Dorothea Wierer: “Vorrei andare a Ballando ma ho paura della giuria, prima o poi incontrerò Sinner”
di Andrea SereniMILANO – Dorothea Wierer vede la linea del traguardo. Ci arriva felice, stanca, pronta a quello che verrà: i Giochi di Milano-Cortina 2026 saranno l’ultimo grande evento della sua carriera, lei già da un po’ si muove tra il biathlon e la tv. Ha vinto tanto, due Coppe del mondo, svariate medaglie iridate e tre di bronzo divise equamente tra le Olimpiadi di Sochi, Pyeongchang e Pechino. Adesso la Calamity Jane italiana è pronta a prendere in mano per l’ultima volta sci e fucile. Chiuderà a casa sua, Anterselva: “È un privilegio. Pochi atleti possono finire dove tutto è iniziato. So che ci sono tante aspettative su di me, sono contenta perché lì ci sono persone che conosco da una vita. Comunque andrà, sarà un ricordo indelebile”.
Dorothea, come procede l’avvicinamento all’ultima stagione della sua carriera?
“È impegnativo e faticoso. Mi sto riempiendo l’agenda, in modo da potermi poi concentrare solo sugli allenamenti. L’interesse verso il nostro sport è cresciuto, c’è un’attenzione mai v…
MILANO – Dorothea Wierer vede la linea del traguardo. Ci arriva felice, stanca, pronta a quello che verrà: i Giochi di Milano-Cortina 2026 saranno l’ultimo grande evento della sua carriera, lei già da un po’ si muove tra il biathlon e la tv. Ha vinto tanto, due Coppe del mondo, svariate medaglie iridate e tre di bronzo divise equamente tra le Olimpiadi di Sochi, Pyeongchang e Pechino. Adesso la Calamity Jane italiana è pronta a prendere in mano per l’ultima volta sci e fucile. Chiuderà a casa sua, Anterselva: “È un privilegio. Pochi atleti possono finire dove tutto è iniziato. So che ci sono tante aspettative su di me, sono contenta perché lì ci sono persone che conosco da una vita. Comunque andrà, sarà un ricordo indelebile”.
Dorothea, come procede l’avvicinamento all’ultima stagione della sua carriera?
“È impegnativo e faticoso. Mi sto riempiendo l’agenda, in modo da potermi poi concentrare solo sugli allenamenti. L’interesse verso il nostro sport è cresciuto, c’è un’attenzione mai vista prima: sponsor, foto, eventi. Provo ad allenarmi al meglio fino a fine novembre, poi misurerò il mio livello. Mi sono affidata ai miei allenatori, mi fido ciecamente di loro”.
Quanto è diversa la preparazione in un’annata che porta alle Olimpiadi in Italia?
“Il pensiero spesso corre lì, davanti. Ma bisogna ragionare gara dopo gara. Faccio tante ore di allenamenti, sacrifici, vorrei arrivare ai Giochi in forma. Ma devo essere onesta, potrebbe anche non andare bene. Parliamo di due settimane in una stagione intera, bisogna essere bravi e fortunati ad arrivarci nel modo e nel momento giusto”.
Ci tiene tanto.
“Non lo nego. Ma lo sport prevede vittoria e sconfitta, ci sono tanti atleti forti. Voglio vivermela bene e lasciare questo mondo contenta, a prescindere dal risultato”.
Il sogno nel cassetto?
“Divertirmi. L’obiettivo è la medaglia, ma sono realista: non sono più una ragazzina, ci sono le nuove leve sempre più pericolose”.
A 35 anni conta più l’esperienza o la fatica?
“Il biathlon è uno sport particolare, la tenuta è importante. Sono consapevole che il mio momento migliore è passato. Oggi ho bisogno di un recupero lungo dopo le gare, il fisico non reagisce sempre come vorrei. Farò di tutto per essere ai Giochi in una buona versione, proverò a essere serena, perché anche quello fa la differenza. Sarà difficile, ma nulla è impossibile”.
Pensa a trasformare il bronzo olimpico in oro?
“Sì, sarebbe bellissimo. Mi piacerebbe restituire qualcosa, non tanto per me stessa. Regalarlo ai tifosi, alla mia famiglia, a chi mi segue da sempre. Il sogno c’è, deve esserci, se no non sarei ancora qui, avrei già smesso. Sarà difficile, ma nulla è impossibile”.
Guardandosi alle spalle, ha qualche rimpianto?
“No, la mia carriera è andata oltre le mie più rosee speranze. Vincere medaglie olimpiche e Coppe del mondo è stato fantastico”.
Piani per il futuro?
“Ho dei progetti, alcune proposte di lavoro. Però prima voglio prendermi del tempo per me stessa, conoscere il mondo reale, al di là del biathlon. Rilassarmi e godermi la vita”.
Ha già sperimentato la tv collaborando con Eurosport per i Giochi di Parigi, vorrebbe proseguire su quella strada?
“Mi è sempre piaciuto andare in discoteca, sarebbe bello partecipare a Ballando con le stelle. Però ho paura della giuria, sono troppo cattivi! Forse non me la sento (ride, ndr)”.
A Parigi voleva incontrare Sinner, altoatesino come lei, ma non ce l’ha fatta. Poi ci è riuscita.
“Non ancora. Arriverà il momento, presto magari vedrò una sua partita dal vivo”.
Ha una famiglia numerosa, cinque fratelli. Nei progetti con suo marito Stefano c’è anche quello di diventare mamma?
“Non subito. Oggi mi sento tirata da tutte le parti, è un periodo impegnativo. Dopo i Giochi ho bisogno di una pausa, qualche mese di libertà. Poi ci penserò”.
Cosa la spaventa di quello che verrà dopo il biathlon?
“Niente, ci penso da anni. Voglio chiudere con un sorriso, ma non vedo l’ora di voltare pagina”.