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Mattia Furlani: “Voglio saltare nella storia del lungo. Jacobs è un mentore”

Mattia Furlani

 (agf)

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Intervista all’azzurro, campione del mondo a Tokyo, alla consegna dei Collari d’oro: “I 100 metri? Sarà un percorso bello, ma non è la mia specialità. Gli atleti non vanno snaturati”
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Una foto con un collega, la felpa della polizia di stato addosso, la mamma Khaty accanto, che quasi vorrebbe trascinarlo via. «La serata di ieri? Passata a guardare la Roma: è stata sfigata, ha attaccato tanto. Gasperini sta dimostrando di essere un grande allenatore e la squadra è forte». A venir fuori è sempre il Mattia Furlani tifoso, anche alla cerimonia per i Collari d’oro del Coni: una sfilata tra i campioni dell’anno a cui si presenta con l’argento europeo indoor e l’oro mondiale. «Una giornata che rappresenta la consacrazione di questo anno». E quando sul palco gli chiedono se sia pronto ad alzare ancora l’asticella risponde con una battuta: «Io non faccio il salto in alto, faccio il lungo…». A fine giornata ha più voglia di parlar però, senza dribblare gli obiettivi futuri.

Furlani, che prospettiva si è dato per il 2026?

«Migliorare e implementare le mie possibilità. In quest’ultimo anno, al di là dei risultati, ho litigato con la rincorsa, in qualche caso con la tecnica del …

Una foto con un collega, la felpa della polizia di stato addosso, la mamma Khaty accanto, che quasi vorrebbe trascinarlo via. «La serata di ieri? Passata a guardare la Roma: è stata sfigata, ha attaccato tanto. Gasperini sta dimostrando di essere un grande allenatore e la squadra è forte». A venir fuori è sempre il Mattia Furlani tifoso, anche alla cerimonia per i Collari d’oro del Coni: una sfilata tra i campioni dell’anno a cui si presenta con l’argento europeo indoor e l’oro mondiale. «Una giornata che rappresenta la consacrazione di questo anno». E quando sul palco gli chiedono se sia pronto ad alzare ancora l’asticella risponde con una battuta: «Io non faccio il salto in alto, faccio il lungo…». A fine giornata ha più voglia di parlar però, senza dribblare gli obiettivi futuri.

Furlani, che prospettiva si è dato per il 2026?

«Migliorare e implementare le mie possibilità. In quest’ultimo anno, al di là dei risultati, ho litigato con la rincorsa, in qualche caso con la tecnica del salto: devo avere più costanza, essere più continuo, a prescindere dai risultati».

Proviamo a non girarci intorno: qual è il suo obiettivo?

«Voglio assolutamente fare la storia del salto in lungo».

Impegnativo. Cosa vuol dire fare la storia per lei?

«Be’ avere aspettative sempre molto alte. Da qui ai Giochi di Los Angeles bisognerà mettere un tassello dietro l’altro per migliorare le misure. Negli ultimi due anni forse abbiamo dato priorità alle medaglie. Ora cerchiamo le misure che fanno la differenza. Cambierà la programmazione, cambieranno concetti di allenamento».

Nel 2028 potremmo vederla ai blocchi anche dei 100 metri?

«Io penso non si debbano rovinare gli atleti: già ci alleniamo molto. Quello dei 100 metri è un percorso splendido, sarà bello per me confrontarmi con questa disciplina. Ma resta il fatto che io sono un saltatore in lungo».

Ne ha parlato con Jacobs?

«Capita di parlarne con Marcell, anche lui ha vissuto un percorso simile al mio, iniziando come saltatore in lungo. Lui per me rimane un riferimento, un mentore».

È nella lista dei 5 candidati al premio di atleta dell’anno insieme a Mondo Duplantis: sensazioni?

«Comparire accanto a nomi così vuol dire tanto e dare quel premio a Mondo non è mai sbagliato».

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