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Mondiali di scherma, doppietta Italia: Favaretto oro, batte Errigo e scoppia a piangere

Arianna Errigo abbraccia Martina Favaretto in lacrime dopo la finale (reuters)

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Nella finale del fioretto la veneta batte 15-7 la 38enne brianzola in una finale tutta azzurra, poi crolla sulla pedana per l’emozione. Quinta medaglia azzurra a Hong Kong
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Sono due ragazze italiane, quella a terra, scossa dai singhiozzi, e quella che si china su di lei per abbracciarla, con un gesto di affetto quasi protettivo. Sono Martina Favaretto e Arianna Errigo, unite in squadra ma separate da quattordici anni d’età e da un oro vinto senza esitazioni dalla veneta che si copre la bocca facendo brillare le unghie smaltate di azzurro. Ma è come se sullo sfondo si intravedessero anche le altre, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa di Francisca, Alice Volpi, il fioretto italiano che da più di trent’anni si rigenera e arriva con tutta questa emozione bagnata di lacrime alla finale mondiale di Hong Kong. Due anni dopo Parigi, e a due estati dalle prossime Olimpiadi di Los Angeles, una finale tutta italiana e quattro azzurre nei quarti di finale a formulare più di una promessa per il futuro.

Martina Favaretto in lacrime a Hong Kong (reuters)

Il rito…

Sono due ragazze italiane, quella a terra, scossa dai singhiozzi, e quella che si china su di lei per abbracciarla, con un gesto di affetto quasi protettivo. Sono Martina Favaretto e Arianna Errigo, unite in squadra ma separate da quattordici anni d’età e da un oro vinto senza esitazioni dalla veneta che si copre la bocca facendo brillare le unghie smaltate di azzurro. Ma è come se sullo sfondo si intravedessero anche le altre, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa di Francisca, Alice Volpi, il fioretto italiano che da più di trent’anni si rigenera e arriva con tutta questa emozione bagnata di lacrime alla finale mondiale di Hong Kong. Due anni dopo Parigi, e a due estati dalle prossime Olimpiadi di Los Angeles, una finale tutta italiana e quattro azzurre nei quarti di finale a formulare più di una promessa per il futuro.

Martina Favaretto in lacrime a Hong Kong (reuters)

Il ritorno di Favaretto dal maestro Numa

Ha vinto la ventiquattrenne nata nel padovano, veneziana di Noale, che doveva diventare una nuova Vezzali, superando 15-7 la trentottenne che Vezzali la affrontò davvero: buttandola fuori dalla finale delle Olimpiadi di Londra 2012. Prima di lasciare per strada le avversarie, Martina la giapponese Ueno, Arianna la compagna di squadra Anna Cristino e in semifinale l’ucraina Poloziuk, le due hanno lasciato per strada una parte di sé. Martina Favaretto non è più la bambina prodigio che non arrivava mai, è tornata sui suoi passi quando ha provato a trovare un nuovo maestro a Livorno, ha riparato a Padova dove studia giurisprudenza e impara da un mito del fioretto anni Ottanta, Mauro Numa, due ori a Los Angeles 1984, che come spesso succede nella scherma ha instaurato un rapporto strettissimo con l’allieva.

Arianna Errigo a Hong Kong (foto Bizzi/FIS) 

Il marito allenatore a bordo pedana

Tra il suo primo bronzo mondiale ad Antalya 2009 e questo argento, Arianna Errigo ha riempito diciassette anni di trionfi e lotte spesso con i mulini a vento. Trovando la sua piena consacrazione dopo i trent’anni, e la serenità della campionessa matura che sfrutta il suo talento, ma anche il cuore orientato verso i due gemelli Mirea e Stefano che la seguono ovunque, anche a Hong Kong. Facendo il tifo per la madre, ma anche per il padre, Luca Simoncelli, per la prima volta a bordo pedana come allenatore della moglie. “Ci tenevo davvero tanto”, dice Arianna con quel filo di voce rauca che le è rimasto dopo una vigilia in condizioni precarie per un virus. “Sono più di dieci anni che lavoriamo insieme, condividere la pedana così da vicino è stato fondamentale. Luca sa perfettamente quando scuotermi, quando urlare, quando lasciarmi fare. Siamo stati molto bravi a gestire il rapporto professionale e privato”.

La nuova vita a Frascati

Le radici calabresi da parte di madre, l’adolescenza in Brianza, la sfilata come portabandiera alle Olimpiadi di Parigi, Errigo ha scelto per la sua nuova vita Frascati: allenandosi nel centro internazionale di scherma e godendosi le atmosfere dei Castelli Romani. Suo figlio Stefano porta il nome del compianto suocero, argento nel fioretto a squadre a Montreal ‘76. Gli eterni, invisibili legami della scherma, uno sport che si trasmette per discendenza, e in una sola atleta richiama mille suggestioni.

Errigo: “Due anni alle Olimpiadi”

Se in attesa di un futuro che non arrivava mai, Martina Favaretto si è presa finalmente il presente, Arianna Errigo alla 24ª medaglia mondiale fissa come se fosse la cosa più naturale un obiettivo che scontato non è: “Far vedere che ci sono nelle gare che contano, a 38 anni, a due dall’Olimpiade, per me è importante”. E quando lo dice, è assolutamente credibile.

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