Nadia Battocletti, la ragazza che ha sfidato le fuoriclasse del Kenya: “L’ultimo giro una melodia”
di Luigi PanellaIl settimo sigillo, la settima medaglia della spedizione italiana più ricca di sempre (il record precedente, sei medaglie, risaliva a Goteborg 1995) lo mette Nadia Battocletti, capace di conquistare uno splendido bronzo nella gara dei 5000 dopo l’argento nella distanza doppia. "Non ci credo ancora, poteva essere scontata vedendo la gara dei 10.000, ma dopo quella e la batteria di qualificazione, era impossibile pronosticare la medaglia certa”. Medaglia storica anche per un altro motivo: era infatti da Atene nel 1997 che l’Italia non saliva su un podio dei 5000, dall’argento di Roberta Brunet.
La sfida alle fuoriclasse keniane
Ha avuto coraggio Nadia Battocletti, ha sfidato sul loro campo Chebet e Kipyegon, le fuoriclasse venute dal Kenya. Ha provato a de…
Il settimo sigillo, la settima medaglia della spedizione italiana più ricca di sempre (il record precedente, sei medaglie, risaliva a Goteborg 1995) lo mette Nadia Battocletti, capace di conquistare uno splendido bronzo nella gara dei 5000 dopo l’argento nella distanza doppia. "Non ci credo ancora, poteva essere scontata vedendo la gara dei 10.000, ma dopo quella e la batteria di qualificazione, era impossibile pronosticare la medaglia certa”. Medaglia storica anche per un altro motivo: era infatti da Atene nel 1997 che l’Italia non saliva su un podio dei 5000, dall’argento di Roberta Brunet.
La sfida alle fuoriclasse keniane
Ha avuto coraggio Nadia Battocletti, ha sfidato sul loro campo Chebet e Kipyegon, le fuoriclasse venute dal Kenya. Ha provato a dettare il ritmo, non ha atteso solo il rettilineo finale: “Per me essere qui è un sogno, correre con loro, vederle in gara, fare 14' e 59' è una cosa da uomo. Ma ieri ho detto a papà 'Sai che c'è, stavolta provo' e mi sono messa davanti, in gara mi dicevo 'se sei stanca tu son stanche anche loro, non sono dei robot e se entri in gara con la tua tattica almeno ci provi'. Oggi ci ho provato e sono davvero fiera di me stessa", ha poi commentato la ragazza cresciuta a Cavareno, in Val di Non, da papà italiano e mamma marocchina.
Una canzone per l’ultimo giro
Battocletti rivela anche un retroscena: "Ho pensato tanto a quello che mi ha detto Pierluigi Fiorella (medico federale). Mi ha dedicato una canzone 'Rain in black sky', e mi ha detto che l'ultimo giro doveva essere come questa melodia. Ho visto che stavo per raggiungere Kipyegon, la mia stanchezza aumentava. Negli ultimi 200 metri ho visto che stava arrivando Tsegay e mi sono detta 'va bene osare ma non essere sciocchi'. Sono molto felice di queste medaglie, il mio staff, la federazione, Stefano Mei che mi permette di fare le mie cose con tranquillità, tutti davvero a mamma e papà e il mio fidanzato Gianluca che è qui con me. E' bellissimo condividere con loro i miei momenti più belli".