MILANO – Un pasticcio e un caso diplomatico sfiorato. È servita una telefonata in serata del ministro per lo sport Andrea Abodi al Cio per spegnere un caso che in poche ore aveva creato un bel po’ di tensione. Nei cinque giorni in cui la presidente del Comitato olimpico internazionale Kirsty Coventry è stata a Milano — da lunedì sera a ieri — nessun rappresentante del governo le ha fatto visita. Il Cio aveva invitato Abodi, il ministro ha fatto sapere che non sarebbe andato (ieri era alla festa di Gioventù nazionale a Roma). Il Cio ha manifestato il proprio disappunto in una lettera alla Fondazione Milano Cortina 2026 che poi l’ha inoltrata al ministero dello sport. L’imbarazzo istituzionale è rientrato in serata, quando Abodi ha avuto con il Cio un confronto distensivo.
La tensione con il governo
Nella conferenza stampa dopo la riunione del Comitato esecutivo, alla numero uno del Cio è stato chiesto se avesse avuto contatti con il governo italiano, lei ha risposto sorridente: «Non ho…
MILANO – Un pasticcio e un caso diplomatico sfiorato. È servita una telefonata in serata del ministro per lo sport Andrea Abodi al Cio per spegnere un caso che in poche ore aveva creato un bel po’ di tensione. Nei cinque giorni in cui la presidente del Comitato olimpico internazionale Kirsty Coventry è stata a Milano — da lunedì sera a ieri — nessun rappresentante del governo le ha fatto visita. Il Cio aveva invitato Abodi, il ministro ha fatto sapere che non sarebbe andato (ieri era alla festa di Gioventù nazionale a Roma). Il Cio ha manifestato il proprio disappunto in una lettera alla Fondazione Milano Cortina 2026 che poi l’ha inoltrata al ministero dello sport. L’imbarazzo istituzionale è rientrato in serata, quando Abodi ha avuto con il Cio un confronto distensivo.
La tensione con il governo
Nella conferenza stampa dopo la riunione del Comitato esecutivo, alla numero uno del Cio è stato chiesto se avesse avuto contatti con il governo italiano, lei ha risposto sorridente: «Non ho conosciuto personalmente nessuno», come invece le è accaduto con il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana («Mi hanno trasmesso il loro entusiasmo») e la vicepresidente del Veneto Elisa De Berti. Poi è filtrata la notizia di una lettera di lamentele del Cio e due ore dopo Coventry ha lasciato l’hotel milanese scura in volto, infilandosi in un van nero che la aspettava, senza dare spiegazioni ai cronisti: «Non risponderemo ad altre domande». Non è riuscito a mediare (o non ha voluto farlo?) Giovanni Malagò, membro Cio e presidente della Fondazione Milano Cortina. L’ex numero uno del Coni, fino a giovedì a Milano per fare da Cicerone al Cio, non si è esposto in prima persona, ma sempre giovedì alla stampa aveva sottolineato come Coventry fosse per la prima volta in Italia dopo l’insediamento dello scorso 23 giugno (il 12 aveva incontrato la premier Meloni e Abodi a Palazzo Chigi): «È arrivata dai Mondiali di atletica a Tokyo e martedì ha passato con noi il suo compleanno».
Israele, il Comitato esecutivo: “Mai discussa la possibilità di non rappresentanza”
Si è chiusa così una settimana in cui il Cio ha evidenziato l’ottimo stato dei lavori degli impianti dei Giochi. Sulla richiesta del premier spagnolo Sanchez di escludere gli atleti di Israele, il Comitato esecutivo ha spiegato che «non ha mai discusso la possibilità di non rappresentanza di tutti i Comitati Nazionali». Gli atleti russi e bielorussi saranno considerati neutrali come successo a Parigi, nessuna candidatura è giunta da Bologna e Firenze per i Giochi estivi del 2036. La prossima settimana Coventry sarà a New York e andrà all’Onu, dove il 13 novembre verrà firmata la tregua olimpica: «Lo sport deve far vedere ciò che c’è di buono nell’umanità».