Lyles: “Ho studiato Mennea, a Roma posso percorrere la strada degli Imperatori”
di Mattia ChiusanoNoah Lyles con una corona festeggia l'oro nella 4x100 ai Mondiali 2025 di Tokyo
Noah Lyles, lei torna al Golden Gala per la prima volta dal 2019, quando corse i 200 in 19’’72, il tempo del record di Mennea: l’ha mai visto correre?
"Sono passati sette anni, accidenti, sono vecchio. Martedì sera ho cercato informazioni su Mennea e ho trovato alcune sue gare. Correre lo stesso tempo è stata una coincidenza pazzesca, come se fosse scritta nel cielo".
Cosa si aspetta qui a Roma?
"Vorrei sentire la passione al massimo livello, la folla mi nutre. Sui 100 ci sarà Marcell Jacobs? Tutti i grandi saranno qui. Per me o chiunque altro, voglio vedere la folla più energica possibile, e a loro vorrei dare la gara più bella che abbiano mai visto".
Come sta vivendo Roma?
"Ho visto per la prima volta il Colosseo, è scioccante scoprire quanto qui sia tutto grande e dettagliato, soprattutto rispetto agli Stati Uniti. Ho vissuto a Washington per sette o otto anni, ma i monumenti non sono niente in confronto. Qui puoi pensare che un imperatore romano potrebbe aver camminato sulla …
Noah Lyles, lei torna al Golden Gala per la prima volta dal 2019, quando corse i 200 in 19’’72, il tempo del record di Mennea: l’ha mai visto correre?
"Sono passati sette anni, accidenti, sono vecchio. Martedì sera ho cercato informazioni su Mennea e ho trovato alcune sue gare. Correre lo stesso tempo è stata una coincidenza pazzesca, come se fosse scritta nel cielo".
Cosa si aspetta qui a Roma?
"Vorrei sentire la passione al massimo livello, la folla mi nutre. Sui 100 ci sarà Marcell Jacobs? Tutti i grandi saranno qui. Per me o chiunque altro, voglio vedere la folla più energica possibile, e a loro vorrei dare la gara più bella che abbiano mai visto".
Come sta vivendo Roma?
"Ho visto per la prima volta il Colosseo, è scioccante scoprire quanto qui sia tutto grande e dettagliato, soprattutto rispetto agli Stati Uniti. Ho vissuto a Washington per sette o otto anni, ma i monumenti non sono niente in confronto. Qui puoi pensare che un imperatore romano potrebbe aver camminato sulla tua stessa strada, è pazzesco".
Il 4 aprile si è sposato con la giamaicana Junelle Bromfield: la sua vita è cambiata?
"Non direi. Molte persone si sposano e dicono: “Oh, è tutto così diverso adesso”. Ma io e Junelle abbiamo lavorato molto prima di arrivare al matrimonio, tanti cambiamenti sono avvenuti nel tempo, è stata una crescita costante, coerente e mirata".
In passato indossò un guanto nero per solidarietà con Black Lives Matter: lo rifarebbe?
"Se trovassi un motivo valido per farlo, assolutamente sì, potrei ripetere quel gesto in futuro".
Ha visto cos’è successo a Sinner a Parigi? Lei ha parlato in passato della fragilità degli atleti.
"Non c’è una mentalità che metta l’atleta al primo posto, e questo crea vulnerabilità. Martedì eravamo in pista e c’erano persone che si avvicinavano, se non ci fosse stata la sicurezza avrebbero scavalcato la recinzione e interrotto i nostri allenamenti. Guardate il calendario olimpico di Los Angeles: le prove dei 100 femminili si svolgono tutte in un solo giorno. Se lo chiedete a un’atleta, vi dirà che è una follia. Un modo per farsi male. Ma purtroppo nessuno ci ha chiesto un parere. A causa di questo modo di pensare, che si protrae da decenni, gli atleti si sentono a disagio, il livello di stress e ansia è elevato, la depressione può arrivare facilmente. E purtroppo gli atleti non hanno la rete di sostegno e affetto di cui avrebbero bisogno".
Lei ha cercato di farsi sentire.
"Ci sto provando, ma nessuno mi ascolta, dal Cio agli allenatori locali. Proviamo a riunire gli atleti, ma avete mai radunato più di 500 persone nella stessa stanza?".
Un campione dell’atletica è meno protetto di uno del calcio o del tennis?
"Penso che potremmo essere tutti più protetti, non importa lo sport o l’evento".
Seguirà i Mondiali di calcio che stanno per iniziare nel suo paese?
"Sarò alle semifinali, potreste anche vedermi in campo, non si sa mai. Sarà molto divertente".