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Golf, Masters di Augusta: McIlroy subito in testa, con lui c’è Burns

Rory McIlroy 
Rory è tornato dov’era, davanti a tutti, con un eccellente giro in 67 colpi
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Dove eravamo rimasti un anno fa di questi giorni? All’ordalia dello spareggio finale tra McIlroy e Rose, vinto dal primo con un birdie. Rieccoci, allora. Se non proprio, quasi. Al Masters di Augusta, Rory è tornato dov’era, cioè in testa, con un eccellente giro in 67 colpi (-5) in compagnia di Sam Burns, trentenne della Louisiana, già 5 vittorie sul Tour con due partecipazioni alla Ryder Cup. Ma Rose non è lontano, a 3 colpi di distanza (70), mentre hanno fatto meglio di lui Kurt Kitayama, Jason Day e Patrick Reed (69 per loro), tutti avversari di assoluto rispetto.

La partenza di McIlroy

È un primato che il nordirlandese ha costruito a partire dalla buca 8, dopo una partenza cauta: cinque birdie in 11 buche ed eccolo lì di nuovo al comando. Quanto a Burn…

Dove eravamo rimasti un anno fa di questi giorni? All’ordalia dello spareggio finale tra McIlroy e Rose, vinto dal primo con un birdie. Rieccoci, allora. Se non proprio, quasi. Al Masters di Augusta, Rory è tornato dov’era, cioè in testa, con un eccellente giro in 67 colpi (-5) in compagnia di Sam Burns, trentenne della Louisiana, già 5 vittorie sul Tour con due partecipazioni alla Ryder Cup. Ma Rose non è lontano, a 3 colpi di distanza (70), mentre hanno fatto meglio di lui Kurt Kitayama, Jason Day e Patrick Reed (69 per loro), tutti avversari di assoluto rispetto.

La partenza di McIlroy

È un primato che il nordirlandese ha costruito a partire dalla buca 8, dopo una partenza cauta: cinque birdie in 11 buche ed eccolo lì di nuovo al comando. Quanto a Burns, ha sfruttato al massimo i par 5 (un eagle e due birdie). Il vecchio adagio secondo cui non si può vincere un torneo - specie un Major - il primo giorno è sempre valido. Certo è che McIlroy è parso davvero sollevato dal successo finalmente centrato l’anno scorso e ha messo sul tavolo verde del Masters un chip significativo.

Bryson DeChambeau 

DeChambeau, inizio disastroso

Per contro un torneo si può perdere il primo giorno, se si parte col piede sbagliato. E Bryson DeChambeau, il muscolare fenomeno delle super distanze, attesissimo alla riprova dopo aver buttato nel finale il Masters ‘25, peggio non avrebbe potuto cominciare. Un solo birdie, un esiziale triplo bogey alla buca 11, cuore di quel famoso “Amen Corner” dove si decidono sempre più spesso i destini di questo torneo, ancora un bogey alla 16 et voilà , 76 colpi totali che valgono un distacco di 9 lunghezze dai primi. Già troppi, forse.

Scheffler resta in scia

In scia, invece è rimasto il n.1 del mondo Scheffler con un giro in 70. Era partito fortissimo e alla 3 era già -3, ma ha frenato senza più trovare quelle accelerazioni che lo hanno reso grande in pochissimi anni. Con lo stesso suo punteggio ecco Shane Lowry, amico del cuore di McIlroy e l’americano Schauffele, altro inseguitore da tener d’occhio.

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