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Ariarne Titmus lascia il nuoto a 25 anni: il record del mondo e l’oro dopo il tumore

Ariarne Titmus 

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L’australiana ha il record del mondo sui 200 metri stile libero. Ha vinto otto medaglie olimpiche e quattro titoli mondiali
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Addio al nuoto, alle armi, all’amore della vita. È arrivato il tempo della vita e basta, è arrivato prestissimo, a soli 25 anni, per Ariarne Timus. La nuotatrice prodigio d’Australia, nata in Tasmania, ha avuto tutto e ora ha detto basta: “C’è altro di più importante oltre al nuoto”. Al quale ha dato tutto da quando è bambina, immergendosi in corsia a testa bassa da quando aveva 7 anni. Ha ricevuto indietro altrettanto, moltissimo: 4 ori olimpici, 4 titoli mondiali, 3 argenti e un bronzo olimpico, oltre al record del mondo ancora imbattuto, quello nei 200 stile libero (1’52’’23) che era rimasto nelle mani di Federica Pellegrini per 14 anni fino ai Mondiali di Fukuoka 2023, quando il primato della veneta (1’52’’98) fu battuto da un’altra australiana, l’allora 19enne Mollie O’Callaghan (1'52''85). Ariarne, cresciuta nel mito di Fede, lo tolse a Mollie ai Trials di Brisbane nel 2024, prima dei Giochi di Parigi.

Poco prima, era già cambiato qualcosa nella routine di Ariarne, che si allena…

Addio al nuoto, alle armi, all’amore della vita. È arrivato il tempo della vita e basta, è arrivato prestissimo, a soli 25 anni, per Ariarne Timus. La nuotatrice prodigio d’Australia, nata in Tasmania, ha avuto tutto e ora ha detto basta: “C’è altro di più importante oltre al nuoto”. Al quale ha dato tutto da quando è bambina, immergendosi in corsia a testa bassa da quando aveva 7 anni. Ha ricevuto indietro altrettanto, moltissimo: 4 ori olimpici, 4 titoli mondiali, 3 argenti e un bronzo olimpico, oltre al record del mondo ancora imbattuto, quello nei 200 stile libero (1’52’’23) che era rimasto nelle mani di Federica Pellegrini per 14 anni fino ai Mondiali di Fukuoka 2023, quando il primato della veneta (1’52’’98) fu battuto da un’altra australiana, l’allora 19enne Mollie O’Callaghan (1'52''85). Ariarne, cresciuta nel mito di Fede, lo tolse a Mollie ai Trials di Brisbane nel 2024, prima dei Giochi di Parigi.

Poco prima, era già cambiato qualcosa nella routine di Ariarne, che si allenava a Brisbane con Dean Boxall, il coach biondo, con i capelli lunghi, molto vivace a bordo vasca. Un qualcosa che, per Titmus, significherà tutto: al rientro dai campionati in Giappone, si sottopose a una risonanza magnetica per verificare uno strano dolore all’anca. Scoprì lì, per caso, di aver un tumore alle ovaie: fu operata d’urgenza, per fortuna la formazione era benigna. Dopo le Olimpiadi a Parigi, dove ha vinto l’oro nei 400 stile e nella staffetta 4X200 stile, oltre all’argento nei 200 stile e negli 800 stile, si è preso un anno sabbatico, di riposo e riflessione, con l’idea comunque di arrivare ai Giochi di Los Angeles 2028. Non ha partecipato ai Mondiali di Singapore dell’estate scorsa. “A pensarci adesso, sapendo che quelle di Parigi sono state le ultime gare della vita, forse avrei potuto godermele di più”. Questo il suo unico cruccio.

In quel tempo sospeso ma certo non vuoto, ha capito quello che davvero vuole, adesso. Perché il nuoto è uno sport totale e totalizzante: lo sanno bene tanti campioni, a cominciare dal connazionale di Titmus, Ian Thorpe, che si ritirò esausto, e depresso, a 24 anni. Uno sport che consuma, fisicamente e mentalmente: attraverso il buio sono passati in tanti, anche di recente, dal ranista inglese Adam Peaty al fenomeno americano dello stile libero, Caeleb Dressel.

"Una scelta difficile”

In un lungo post, Ariarne annuncia e spiega le ragioni della sua scelta che definisce “molto difficile: ho sempre amato il nuoto, è la mia passione fin da bambina. Ma credo di essermi presa questo periodo lontano dallo sport e di aver capito che alcune cose della mia vita, che sono sempre state importanti per me, ora sono solo un po’ più importanti del nuoto, e va bene così”. A se stessa bambina, dice: “Cara Ariarne di sette anni, oggi lasci il nuoto agonistico. Hai trascorso 18 anni in piscina, dieci dei quali rappresentando il tuo Paese. Sei andata a due Olimpiadi e, cosa ancora più bella, hai vinto! I sogni che avevi… si sono tutti avverati. Gli amici che hai incontrato… sono per la vita. Hai raggiunto molto più di quanto pensassi possibile e devi esserne così orgogliosa”. E, tra le sue imprese, anche quella di aver interrotto alle Olimpiadi di Tokyo 2021 l’imbattibilità della più grande stileliberista di sempre, l’americana Katie Ledecky, che aveva già battuto (nei 400) ai Mondiali in Corea del Sud nel 2019.

"Metto me stessa al primo posto”

Ariarne sa di aver scritto la storia del suo sport, molto in fretta, molto a fondo, ma ora è già ora di guardare avanti e altrove. Continua così: “Hai conosciuto persone straordinarie che ti hanno accompagnata lungo il cammino — allenatori (uno in particolare), staff, compagni, rivali, sponsor, amici, famiglia e tifosi. Ringraziali. Hai lasciato casa a 14 anni per inseguire un sogno, e senza il sacrificio di mamma, papà e Mia, non saresti arrivata fin qui. Hai appena compiuto 25 anni e senti che è il momento giusto per lasciare. Hai dato tutto. Ti ritiri serena, senza rimpianti, pienamente felice. Ora ti aspettano nuovi obiettivi, più tempo per le persone che ami e la possibilità di mettere te stessa, e non lo sport, al primo posto”. La vita è oro.

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