Larissa Iapichino: “Papà è un santo, le urla non mi turbano. Cambiare? Solo illazioni”
di Mattia ChiusanoLa prima volta dopo l’esclusione dalla finale, dopo la scena molto criticata in cui il padre è sembrato alterato per una qualificazione che stava diventando incubo: Larissa Iapichino, 23 anni, due Diamond League vinte, spiega per la prima volta dopo quel giorno uno degli episodi più amari del Mondiale azzurro. L’occasione è un incontro a Roma con atleti e appassionati, al Meet & Greet Diadora in collaborazione con Cisalfa.
Larissa Iapichino, suo padre Gianni ha esagerato alzando la voce contro di lei ai Mondiali?
"Povero babbo, lo faranno santo".
Resterà il suo allenatore nei prossimi anni, a partire dai Mondiali indoor 2026 a Birmingham?
"Assolutamente sì. Non capisco come siano nate queste illazioni: se dovessi fare una scelta di questo tipo sarei la prima a dirlo".
Cosa è successo in que…
La prima volta dopo l’esclusione dalla finale, dopo la scena molto criticata in cui il padre è sembrato alterato per una qualificazione che stava diventando incubo: Larissa Iapichino, 23 anni, due Diamond League vinte, spiega per la prima volta dopo quel giorno uno degli episodi più amari del Mondiale azzurro. L’occasione è un incontro a Roma con atleti e appassionati, al Meet & Greet Diadora in collaborazione con Cisalfa.
Larissa Iapichino, suo padre Gianni ha esagerato alzando la voce contro di lei ai Mondiali?
"Povero babbo, lo faranno santo".
Resterà il suo allenatore nei prossimi anni, a partire dai Mondiali indoor 2026 a Birmingham?
"Assolutamente sì. Non capisco come siano nate queste illazioni: se dovessi fare una scelta di questo tipo sarei la prima a dirlo".
Cosa è successo in quei momenti, dopo il primo salto di qualificazione?
"Si capisce abbastanza bene dalle immagini, sono lì che mi dirigo verso la tribuna perché non sento niente, c’è troppo rumore. È chiaro che per comunicare tra allenatore e atleta si debba alzare un po’ la voce, io stessa sono costretta a urlare anche se non sono alterata. La situazione era concitata perché eravamo a un Mondiale, e lui è il mio tecnico che sta lì per dirmi certe cose, altrimenti in pedana andrei da sola. Non sono stata turbata, afflitta, destabilizzata. Se ci fosse questo rischio interverrei subito per eliminarlo. Ringrazio chi si è preoccupato, stia sereno".
È vero che lui le ha detto “Non so cosa dirti. Non stai correndo, stai zoppicando”?
"Sì, e aveva ragione. Non stavo correndo, è vero. A parte il primo salto in cui una persona ha attraversato il mio campo visivo, un fastidio capitato anche ad altre, le mie rincorse avevano questa zoppia insensata perché non avevo nessun tipo di dolore. Era importante che mio padre me lo dicesse".
Ha sofferto la vigilia?
"Ero molto serena e ho dormito normalmente. Non ero infortunata, sono arrivata in forma splendente, ero pronta. È successo, ma penso che dalla prossima qualificazione non zoppicherò mai più…".
Tara Davis-Woodhall, oro nel lungo a Tokyo, ha detto di aver lasciato tecnici che usano “una certa dose di aggressività”, e che il rapporto padre-figlia può dare troppa pressione.
"Ognuno è diverso. Lei ha la sua relazione con il padre, come io ho la mia. Ho bisogno di un certo tipo di stimoli e sono io stessa a chiederli".
Come ripartire adesso?
"Dai Mondiali indoor di Torun tra sei mesi esatti. Dal bicchiere mezzo pieno, dall’oro europeo indoor che mi mancava, dal secondo diamante, dai 7,06 metri che migliorerò, l’appuntamento è solo rimandato. Si è vista la migliore Larissa di sempre, è chiaro che volevamo far bene a Tokyo, ma nei prossimi anni porterò con me le lezioni di questa stagione che faranno di me una donna migliore. La lezione più importante di tutte: con il mio allenatore abbiamo lavorato proprio bene".