The way we were. Un omaggio a Robert Redford ci vuole. Come eravamo e come siamo. C’era la staffetta dei miracoli, la 4x100 dai cambi perfetti, oro a Tokyo 2020, quattro golden boys da 37”50. Patta, Jacobs, Desalu, Tortu. Argento ai Mondiali di Budapest 2023 in 37”62 (Rigali, Jacobs, Patta, Tortu). Oro agli Europei di Roma in 37”82 (Melluzzo, Jacobs, Patta, Tortu) e quarto posto ai Giochi di Parigi in 37”68 (Melluzzo, Jacobs, Desalu, Tortu). Anche cambiando i nomi il prodotto restava di qualità.
Tortu nelle qualificazioni dei 200
L’uomo sempre presente nell’ultima frazione era Filippo Tortu. Ma ora rischia. Viene da una stagione deludente, soffre di un risentimento muscolare alla gamba destra, e per la prima volta non è accompagnato dal padre coach, rimasto a casa. «Non so se c…
The way we were. Un omaggio a Robert Redford ci vuole. Come eravamo e come siamo. C’era la staffetta dei miracoli, la 4x100 dai cambi perfetti, oro a Tokyo 2020, quattro golden boys da 37”50. Patta, Jacobs, Desalu, Tortu. Argento ai Mondiali di Budapest 2023 in 37”62 (Rigali, Jacobs, Patta, Tortu). Oro agli Europei di Roma in 37”82 (Melluzzo, Jacobs, Patta, Tortu) e quarto posto ai Giochi di Parigi in 37”68 (Melluzzo, Jacobs, Desalu, Tortu). Anche cambiando i nomi il prodotto restava di qualità.
Tortu nelle qualificazioni dei 200
L’uomo sempre presente nell’ultima frazione era Filippo Tortu. Ma ora rischia. Viene da una stagione deludente, soffre di un risentimento muscolare alla gamba destra, e per la prima volta non è accompagnato dal padre coach, rimasto a casa. «Non so se correrò, forse improvviserò», aveva detto due giorni fa. Oggi è impegnato con Desalu nelle qualificazioni dei 200 metri, non dovesse fare un tempo accettabile, non è improbabile la sua esclusione. Anche se il professore Di Mulo, responsabile del settore, non è incline alle rivoluzioni, ma l’inseguimento di Filippo a Parigi aveva perso smalto e la sua frazione non era stata competitiva.
Jacobs a mezzo servizio
Da sempre il selezionatore azzurro, anche se tradizionalista, punta a schierare la miglior formazione di oggi e non quella dei ricordi. E da sempre la staffetta è il regno del mistero, del difficile equilibrio, della scelta di tenere tutti sulla corda. Anche se in questo momento c’è poco da scegliere: il miglior cronometro stagionale (10”16) è di Jacobs e di Patta che nei cambi è sempre stato una sicurezza (trova la mano di tutti), ma che rientra da una lesione muscolare. Marcell a mezzo servizio vale comunque la speranza, Filippo ha molta voglia di dimostrare che non è né finito né sfinito. «Capita di non farcela e anche di sbagliare, quando è stata colpa mia l’ho sempre ammesso, non sarà facile con rivali come Usa, Canada, Sudafrica, Giamaica, Giappone, ma non lo era nemmeno prima».
Simonelli beffato
Un allenamento specifico della squadra nella notte italiana servirà a far capire di più, ieri era previsto un lavoro leggero dove era convocato anche Jacobs e chissà che non abbia cambiato idea sul suo ritiro. Tra gli uomini a disposizione c’è anche Lorenzo Simonelli che ha sfiorato la finale dei 110 ostacoli (fuori per tre millesimi) vinta dallo statunitense Cordell Tinch, 25 anni, che aveva smesso di fare atletica per vendere cellulari in un centro commerciale, poi si è reso conto che le chiamate a cui rispondere sono altre.
Sioli ottavo nell’alto
Se nei 200 metri i due azzurri torneranno ad accendersi, avranno le semifinali domani e venerdì la finale mentre la staffetta è prevista per sabato. Nell’attesa ci sono altri voli. Nell’alto senza Tamberi ha debuttato Matteo Sioli, 19 anni, e si è fermato a 2,28, finendo ottavo nella gara vinta dal neozelandese Hamish Kerr che ha replicato l’oro e il 2,36 di Parigi. Un giorno da fattore K: oltre a Kerr hanno vinto Kipyegon (1.500 metri) e Katzberg (martello). Sperando ci sia spazio anche per il fattore I-talia.