Ritorno sul luogo dei record, a casa, in Italia, da reginetta d’America. Sara Curtis, 19 anni, la matricola più veloce della storia nei 50 e 100 stile libero nel suo primo anno all’Università della Virginia, ritrova a Riccione la vasca lunga per gli Assoluti che qualificano agli Europei di Parigi (10-16 agosto). La velocista piemontese tra queste corsie nel 2025 strappò a Federica Pellegrini i primati nelle due specialità. Da allora: prima italiana finalista Mondiale nella gara regina a Singapore (e nuovo primato azzurro nei 50 stile), sette medaglie agli Europei di Lublino in corta con record del Continente nei 50 dorso. Sull’Adriatico incontra (quasi) tutti gli altri big della nazionale. Nuoterà 50 e 100 stile, 50 dorso, 50 farfalla, le staffette. Una polivalente, alla Thomas Ceccon? «Non sarebbe male. Sono emozionatissima, c’è il mio coach di sempre, Thomas Maggiora, non vedo l’ora di testarmi in vasca lunga dopo le yard e verificare i progressi».
Ritorno sul luogo dei record, a casa, in Italia, da reginetta d’America. Sara Curtis, 19 anni, la matricola più veloce della storia nei 50 e 100 stile libero nel suo primo anno all’Università della Virginia, ritrova a Riccione la vasca lunga per gli Assoluti che qualificano agli Europei di Parigi (10-16 agosto). La velocista piemontese tra queste corsie nel 2025 strappò a Federica Pellegrini i primati nelle due specialità. Da allora: prima italiana finalista Mondiale nella gara regina a Singapore (e nuovo primato azzurro nei 50 stile), sette medaglie agli Europei di Lublino in corta con record del Continente nei 50 dorso. Sull’Adriatico incontra (quasi) tutti gli altri big della nazionale. Nuoterà 50 e 100 stile, 50 dorso, 50 farfalla, le staffette. Una polivalente, alla Thomas Ceccon? «Non sarebbe male. Sono emozionatissima, c’è il mio coach di sempre, Thomas Maggiora, non vedo l’ora di testarmi in vasca lunga dopo le yard e verificare i progressi».
La vita negli Usa
Vita nuova. E non è detto che Charlottesville dove studia psicologia e ha contribuito al sesto titolo Ncaa di fila delle Cavaliers di coach Todd DeSorbo, sarà la destinazione ultima: «Mi piacerebbe provare l’Australia ma anche altri posti prima di scegliere il preferito. Dopo Riccione, vacanza a Tenerife col mio fidanzato Andrea, poi un po’ in famiglia mangiando finalmente cibo italiano, che mi manca. Forse preparerò gli Europei in Germania a casa di Nina Jazy, tedesca e velocista anche lei, abbiamo legato molto all’Università. Sono felicissima della scelta americana, a parte la fatica iniziale di leggere in inglese testi di statistica e neuroscienze, ma ho trovato supporto, una squadra, delle compagne, la motivazione per un salto di qualità sportivo e personale: dicevo di amare il silenzio e i miei spazi, ma era solo una comfort zone che mi stava logorando. In Virginia ho capito che il nuoto non è noia. Chiacchiero, rido, lavoro sodo con campioni come Gretchen Walsh, curiosa di capire come lavora». La scoperta dell’altra parte del nuoto. «Tre doppi a settimana, quattro palestre, preparazione a secco molto cardio. Nuovi strumenti: calze da attrito e torri con pesi per migliorare la presa».
Gravina: “Parole da persona ignorante”
Ce l’ha su molte cose, Sara: «Leggo molto, appena finito Cecità di Saramago, ora l’autobiografia della mia amica Maria Enrica Ternengo. Tanta musica, Rihanna e Don Oliver. Le Invernali? Ho seguito l’eroica Federica Brignone. Le guerre? Al campus non è un tema di conversazione usuale. Russi e bielorussi riammessi? Corretto: lo sport sul palcoscenico internazionale dovrebbe essere sempre un motivo di pace. Le dichiarazioni di Gravina? Il calcio non si qualifica ai Mondiali dal 2014 e noi saremmo dilettanti? Parole da persona ignorante, nella sua posizione avrebbe dovuto usarle responsabilmente. Gli si sono ritorte contro».