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Ritiro Titmus, Rosolino: “Peccato, non ha visto come va a finire il libro”

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L’ex nuotatore azzurro, quattro medaglie olimpiche, stupito dalla scelta dell’australiana
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Un primo posto che non vale un’altra medaglia, questa volta il primo posto è per la sua vita. La regina dice che può bastare. Fine della corsa e fuori dalla corsia. Il nuoto, i sacrifici, le medaglie, i record del mondo, ha avuto tutto, ora vuole altro. Basta cloro, cuffie, occhialini, allenamenti. A soli 25 anni l'australiana Ariarne Titmus, una delle più grandi atlete in vasca di tutti i tempi, si ritira: l'annuncio con il sorriso, senza guardarsi indietro. “Certo è davvero giovane – dice Massimiliano Rosolino, ex stella del nuoto italiano – poteva arrivare fino alle Olimpiadi in Australia, nel 2032. In casa. Alla sua età poteva farcela. Massimo rispetto per la scelta, c’è chi non va a vedere come finisce il libro”.

Il tumore, l’oro a Parigi dopo l’operazione, la pausa di riflessione, forse lì ha maturato la decisione di fermarsi

"A volte ci vuole più coraggio a lasciare che a restare. lei ha vinto tanto, ha avuto tutto, quattro ori olimpici, ha il record del mondo, avrà capito mo…

Un primo posto che non vale un’altra medaglia, questa volta il primo posto è per la sua vita. La regina dice che può bastare. Fine della corsa e fuori dalla corsia. Il nuoto, i sacrifici, le medaglie, i record del mondo, ha avuto tutto, ora vuole altro. Basta cloro, cuffie, occhialini, allenamenti. A soli 25 anni l'australiana Ariarne Titmus, una delle più grandi atlete in vasca di tutti i tempi, si ritira: l'annuncio con il sorriso, senza guardarsi indietro. “Certo è davvero giovane – dice Massimiliano Rosolino, ex stella del nuoto italiano – poteva arrivare fino alle Olimpiadi in Australia, nel 2032. In casa. Alla sua età poteva farcela. Massimo rispetto per la scelta, c’è chi non va a vedere come finisce il libro”.

Il tumore, l’oro a Parigi dopo l’operazione, la pausa di riflessione, forse lì ha maturato la decisione di fermarsi

"A volte ci vuole più coraggio a lasciare che a restare. lei ha vinto tanto, ha avuto tutto, quattro ori olimpici, ha il record del mondo, avrà capito molto presto che lo sport è solo una parte piccola della vita. Ha cambiato trampolino, ha scelto un trampolino per il futuro”.

Per il nuoto è una perdita importante. Che atleta è stata?

"Certo, perdiamo un colosso, una bestia della piscina. Lei è stata straordinaria. Basti pensare che ha vinto più di Pellegrini, anche se Federica ha vinto per più anni e lei invece è esplosa tardi”.

Quando l’ha incontrata?

"Ho l’immagine di lei, nuotava ancora Federica, lei non riusciva a batterla. Però mi ha detto: continuo a provarci. E alla fine è diventata una grandissima. Aveva forza di volontà, grande consapevolezza”.

La stessa che la rende serena nel ritirarsi così giovane?

"Secondo me torna”.

Ci ripenserà?

"Perché no? È davvero tanto giovane. Io ho imparato molto alla sua età. Ho vinto a 22 anni, ma dai 25 ai 30 fino a quando poi il corpo non rispondeva più, ho acquisito esperienza e forza, ho imparato ad accettare le sconfitte, a non avere rimpianti, a capire che la vita dell’atleta è una passeggiata. Dicono tutti: si fanno sacrifici, devi competere. Ma dopo lo sport arrivano i pensieri. E io sono un tifoso della paura, non dei pensieri”.

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