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Ariarne Titmus, addio al nuoto a 25 anni: “Rivoglio la mia vita”

Ariarne Titmus, 25 anni 

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Dopo quattro ori olimpici e quattro titoli mondiali l’australiana primatista dei 200 stile libero lascia: “Ci sono cose che amo di più”
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Addio al nuoto, alle armi, all’amore della vita. È arrivato il tempo della vita e basta, è arrivato prestissimo, a soli 25 anni, per Ariarne Titmus: «C’è altro di più importante oltre alla piscina». Ci è arrivata in prima elementare tra le corsie, la bambina bionda e furiosa nata nella Tasmania remota, a Launceston, da una mamma sprinter, Robyn, e da papà Steve, ex giocatore di volley e cricket oltre che commentatore tv. Si è trasferita a Brisbane per diventare, con l’entusiasta e rumoroso coach Dean Boxall, la Terminator del cloro, togliendosi anche lo sfizio di battere la più grande stileliberista di sempre, l’americana Katie Ledecky. Lascia dopo 4 ori olimpici, 4 titoli mondiali, 3 argenti e un bronzo olimpico. Con un record del mondo a suo nome nei 200 stile libero (1’52’’23, stabilito ai Trials down under 2024) che, per 14 anni e fino ai Mondiali di Fukuoka 2023 quando è stato battuto da un’altra australiana, Mollie O’Callaghan, portava la firma di Federica Pellegrini, mito ispir…

Addio al nuoto, alle armi, all’amore della vita. È arrivato il tempo della vita e basta, è arrivato prestissimo, a soli 25 anni, per Ariarne Titmus: «C’è altro di più importante oltre alla piscina». Ci è arrivata in prima elementare tra le corsie, la bambina bionda e furiosa nata nella Tasmania remota, a Launceston, da una mamma sprinter, Robyn, e da papà Steve, ex giocatore di volley e cricket oltre che commentatore tv. Si è trasferita a Brisbane per diventare, con l’entusiasta e rumoroso coach Dean Boxall, la Terminator del cloro, togliendosi anche lo sfizio di battere la più grande stileliberista di sempre, l’americana Katie Ledecky. Lascia dopo 4 ori olimpici, 4 titoli mondiali, 3 argenti e un bronzo olimpico. Con un record del mondo a suo nome nei 200 stile libero (1’52’’23, stabilito ai Trials down under 2024) che, per 14 anni e fino ai Mondiali di Fukuoka 2023 quando è stato battuto da un’altra australiana, Mollie O’Callaghan, portava la firma di Federica Pellegrini, mito ispiratore per Ariarne. Il mondo a forma d’acqua.

La storia

Nient’altro che acqua, fino a che la terra è venuta a bussare: dopo i campionati in Giappone, Titmus ha fatto una risonanza magnetica per uno strano dolore all’anca. Lì ha scoperto un tumore alle ovaie: intervento d’urgenza, la formazione era benigna. Pochi mesi dopo, le Olimpiadi di Parigi: oro nei 400 stile e nella staffetta 4x200 stile, argento nei 200 e negli 800. Abbastanza per prendersi un anno sabbatico, niente Mondiali a Singapore l’estate scorsa, la ripartenza spostata avanti per i Giochi di Los Angeles 2028.

La scelta

Invece: «A pensarci adesso, sapendo che quelle di Parigi sono state le ultime gare della vita, forse avrei potuto godermele di più», ha scritto Ariarne in un post in cui annuncia il ritiro. «Scelta difficile: ho sempre amato il nuoto, è la mia passione fin da bambina. Ma lontano dallo sport ho capito che alcune cose della mia vita, che sono sempre state importanti per me, ora sono un po’ più importanti del nuoto». Forse, nel suo futuro, la tv. A se stessa bambina, scrive: «Hai trascorso 18 anni in piscina, i sogni che avevi si sono tutti avverati. Hai lasciato casa a 14 anni per inseguire un sogno, e senza il sacrificio di mamma, papà e Mia (la sorella di due anni più giovane, ndr), non saresti arrivata fin qui. Hai appena compiuto 25 anni e senti che è il momento giusto per lasciare. Hai dato tutto. Ti ritiri serena, senza rimpianti, pienamente felice. Ora ti aspettano nuovi obiettivi, più tempo per le persone che ami e la possibilità di mettere te stessa, e non lo sport, al primo posto». La vita è oro.

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