ROMA – Abusi psicologici e fisici. Le mani strette intorno al collo, i capelli tirati, gli schiaffi. E ancora insulti e intimidazioni sistematiche. Un nuovo caso travolge la ritmica italiana. Negli anni in cui il mondo della ginnastica affrontava le denunce di abusi che hanno stravolto il mondo delle Farfalle, un’altra allenatrice vessava una sua giovanissima atleta.
“Dinamiche manipolative e abuso psicologico”
I dettagli sono contenuti in una sentenza del tribunale federale della ginnastica. Di cui sono oggetto i comportamenti di una allenatrice, Livia Ghetti, tecnico della società ASD Ginnastica Estense Otello Putinati, dove in passato ha allenato anche una delle ex Farfalle, Alessia Maurelli. La sentenza scritta da una giuria composta da tre membri, è pesantissima: tutti i nomi delle atlete sono coperti da omissis perché si tratta di ragazze minorenni, vittime secondo i giudici di “dinamiche manipolative e abuso psicologico”. A loro, Ghetti si sarebbe rivota chiamandole “balene”, c…
ROMA – Abusi psicologici e fisici. Le mani strette intorno al collo, i capelli tirati, gli schiaffi. E ancora insulti e intimidazioni sistematiche. Un nuovo caso travolge la ritmica italiana. Negli anni in cui il mondo della ginnastica affrontava le denunce di abusi che hanno stravolto il mondo delle Farfalle, un’altra allenatrice vessava una sua giovanissima atleta.
“Dinamiche manipolative e abuso psicologico”
I dettagli sono contenuti in una sentenza del tribunale federale della ginnastica. Di cui sono oggetto i comportamenti di una allenatrice, Livia Ghetti, tecnico della società ASD Ginnastica Estense Otello Putinati, dove in passato ha allenato anche una delle ex Farfalle, Alessia Maurelli. La sentenza scritta da una giuria composta da tre membri, è pesantissima: tutti i nomi delle atlete sono coperti da omissis perché si tratta di ragazze minorenni, vittime secondo i giudici di “dinamiche manipolative e abuso psicologico”. A loro, Ghetti si sarebbe rivota chiamandole “balene”, ciccione”, maiali”, ma anche “teste di c…” e dicendo loro “siete delle m…”. Ma i fatti peggiori sono quelli avvenuti tra la fine di luglio 2022 fino a il gennaio 2025 nei confronti di una atleta. Curiosità: Livia Ghetti nel 2023, dopo che era scoppiato il caso degli abusi nelle Farfalle, firmò una petizione in favore dell’accusata, la direttrice tecnica Manuela Maccarani.
Gli abusi di Ghetti: mani al collo, insulti, aggressioni
Anche qui la sentenza abbonda di particolari, raccontando come l’allenatrice avrebbe messo in atto una serie di vessazioni in crescendo: “Prima insulti e intimidazioni verbali, poi perdita del controllo, infine aggressioni fisiche ripetute”. Tra queste, alcune meritano di essere raccontate nel dettaglio: “Nel novembre-dicembre 2023, in un impeto di ira, afferrava per il collo” la ragazza “con tutte e due le mani scuotendola con forza e graffiandola, azione che lasciava i segni sul collo”. E ancora: “Nel luglio 2024 dava uno schiaffo” alla atleta “oltre a lanciarle diverse clavette addosso mentre l’8 ottobre 2024 la aggrediva violentemente”. Per i giudici, “le condotte della Sig.ra Ghetti rappresentano un modello di aggressività non episodica ma strutturata, segno che la Sig.ra Ghetti utilizzava la violenza fisica come metodo”. E quindi, “esercitando violenza fisica sui minori si è creata dominanza fisica… dipendenza basata sulla paura… implicando un rischio fisico serio”.
“Allenamento trasformato in un contesto di violenza strutturale”
Non solo. Altri episodi simili, con “aggressione fisica ripetuta” che hanno “trasformato l'allenamento in un contesto di violenza strutturale” e si sono verificati anche ai danni di altre ragazze: “Nella primavera 2024, contro la volontà delle stesse” atlete, “bloccando i polsi delle ragazze, utilizzando una forbice non adeguata, tagliava con violenza le unghie alle stesse perché ritenute troppo lunghe. Ciò causando dolore, ferite e sofferenza ai danni delle ginnaste”, e così, producendo “umiliazione e vergogna, mina l’autonomia e l’autostima delle atlete”. E in un altro episodio, Ghetti avrebbe “spintonato in palestra una ginnasta facendola quasi cadere” mentre in altra occasione aveva lanciato il cerchio all’atleta varie volte “colpendola sulla testa e sui piedi”.
Tutte le vessazioni fisiche e psicologiche
A un’altra imponeva di togliere il busto per curare i dolori alla schiena praticandole massaggi “pur non avendo competenze mediche”. E ancora, aveva obbligato una ragazza svenuta e presa da crisi epilettica a terminare un esercizio anziché sospenderlo e approfondire i motivi del malore. E ancora, in ordine sparso: divieto di bere o andare in bagno come punizione. Limitazione delle telefonate ai genitori a una sola al giorno. Imposizione di orari di allenamento incompatibili con il percorso scolastico. Esecuzione di esercizi su superfici non idonee causando infortuni. Comportamenti serissimi che per ora hanno causato la sospensione della società per due mesi. In attesa di un procedimento disciplinare personale per l’allenatrice