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Eliud Kipchoge, la prima volta a New York per l’addio alla maratona

Eliud Kipchoge, 40 anni (afp)

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Il keniano annuncia a 41 anni: “Non correrò più le major”. Prossimi obiettivi Antartide e Arabia Saudita
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La prima e anche l’ultima volta di una leggenda. Eliud Kipchoge, tribù dei Nandi, il più grande maratoneta di sempre, debutta oggi sulle strade di New York in quella che è la manifestazione più famosa del mondo (edizione numero 54). E poi darà l’addio alle grandi gare, anche se non smetterà di correre. «Ma per altri motivi e per altre ragioni». Mercoledì compie 41 anni e in quella che è ormai l’industria delle last dance ha annunciato Antartide e Arabia Saudita come prossime destinazioni. L’uomo che oggi esordisce sul palcoscenico della Grande Mela è il campione che durante i ritiri sulle colline del Kenya si pulisce la latrina da sé, quando è il suo turno (ce li vedete Messi o Ronaldo?), dorme in una cella disadorna, legge Aristotele, Confucio e Paolo Coelho («Di lui mi piace la frase: rispetta una legge, quella di non dirti mai bugie»). Non ha più le gambe di una volta (6° a Londra e 9° a Sydney quest’anno), ma due titoli olimpici consecutivi (Rio 2016, Tokyo 2021) e undici Major lo…

La prima e anche l’ultima volta di una leggenda. Eliud Kipchoge, tribù dei Nandi, il più grande maratoneta di sempre, debutta oggi sulle strade di New York in quella che è la manifestazione più famosa del mondo (edizione numero 54). E poi darà l’addio alle grandi gare, anche se non smetterà di correre. «Ma per altri motivi e per altre ragioni». Mercoledì compie 41 anni e in quella che è ormai l’industria delle last dance ha annunciato Antartide e Arabia Saudita come prossime destinazioni. L’uomo che oggi esordisce sul palcoscenico della Grande Mela è il campione che durante i ritiri sulle colline del Kenya si pulisce la latrina da sé, quando è il suo turno (ce li vedete Messi o Ronaldo?), dorme in una cella disadorna, legge Aristotele, Confucio e Paolo Coelho («Di lui mi piace la frase: rispetta una legge, quella di non dirti mai bugie»). Non ha più le gambe di una volta (6° a Londra e 9° a Sydney quest’anno), ma due titoli olimpici consecutivi (Rio 2016, Tokyo 2021) e undici Major lo rendono sempre l’attrazione principale. Anche per lo stile, ai Giochi di Parigi si è ritirato quando mancavano 12 km al traguardo regalando scarpe e calzini a chi lo sosteneva, per poi allontanarsi in taxi. Nel 2022, Kipchoge è diventato il primo uomo dopo l’etiope Haile Gebrselassie (2008) a migliorare un record mondiale di maratona che già deteneva (2h01’09’’a Berlino), 30 secondi più veloce del tempo che aveva realizzato nel 2018 e battuto poi nel 2023 da Kiptum.

Tre maratone in un anno

È la prima volta che corre tre gare in un anno. Con lui anche l’altro grande vecchio, l’etiope Kenenisa Bekele, 43 anni già compiuti. E terzo uomo più veloce della storia (2h01’41” sempre a Berlino nel 2019). I due si rispettano molto e si sono affrontati già altre volte, in pista e nel cross-country, questo è il loro 22° confronto, ma sulla strada Eliud conduce 4-1. Bekele: «Se siamo rimasti così a lungo in questo sport è perché siamo atleti molto disciplinati. Quello che ha fatto Eliud è davvero una grande cosa per lo sport».

Il dominio africano a New York

Niente Maga o America First, nella città che presto potrebbe avere per la prima volta un sindaco musulmano (Zohran Mamdani), è sempre la loro Africa. L’ultimo atleta a stelle e strisce a trovare la gloria a Central Park è stato nel 2009 Meb Keflezighi, etiope naturalizzato statunitense. Mentre nella gara femminile Shalane Flanagan ce l’ha fatta nel 2017, prima donna americana dopo quarant’anni. I favoriti oggi sono il keniano Benson Kipruto, vincitore a Tokyo (2024), Chicago (2022) e Boston (2024) e il connazionale Alexander Mutiso (Londra 2024) più l’etiope Deresa Geleta e l’olandese-somalo Abdi Nageeye, campione uscente.

Prima volta a New York anche per Sifan Hassan

Prima volta nella Grande Mela anche per Sifan Hassan, approdata quindicenne dall’Etiopia in Olanda nel 2008 e che a quasi 33 anni preferisce la strada (più remunerativa) alla pista dove ha vinto molto. Campionessa olimpica e terza di tutti tempi con 2h13’44” affronterà le keniane che hanno dominato nelle ultime stagioni le grandi maratone americane: Sharon Lokedi, prima a New York nel 2022 e a Boston quest’anno, Hellen Obiri, doppietta Boston-New York nel 2023, e Sheila Chepkirui, prima a Central Park un anno fa. Ognuna per sé, ma chissà se nella notte le tre non abbiano studiato una strategia per forzare subito il ritmo e stroncare Hassan che ha un finale pericoloso. L’olandese ha vinto a Sydney solo nove settimane fa e ha detto di non aver ancora bene recuperato. Richiesta di un’opinione sui tre anni di squalifica per doping alla keniana Ruth Chepngetich che, per decorrenza della sospensione, salva il suo record mondiale (2h09’56”nel ’24 a Chicago) ha risposto: «Penso solo a essere protagonista di una corsa pulita, ma certo è che quel tempo mi ha molto sorpresa».

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