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Magnini: “Sinner pazzesco, Antonelli sulla stessa strada. Nel calcio si pensa solo ai guadagni”

Filippo Magnini

 

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L’ex campione del nuoto e la differenza tra il pallone e le altre discipline: “Se hai tutto e subito perdi la fame. Io volevo solo fare la storia”
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MILANO – È stato uno dei primi a uscire dalla bolla sport, personaggio mediatico oltre che campione. Divisivo, divertente, sfacciato. Anche adesso, a quasi dieci anni dal ritiro, Filippo Magnini è sulla cresta dell’onda.

Magnini, perché i ragazzi della Gen Z stanno vincendo tanto, da Sinner a Antonelli?

«Sono più inquadrati. Jannik è un campione pazzesco, il simbolo dello sport italiano, non si può non amare. E Kimi è su quella strada».

Facciamo bene ovunque tranne che nel calcio.

«Non andiamo da troppo tempo ai Mondiali, mancano quei momenti di condivisione in famiglia. Dobbiamo farcela».

Ma perché non produciamo più talenti nel calcio, mentre negli altri sport ne nascono sempre di più?

«Un atleta ha successo quando abbina alla dedizione la voglia di essere il miglior…

MILANO – È stato uno dei primi a uscire dalla bolla sport, personaggio mediatico oltre che campione. Divisivo, divertente, sfacciato. Anche adesso, a quasi dieci anni dal ritiro, Filippo Magnini è sulla cresta dell’onda.

Magnini, perché i ragazzi della Gen Z stanno vincendo tanto, da Sinner a Antonelli?

«Sono più inquadrati. Jannik è un campione pazzesco, il simbolo dello sport italiano, non si può non amare. E Kimi è su quella strada».

Facciamo bene ovunque tranne che nel calcio.

«Non andiamo da troppo tempo ai Mondiali, mancano quei momenti di condivisione in famiglia. Dobbiamo farcela».

Ma perché non produciamo più talenti nel calcio, mentre negli altri sport ne nascono sempre di più?

«Un atleta ha successo quando abbina alla dedizione la voglia di essere il migliore. Forse nel calcio hai tutto subito, e questa fame viene a mancare. Devi voler diventare il più forte, scrivere un pezzo di storia. Il resto viene dopo».

Jannik Sinner 

Soldi facili?

«Io sognavo di essere campione del mondo, dei soldi non me ne fregava niente, ce n’erano pochi nel nuoto. Credo invece che tanti giovani inizino a giocare a calcio sperando di diventare milionari, non di vincere la Champions. Penso sia lì l’errore».

Ceccon si è lamentato di dover preparare le Olimpiadi con le signore che fanno aquagym.

«È sempre stato così. Dopo due ore di allenamento un bambino si buttava in acqua accanto a me per il suo corso di nuoto. Ci siamo sempre preparati in condizioni non ottimali, mentre magari un Phelps aveva la piscina tutta per sé. Però l’appello di Thomas ha senso: chiede qualche attenzione in più. La speranza è che serva a creare spazi idonei ad atleti come lui che puntano a vincere ai Giochi».

Caratterialmente sembrate diversi.

«Lo siamo. Lui è chiuso, introverso, parla poco. Io vincevo una gara e diventavo showman. Ma ognuno ha la sua personalità, Thomas è un grande campione. Non deve essere il nuovo Magnini, è Ceccon. Basta e avanza».

Cosa la colpisce di Sinner?

«La professionalità. Anche io ero il primo a entrare e l’ultimo a uscire dall’acqua. Ma se c’era da divertirsi non mi sono mai tirato indietro».

Quindi, in chi si rivede oggi?

«Forse in Tamberi, uno che vince e fa spettacolo».

Kimi Antonelli (afp)

Cosa si aspetta dagli Europei di nuoto di Parigi in estate?

«Grandi risultati, siamo una squadra forte. Però sarà un anno particolare, stanno tornando americani, australiani, francesi. Dovremo capire chi sarà competitivo».

L’Italia migliore di sempre anche ai Giochi invernali: 30 medaglie.

«Gli ori di Federica Brignone mi hanno emozionato. Quando il percorso di avvicinamento è tortuoso e difficile, in gara di testa sei più forte degli altri. E il curling: in un’altra vita avrei fatto quello».

Quest’anno è stato protagonista a Ballando con le Stelle.

«Mi sono divertito. Però sono competitivo, e mi è dispiaciuto quando mi sono reso conto che ero tra i più bravi a ballare ma non vincevo per altre ragioni».

E nel suo futuro?

«Stiamo creando un’applicazione sul fitness, si chiamerà Mentor. E ho lanciato una linea di integratori per il nuoto, un progetto figo».

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