Il baseball è lo sport dei record, e delle statistiche che li certificano. Ce ne sono di ogni genere, per ogni aspetto di questo sport paragonato a una miscela fra il fioretto e gli scacchi: per cui giornali ed esperti ci vanno piano prima di dire che qualcuno ha compiuto un’impresa senza precedenti. Eppure, ora è successo e la notizia, proveniente dall’America, sta facendo il giro del mondo tanto è eccezionale. “La più grande prestazione nella storia del baseball” è il titolo senza mezzi termini del New York Times: riferito a quello che ha fatto Shohei Ohtani, il 31enne lanciatore e battitore giapponese dei Los Angeles Dodgers, nella vittoria per 5-1 che ha portato la sua squadra a eliminare (4 gare a zero) i Milwaukee Brewers nei play-off, accedendo così alle World Series, la finalissima del campionato professionistico Usa, nella quale i campioni in carica californiani affronteranno i Toronto Blue Jays o i Seattle Mariners, con la possibilità di diventare il primo team in un quarto …
Il baseball è lo sport dei record, e delle statistiche che li certificano. Ce ne sono di ogni genere, per ogni aspetto di questo sport paragonato a una miscela fra il fioretto e gli scacchi: per cui giornali ed esperti ci vanno piano prima di dire che qualcuno ha compiuto un’impresa senza precedenti. Eppure, ora è successo e la notizia, proveniente dall’America, sta facendo il giro del mondo tanto è eccezionale. “La più grande prestazione nella storia del baseball” è il titolo senza mezzi termini del New York Times: riferito a quello che ha fatto Shohei Ohtani, il 31enne lanciatore e battitore giapponese dei Los Angeles Dodgers, nella vittoria per 5-1 che ha portato la sua squadra a eliminare (4 gare a zero) i Milwaukee Brewers nei play-off, accedendo così alle World Series, la finalissima del campionato professionistico Usa, nella quale i campioni in carica californiani affronteranno i Toronto Blue Jays o i Seattle Mariners, con la possibilità di diventare il primo team in un quarto di secolo a conquistare due titoli consecutivi.
La partita da leggenda di Ohtani
Che cosa ha combinato di tanto prodigioso Ohtani? Le statistiche lo riassumono così: giocando in difesa, ovvero come lanciatore, ha eliminato dieci giocatori avversari in sei inning, concedendo loro soltanto due battute valide, cioè due colpi per arrivare a una base; e giocando in attacco, ovvero come battitore, ha messo a segno tre fuori campo, cioè ha segnato da solo 3 dei 5 punti della sua squadra, quella che nel calcio chiameremmo una tripletta. Non solo: due dei suoi lanci hanno superato i 160 chilometri orari, praticamente dei missili tirati da un braccio umano; e i suoi 3 fuori campo sono volati per oltre 409 metri, stima difficile da calcolare con precisione assoluta perché uno degli home run è uscito dallo stadio “e potrebbe stare ancora rotolando lungo la Hollywood Freeway” scrive il quotidiano newyorchese.
Chi ha assistito alla gara dal vivo o in tivù, dicono i commentatori americani, continua a stropicciarsi gli occhi. Non a caso il soprannome di Ohtani, ispirato dal suo nome di battesimo, è “Shotime”, che in inglese suona come “showtime”: l’ora dello spettacolo, il momento decisivo. La combinazione di attacco e difesa messa in scena da questo straordinario giocatore, affermano gli specialisti della materia, è stata qualcosa di mai visto. Nemmeno Babe Ruth, considerato finora il più grande lanciatore-battitore di tutti i tempi, ha mai realizzato qualcosa di simile: soltanto una volta fece due fuori campo in una partita e in quella stessa partita, come lanciatore, eliminò un solo avversario. Per avere un’idea della rarità di un giocatore che segna tre home run basta ricordare che l’ultimo era stato Jim Tobin, per i Boston Braves, nel 1942.
Ohtani, l’uomo dei record
Ohtani era l’uomo dei record anche prima della gara di ieri. Nato e cresciuto in Giappone, dove ha cominciato la sua carriera, da quando si è trasferito tra i professionisti americani ha vinto il trofeo per il miglior giocatore del torneo nel 2022, lo ha rivinto nel 2023 (primo della storia a vincerlo all’unanimità due anni di seguito) e nel 2024 ha vinto il titolo con i Dodgers alla sua prima apparizione nelle World Series. L’anno precedente aveva vinto anche il titolo di miglior giocatore nel World Baseball Classic, guidando il Giappone a sconfiggere in finale gli Stati Uniti nella partita di baseball più guardata della storia, da lui conclusa eliminando con un lancio il capitano avversario Mike Trout, suo compagno di squadra nei Dodgers.
Il contratto da 700 milioni
Tutto questo spiega perché nel 2023 il club di Los Angeles gli ha fatto firmare un contratto decennale per la cifra incredibile di 700 milioni di dollari, all’epoca il più ricco nella storia dello sport professionistico. Le magliette dei Dodgers con il suo nome sono le più vendute della lega. Ne venderanno ancora di più, dopo questa partita leggendaria.