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Santuccio: “L’oro il mio riscatto, mi sentivo fallita”

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Via ai mondiali di Hong Kong, la spadista decisiva ai Giochi di Parigi: “Non mi accontento, continuo oltre Los Angeles 2028. Ho studiato il caso di Osaka, il burnout nello sport è più diffuso di quanto si pensi. Voglio lavorare con i bimbi affetti da autismo”
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Quella notte al Grand Palais. Due anni dopo la medaglia d’oro di Parigi "è impossibile dimenticare, il pensiero torna sempre lì" si illumina Alberta Santuccio, nei giorni in cui cominciano i Mondiali di scherma a Hong Kong. Italia e Francia costrette alla stoccata di spareggio, ottomila spettatori che urlano “Allez les Bleus”, la catanese in pedana, il colpo al braccio di Mallo-Breton, la stoccata che vale l’oro olimpico nella spada a squadre. Un’impresa simbolo delle azzurre, insieme all’oro del volley e del doppio Errani-Paolini. Santuccio gareggerà sabato nell’individuale e martedì nella prova a squadre.

Alberta Santuccio dopo la stoccata decisiva nella finale per l'oro della spada a squadre alle Olimpiadi di Parigi

 

Santuccio, una parte di lei è rimasta a Parigi?

"Come si fa a lasciarsela alle spalle? Ma allo stesso tempo, quello è il passato, non ci si può accontentare di quello ch…

Quella notte al Grand Palais. Due anni dopo la medaglia d’oro di Parigi "è impossibile dimenticare, il pensiero torna sempre lì" si illumina Alberta Santuccio, nei giorni in cui cominciano i Mondiali di scherma a Hong Kong. Italia e Francia costrette alla stoccata di spareggio, ottomila spettatori che urlano “Allez les Bleus”, la catanese in pedana, il colpo al braccio di Mallo-Breton, la stoccata che vale l’oro olimpico nella spada a squadre. Un’impresa simbolo delle azzurre, insieme all’oro del volley e del doppio Errani-Paolini. Santuccio gareggerà sabato nell’individuale e martedì nella prova a squadre.

Alberta Santuccio dopo la stoccata decisiva nella finale per l'oro della spada a squadre alle Olimpiadi di Parigi

 

Santuccio, una parte di lei è rimasta a Parigi?

"Come si fa a lasciarsela alle spalle? Ma allo stesso tempo, quello è il passato, non ci si può accontentare di quello che è stato. Ho ancora voglia di fare tanto, anzi, sono certa che qualcosa deve ancora arrivare".

Le spadiste d’oro hanno perso Mara Navarria che si è ritirata, come procede la ricostruzione?

"Posso essere io un punto di riferimento per le ragazze più giovani. Stiamo ricreando la squadra, ritrovando nuovi equilibri, sono Mondiali importantissimi in vista di Los Angeles".

AI Mondiali di Milano 2023 per lei c’era il presidente Mattarella.

"Volevo portargli un oro, persi in finale con la francese Candassamy, ero delusa. Mi sono rifatta un anno dopo: con le francesi a Parigi".

Si è laureate in scienze e tecniche psicologiche con una tesi sul burnout degli atleti.

"Sono andata a cercare le storie, mi ha colpito più di tutte quella di Naomi Osaka, la tennista che ha attraversato un brutto periodo e ha trovato la forza per parlarne. Ma sono veramente tanti gli atleti coinvolti, magari non lo vogliono ammettere però il burnout è molto più frequente di quanto si pensi".

Pesa l’immagine di invincibilità che l’atleta deve proiettare?

"Siamo umani anche noi, abbiamo i nostri momenti di crollo".

Parla anche di sue esperienze?

"Ho avuto momenti di difficoltà, passando dalle gare giovanili a quelle assolute. Mi sentivo una fallita, non mi vergogno a dirlo, dedicavo tanto tempo alla scherma e non arrivavano i risultati. Mi sono sentita svuotata".

Come ha fatto a uscirne?

"Grazie allo studio, mi sono data altri obiettivi. Ho capito che non esisteva solo Alberta atleta, ma anche Alberta donna, studentessa, amica, figlia: una persona utile. Accanto al mio maestro Daniele Pantoni ho ritrovato a Roma l’ambiente giusto, l’allenamento, la serietà, ma anche la famiglia. “Dani” per me è il maestro, ma anche qualcuno su cui posso contare al di fuori della scherma. La serenità che mi serviva ritrovare, come in Sicilia, col mio storico maestro Mimmo Patti".

Tommaso Marini divide le sue giornate tra scherma e corsi di recitazione per diventare attore: è possibile avere una seconda vita?

"È difficile. Ma lui sta cercando di essere felice, e bisogna sostenerlo".

Lei cita spesso la sua famiglia come un conforto: quando finisce la spinta della famiglia e l’atleta resta solo coi suoi obiettivi?

"Mia madre mi accompagnava in palestra tutti i giorni da Catania ad Acireale, mio nonno Vincenzo veniva a tutte le gare ed è sempre con me anche ora che non c’è più. Grazie a loro sono qui. Ma a un certo punto il conforto delle persone che ti vogliono bene non basta più: devi metterci qualcosa che solo tu puoi dare, camminando da sola".

Dopo le Olimpiadi di Parigi si è sposata con Francesco Aragona, ex sciabolatore: la vita è cambiata?

"Magari cambierà quando arriverà un figlio. Eravamo fidanzati da tantissimi anni, quando ti sposi in realtà non cambia niente. Ora viviamo felicemente a Roma. Lui è il fisioterapista della nazionale, non è a Hong Kong ma spesso mi segue e questo ci aiuta nella relazione".

Si ritirerà dopo Los Angeles?

"Assolutamente no, non avrò neanche 34 anni, c’è chi arriva a 39. Farò un passo indietro quando non sarò più competitiva".

E allora cosa succederà?

"Mi piacerebbe lavorare con i bambini affetti da autismo".

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