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Tiger Woods, due pillole di idrocodone nelle tasche: “Occhi iniettati di sangue e pupille dilatate”

La foto segnaletica di Tiger Woods dell'ufficio dello sceriffo della Martin County 

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Il report dell'ufficio dello sceriffo sull’incidente d’auto che ha portato all’arresto del campione: viaggiava con un potente antidolorifico che crea dipendenza, per le conseguenze di “sette interventi chirurgici alla schiena e oltre venti operazioni alla gamba” come ha spiegato il campione agli agenti
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Non è bastato a Tiger Woods raccontare alle autorità della sua distrazione al volante, del cellulare tra le mani, del cambio di stazione radio un attimo prima di trovarsi di fronte a un camion che ha improvvisamente rallentato. Provocando l’incidente in cui è rimasto coinvolto il campione di golf, arrestato per sospetta guida in stato di alterazione, poi rilasciato su cauzione. Quando è stato interrogato sul luogo dell'incidente, vicino alla sua casa di Jupiter Island in Florida, Woods presentava caratteristiche che sono finite direttamente nel rapporto dell'ufficio dello sceriffo: il suo sguardo era alterato, “gli occhi iniettati di sangue e vitrei, le pupille dilatate”. Letargico, lento e pronto a sudare copiosamente è apparso agli agenti. Nelle tasche, l’uomo che era stato considerato il più grande golfista di tutti i tempi conservava due pillole di idrocodone. Un potente antidolorifico, della famiglia degli oppioidi, usato per trattare il dolore cronico. Efficace, al punto da crea…

Non è bastato a Tiger Woods raccontare alle autorità della sua distrazione al volante, del cellulare tra le mani, del cambio di stazione radio un attimo prima di trovarsi di fronte a un camion che ha improvvisamente rallentato. Provocando l’incidente in cui è rimasto coinvolto il campione di golf, arrestato per sospetta guida in stato di alterazione, poi rilasciato su cauzione. Quando è stato interrogato sul luogo dell'incidente, vicino alla sua casa di Jupiter Island in Florida, Woods presentava caratteristiche che sono finite direttamente nel rapporto dell'ufficio dello sceriffo: il suo sguardo era alterato, “gli occhi iniettati di sangue e vitrei, le pupille dilatate”. Letargico, lento e pronto a sudare copiosamente è apparso agli agenti. Nelle tasche, l’uomo che era stato considerato il più grande golfista di tutti i tempi conservava due pillole di idrocodone. Un potente antidolorifico, della famiglia degli oppioidi, usato per trattare il dolore cronico. Efficace, al punto da creare una forte dipendenza in caso di abuso.

"Sette interventi chirurgici alla schiena e oltre venti alla gamba”

L’incidente d'auto, il tentato sorpasso a un camion di cui Tiger ha urtato la parte posteriore prima di finire ribaltato col suo Land Rover, riporta insomma alla storia di dolori fisici che hanno progressivamente accompagnato i tentativi di rinascita dell’ex numero uno. Fermo ormai a 15 titoli Major, con una pausa di undici anni tra il penultimo, lo Us Open 2008, e il trionfo all’Open britannico nel 2019. Celebrato un anno dopo un episodio simile a quello dell’altro giorno, quando le telecamere della polizia stradale lo ripresero stordito dagli antidolorifici dopo l’ennesimo passaggio in sala operatoria. Stavolta la rinascita sembra quasi impossibile, anche se l’obiettivo è sempre giocare al prossimo Masters del 9-12 aprile. Il golf va troppo veloce per riportarlo a bordo, e a Tiger resta una quotidianità dolente, in cui è difficile separare il dolore, innegabile, e la dipendenza dai farmaci per arginarlo. All'agente accorso sul luogo dell’incidente, che lo ha visto zoppicare e barcollare, Woods ha aggiornato il bilancio del suo complesso rapporto con le sale operatorie: sette interventi chirurgici alla schiena, e oltre venti operazioni alla gamba.

“Non era in grado di guidare in sicurezza”

Quando è stato interrogato per verificare gli estremi dell'indagine penale per guida in stato di ebbrezza, Tiger Woods ha ammesso di aver assunto farmaci, "Ne prendo qualcuno", aggiungendo di averlo fatto anche quella mattina. Durante i test di sobrietà gli agenti hanno dovuto istruirlo più volte a tenere dritta la testa, che si muoveva continuamente. “Sulla base delle mie osservazioni, della mia formazione, conoscenza ed esperienza, ritengo che le normali facoltà di Woods siano compromesse e che lui non sia in grado di guidare il veicolo in sicurezza” ha scritto l'agente. La via crucis di Tiger Woods non finisce mai.

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