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Jacobs pronto ai blocchi di ripartenza: “La vita è un’onda, devo tornare più forte”

Jacobs con Furlani e Diaz, tre attesi protagonisti del Golden Gala

 

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Il campione olimpico ritrova il coach Camossi: “Mi ero chiesto perché continuare”. A giugno sarà al Golden Gala a Roma
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Ritorno alle radici, all’inizio di tutto. Vita nuova per Marcell Jacobs: ha comprato casa a Miami, ma è a Roma per ripartire. Obiettivo Los Angeles 2028. Anche se in mezzo c’è tanta strada da fare: esordio stagionale nel meeting di Savona il 20 maggio, poi il Golden Gala Pietro Mennea all’Olimpico il 4 giugno, dove incontrerà nei 100 metri Noah Lyles, oro ai Giochi di Parigi: «Sarà una gara bellissima da vedere e vivere. Non guardo a lui né agli altri. Sono già felice di essere ai blocchi di partenza, anche se il Golden Gala per me è stato sempre un tabù».

Il ritorno con coach Camossi

Finita la collaborazione con Rana Reider, ha ritrovato l’ex coach, Paolo Camossi: «Ci siamo lasciati davanti a un aperitivo a Ponte Milvio, senza liti, ci siamo ripresi con…

Ritorno alle radici, all’inizio di tutto. Vita nuova per Marcell Jacobs: ha comprato casa a Miami, ma è a Roma per ripartire. Obiettivo Los Angeles 2028. Anche se in mezzo c’è tanta strada da fare: esordio stagionale nel meeting di Savona il 20 maggio, poi il Golden Gala Pietro Mennea all’Olimpico il 4 giugno, dove incontrerà nei 100 metri Noah Lyles, oro ai Giochi di Parigi: «Sarà una gara bellissima da vedere e vivere. Non guardo a lui né agli altri. Sono già felice di essere ai blocchi di partenza, anche se il Golden Gala per me è stato sempre un tabù».

Il ritorno con coach Camossi

Finita la collaborazione con Rana Reider, ha ritrovato l’ex coach, Paolo Camossi: «Ci siamo lasciati davanti a un aperitivo a Ponte Milvio, senza liti, ci siamo ripresi con naturalezza, da amici. Rimpianti per le mie scelte? Mai». Il bicampione olimpico di Tokyo 2020 vive in una stanza all’Acqua Acetosa, si allena a Casal del Marmo, al centro sportivo delle Fiamme Azzurre. «A Miami la pista è sempre nuova, hanno strutture incredibili negli Stati Uniti. La mia famiglia è rimasta lì, tornerò qualche giorno dopo Roma per il compleanno di mio figlio Anthony. Mi mancano, ma ci siamo abituati».

La delusione ai mondiali giapponesi

Marcell viene dall’eliminazione in semifinale ai Mondiali in Giappone nel 2025 e tanti dubbi, aveva parlato della fatica di sopportare la sofferenza: «Mi sono chiesto: perché continuare? Mi era successo anche prima dei Giochi a Tokyo, lì ho trovato la risposta. L’anno scorso stagione difficile. Per me niente è mai andato liscio. Ho sempre dovuto combattere contro qualcosa. Ho imparato a capire che fa parte della vita, che è un’onda, ogni tanto va su e ogni tanto giù: bisogna solo saper guidare la barca giusta che ti sappia accompagnare. Il mio sport non ti regala niente, sei solo, devi spremere tutto il tuo corpo al 100% ogni giorno, ci possono essere delle interruzioni. Devi affrontarle e cercare di tornare più forte di prima».

A 31 anni ecco il nuovo Jacobs

Sul collo un tatuaggio con ideogrammi giapponesi: «Non ho paura di nessuno. L’ho fatto dopo gli ori a Tokyo». Una vita fa. In questa, a 31 anni, ecco il nuovo Jacobs: «Sono felice e sorpreso dell’accoglienza e dell’affetto di Roma. Inizia la stagione e ne sono felice. Comincio a Savona, un posto che mi porto nel cuore: lì ho iniziato la mia carriera da velocista nel 2016 con i miei primi 100». Ci torna, diverso e pronto: «Ho lavorato sulla tecnica e i dettagli per sistemare un po’ di cose. Abbiamo fatto parecchi test a livello cronometrico, sono molto positivi ma non voglio sbilanciarmi, la competizione è un’altra cosa. Vado in pista utilizzando una tecnica che si chiama ABC: pensare alle cose basiche da fare. Se riesco a metterle insieme, il tempo verrà. Non resta che rompere il ghiaccio, gareggiare tanto e ritrovare quel bel feeling. Ho ancora tanto da dare. È un anno di transizione importante, con l’Europeo a Birmingham ad agosto: se vinco, sarebbe il terzo di fila. È un obiettivo rilevante, ma sarà anche un anno cruciale per i prossimi due». Con la staffetta da ritrovare: «Ci sono un po’ di acciacchi che non possiamo controllare, bisogna solo cercare di sistemare tutti i pezzi e farli correre più veloce». Il puzzle di Jacobs si ricompone.

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