto alla nostalgia. Tamberi invece proseguirà, adora il palcoscenico, per dare l’annuncio ha scelto il Festival di Sanremo e ora aggiunge: “Per la prima volta finisco una gara e non vedo l’ora di ricominciare la preparazione che quest’anno non c’è stata”. Come a dire: forse non mi regge il fisico, ma la voglia non si è spenta. Al suo posto in finale ci sarà Matteo Sioli, 19 anni, segno che sulla scia piccoli saltatori crescono.

La pista di Tokyo non basta per ripetere il miracolo

Tokyo 2025 doveva servire a ritrovare un po’ il miracolo del 2021. Cosa fai quando ti senti incerto, imperfetto, scombussolato? Torni dove sei stato bene, dove è venuta fuori la miglior versione di te, speri che lo specchio non se ne sia dimenticato. Ma quel maledetto si appanna. Jacobs non se la sente più di dover reggere quell’immagine, né forse gli interessa lasciare con un risultato migliore. L’ultimo show di Bolt fu ai Mondiali di Londra con un bronzo (9”95), non metteva più paura, ma Gatlin che vinse l’oro s’inginocchiò e l’osannò. Una cosa però gli all italian boys potevano fare: non replicare quel successo, ma quell’abbraccio. Gimbo corse incontro a Marcell, lo stritolò per bene e gli urlò: ma cosa abbiamo fatto. Sarebbe stato bello rivedere quella stessa scena, meno carica di successo, forse più melanconica, i due (ex) ragazzi sottobraccio alla passata felicità. Ma con la consapevolezza che le scintille di quel giorno hanno formato nuove stelle.

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