Lady curling. Ci ha fatto innamorare delle pietre che scivolano sul ghiaccio, Stefania Constantini. Ampezzana, 27 anni, ha ipnotizzato l’Italia in coppia con Amos Mosaner, 31, trentino: oro ai Giochi di Pechino e bronzo in quelli in casa l’inverno scorso nel doppio misto, oltre a un titolo mondiale nel 2025. Con lo scioglimento al femminile del team Constantini nei giorni scorsi si era temuta la fine anche della loro partnership: invece, per sempre sì. O almeno fino alle Olimpiadi in Francia nel 2030. La poliziotta Stefania si sta trasferendo a Pinerolo, in Piemonte, insieme al suo fidanzato, l’hockeista Domenico Dalla Santa. E sta mettendo su una sua squadra con Angela Romei, con la quale da un anno manda avanti l’associazione Dare Plus. Le altre compagne saranno annunciate a breve.
Lascia Cortina in polemica?
«Assolutamente no. Si è solo chiuso un ciclo ricco e importante del quale sono solo grata e se ne riapre un altro, di cui sono molto curiosa. Pinerolo la conosco, mi ci sono gi…
Lady curling. Ci ha fatto innamorare delle pietre che scivolano sul ghiaccio, Stefania Constantini. Ampezzana, 27 anni, ha ipnotizzato l’Italia in coppia con Amos Mosaner, 31, trentino: oro ai Giochi di Pechino e bronzo in quelli in casa l’inverno scorso nel doppio misto, oltre a un titolo mondiale nel 2025. Con lo scioglimento al femminile del team Constantini nei giorni scorsi si era temuta la fine anche della loro partnership: invece, per sempre sì. O almeno fino alle Olimpiadi in Francia nel 2030. La poliziotta Stefania si sta trasferendo a Pinerolo, in Piemonte, insieme al suo fidanzato, l’hockeista Domenico Dalla Santa. E sta mettendo su una sua squadra con Angela Romei, con la quale da un anno manda avanti l’associazione Dare Plus. Le altre compagne saranno annunciate a breve.
Lascia Cortina in polemica?
«Assolutamente no. Si è solo chiuso un ciclo ricco e importante del quale sono solo grata e se ne riapre un altro, di cui sono molto curiosa. Pinerolo la conosco, mi ci sono già allenata nella stagione 2022-2023 e anche il mio compagno, col quale sto da quando avevo 14 anni, avrà modo di seguire la sua strada. È una scelta anche per ragioni private».
Non hanno influito le tensioni con le sue ex colleghe e il caso di Romei, assente a Cortina per fare posto a Rebecca Mariani, figlia del direttore tecnico azzurro Marco?
«Mi lascio il passato alle spalle. Il curling è la mia passione: metterò tutta me stessa per diffonderlo il più possibile con persone con le quali condivido obiettivi e responsabilità. Il rispetto reciproco per me è fondamentale in ogni relazione. Voglio parlare di curling in modo positivo».
Ci racconta come ha iniziato?
«Per caso: servivano ragazze per formare un gruppo, io avevo praticato sci, tennis, nuoto. È stato amore a prima vista. I miei mi hanno appoggiata: papà, ex prestatore d’opera come falegname e hockeista: l’anima sportiva della famiglia. Porta avanti la sua passione come allenatore per le giovani promesse dell’hockey. Mamma invece maestra, mi ha aiutato negli studi, come lei sono stata diligente: diploma all’istituto tecnico ed economico, e la tentazione un giorno di proseguire con l’Università».
Che cosa l’ha affascinata nel curling?
«L’essenza. Dare la spinta alla pietra alla giusta velocità e nella corretta direzione in 40 metri di campo ti mette in ascolto di te stesso nella più profonda connessione. E devi tradurre questa consapevolezza in un gesto tecnico. Percepire il proprio corpo e avere un così intenso contatto col momento è qualcosa di raro. È più di uno sport, è un’esperienza. Con un solo problema».
Quale?
«Soffro il freddo».
Proprio lei, signora delle Dolomiti?
«Da sempre. Ma mi sto attrezzando con maglie e calze termiche».
Perché in coppia con Mosaner siete riusciti a scaldare gli animi degli italiani?
«Lui fuoco e grinta, io freddezza e raziocinio. Ogni individuo a prescindere dal sesso ha la propria personalità. Noi ci siamo trovati subito, in modo naturale. Mai un litigio. Bello sentir dire che si vede una magia tra noi. La chiave è stata quella di avere ognuno un proprio ruolo e lavorare per la squadra».
Sorpresa dal timore collettivo di un vostro addio?
«Mi lusinga. Significa che abbiamo acceso l’interesse per uno sport che sa offrire emozioni intense. Vogliamo regalarne tante altre insieme».
Com’è stato gareggiare alle Olimpiadi proprio a Cortina?
«Una sorpresa, quasi non riconoscevo il mio paese. Ho cercato di entrare nella mia bolla, me la sono goduta a pieno, è stata un’emozione indimenticabile».
Quale altro sport avrebbe praticato se non il curling?
«La pallavolo. Perché è uno sport di squadra, e sicuramente non soffrirei il freddo».