La marcia, figlia di un Dio minore. Questo è costretta a sostenere Antonella Palmisano, campionessa olimpica nel 2021 della 20 km, argento mondiale a Tokyo poche settimane fa nella 35 km. Un incidente social, non il primo, ha trasformato la marciatrice pugliese nella paladina di una lotta per la sopravvivenza, suo malgrado.
Cosa è successo, Palmisano?
«Martedì sera la federazione europea di atletica ha pubblicato un post sui social con i medagliati dell’atletica azzurra a Tokyo. Il mio volto non c’era. Lo stesso post è stato ripubblicato sul profilo della nostra Federazione».
Un’omissione dolorosa.
«Questa mattina il dt La Torre mi ha chiamato e mi ha spiegato di non aver parlato della marcia in conferenza stampa su richiesta dei giornalisti».
E perché?
«Forse perché La Torre è stato allenatore di marcia e si sente parte in causa. Ma avrei gradito che spontaneamente avesse accennato al mio argento, sarebbero bastati 10”. Invece niente».
Come se lo spiega?
«Perché la marcia viene …
La marcia, figlia di un Dio minore. Questo è costretta a sostenere Antonella Palmisano, campionessa olimpica nel 2021 della 20 km, argento mondiale a Tokyo poche settimane fa nella 35 km. Un incidente social, non il primo, ha trasformato la marciatrice pugliese nella paladina di una lotta per la sopravvivenza, suo malgrado.
Cosa è successo, Palmisano?
«Martedì sera la federazione europea di atletica ha pubblicato un post sui social con i medagliati dell’atletica azzurra a Tokyo. Il mio volto non c’era. Lo stesso post è stato ripubblicato sul profilo della nostra Federazione».
Un’omissione dolorosa.
«Questa mattina il dt La Torre mi ha chiamato e mi ha spiegato di non aver parlato della marcia in conferenza stampa su richiesta dei giornalisti».
E perché?
«Forse perché La Torre è stato allenatore di marcia e si sente parte in causa. Ma avrei gradito che spontaneamente avesse accennato al mio argento, sarebbero bastati 10”. Invece niente».
Come se lo spiega?
«Perché la marcia viene trattata come una specialità di serie B. E questo avviene anche in campo internazionale: non abbiamo gare in Diamond League. Vengono cambiate le distanze per motivi che ignoro e che continuano a spiazzare tutti, dai praticanti ai campioni. Agli Assoluti indoor, quest’anno, Francesco Fortunato ha demolito il record della 5 km, ma non c’erano i giudici. È come una gara dei 100 metri senza cronometri».
Il presidente Mei l’ha chiamata?
«L’ho chiamato io, martedì sera, per far correggere il post. Scuse no, non ne ho sentite. Ha solo parlato di “svista”».
Le hanno scritto in tanti?
«Ho il telefonino bollente e il mio profilo Instagram è stato preso d’assalto dai miei colleghi marciatori e da tanti tifosi. Mi hanno commossa».
Cosa può nascere ora da questa rabbia?
«La voglia di lottare ancora di più per affermare una semplice verità: le medaglie hanno tutte la stessa importanza e lo stesso valore. E la marcia deve continuare a vivere».