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Lo sfogo di Ceccon: “Fan invadenti. Profili falsi. Alcuni chiedono soldi a mio nome e truffano”

Lo sfogo di Ceccon: “Fan invadenti. Profili falsi. Alcuni chiedono soldi a mio nome e truffano”

La stella del nuoto azzurro rivela sui social come viene rubato il suo nome per estorcere denaro

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Troppi fan, tanti follower, molti problemi. Thomas Ceccon, stella del nuoto azzurro, adesso deve affrontare il lato oscuro della celebrità social. E si sfoga. Con un post che inizia spiegando quanto sia cambiata la vita dopo Parigi, che lo ha consacrato tra i grandi della piscina con un oro olimpico nei 200 dorso.

Ora che sta preparando, dopo la Coppa del Mondo, gli Europei di agosto di Parigi, ha deciso di raccontare come la nuova popolarità social gli stia provocando problemi.

Parla di profili falsi, di richieste di soldi. Di persone entrate illegalmente nella sua vita privata: “Alcuni fan, purtroppo, sono diventati troppo invadenti nella mia vita privata, cercando di avvicinarmi in momenti o luoghi che non erano adatti. In più casi la situazione è arrivata a un punto tale da costringermi a prendere provvedimenti legali, cosa che non avrei mai voluto fare». E, come se non bastasse, il suo nome è stato utilizzato anche per vere e proprie truffe: «Negli ultimi mesi, inoltre, sono comparsi diversi profili falsi che fingono di essere me: scrivono alle persone, chiedono soldi o favori e purtroppo truffano chi ci crede davvero. Voglio essere chiaro: non contatto mai nessuno in privato, non chiedo denaro o aiuti di alcun tipo, e questo è l’unico mio profilo ufficiale”.

Il turbolento azzurro, genio talento e qualche polemica, fece parlare di sè a Parigi dove ha dormito all'aperto durante i Giochi per protestare contro le condizioni del Villaggio Olimpico, in particolare la mancanza di aria condizionata che rendeva difficile riposare. Ma anche per le battute a Mattarella, per le polemiche sugli orari delle gare, sul calendario troppo fitto. Ora però apre un nuovo fronte a cui tutti devono prestare attenzione. Attenzione, non soldi.

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