Mondiali di scherma, doppietta Italia: Favaretto oro, batte Errigo e scoppia a piangere
di Mattia ChiusanoSono due ragazze italiane, quella a terra, scossa dai singhiozzi, e quella che si china su di lei per abbracciarla, con un gesto di affetto quasi protettivo. Sono Martina Favaretto e Arianna Errigo, unite in squadra ma separate da quattordici anni d’età e da un oro vinto senza esitazioni dalla veneta che si copre la bocca facendo brillare le unghie smaltate di azzurro. Ma è come se sullo sfondo si intravedessero anche le altre, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa di Francisca, Alice Volpi, il fioretto italiano che da più di trent’anni si rigenera e arriva con tutta questa emozione bagnata di lacrime alla finale mondiale di Hong Kong. Due anni dopo Parigi, e a due estati dalle prossime Olimpiadi di Los Angeles, una finale tutta italiana e quattro azzurre nei quarti di finale a formulare più di una promessa per il futuro.
Il rito…
Sono due ragazze italiane, quella a terra, scossa dai singhiozzi, e quella che si china su di lei per abbracciarla, con un gesto di affetto quasi protettivo. Sono Martina Favaretto e Arianna Errigo, unite in squadra ma separate da quattordici anni d’età e da un oro vinto senza esitazioni dalla veneta che si copre la bocca facendo brillare le unghie smaltate di azzurro. Ma è come se sullo sfondo si intravedessero anche le altre, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa di Francisca, Alice Volpi, il fioretto italiano che da più di trent’anni si rigenera e arriva con tutta questa emozione bagnata di lacrime alla finale mondiale di Hong Kong. Due anni dopo Parigi, e a due estati dalle prossime Olimpiadi di Los Angeles, una finale tutta italiana e quattro azzurre nei quarti di finale a formulare più di una promessa per il futuro.
Il ritorno di Favaretto dal maestro Numa
Ha vinto la ventiquattrenne nata nel padovano, veneziana di Noale, che doveva diventare una nuova Vezzali, superando 15-7 la trentottenne che Vezzali la affrontò davvero: buttandola fuori dalla finale delle Olimpiadi di Londra 2012. Prima di lasciare per strada le avversarie, Martina la giapponese Ueno, Arianna la compagna di squadra Anna Cristino e in semifinale l’ucraina Poloziuk, le due hanno lasciato per strada una parte di sé. Martina Favaretto non è più la bambina prodigio che non arrivava mai, è tornata sui suoi passi quando ha provato a trovare un nuovo maestro a Livorno, ha riparato a Padova dove studia giurisprudenza e impara da un mito del fioretto anni Ottanta, Mauro Numa, due ori a Los Angeles 1984, che come spesso succede nella scherma ha instaurato un rapporto strettissimo con l’allieva.
Il marito allenatore a bordo pedana
Tra il suo primo bronzo mondiale ad Antalya 2009 e questo argento, Arianna Errigo ha riempito diciassette anni di trionfi e lotte spesso con i mulini a vento. Trovando la sua piena consacrazione dopo i trent’anni, e la serenità della campionessa matura che sfrutta il suo talento, ma anche il cuore orientato verso i due gemelli Mirea e Stefano che la seguono ovunque, anche a Hong Kong. Facendo il tifo per la madre, ma anche per il padre, Luca Simoncelli, per la prima volta a bordo pedana come allenatore della moglie. “Ci tenevo davvero tanto”, dice Arianna con quel filo di voce rauca che le è rimasto dopo una vigilia in condizioni precarie per un virus. “Sono più di dieci anni che lavoriamo insieme, condividere la pedana così da vicino è stato fondamentale. Luca sa perfettamente quando scuotermi, quando urlare, quando lasciarmi fare. Siamo stati molto bravi a gestire il rapporto professionale e privato”.
La nuova vita a Frascati
Le radici calabresi da parte di madre, l’adolescenza in Brianza, la sfilata come portabandiera alle Olimpiadi di Parigi, Errigo ha scelto per la sua nuova vita Frascati: allenandosi nel centro internazionale di scherma e godendosi le atmosfere dei Castelli Romani. Suo figlio Stefano porta il nome del compianto suocero, argento nel fioretto a squadre a Montreal ‘76. Gli eterni, invisibili legami della scherma, uno sport che si trasmette per discendenza, e in una sola atleta richiama mille suggestioni.
Errigo: “Due anni alle Olimpiadi”
Se in attesa di un futuro che non arrivava mai, Martina Favaretto si è presa finalmente il presente, Arianna Errigo alla 24ª medaglia mondiale fissa come se fosse la cosa più naturale un obiettivo che scontato non è: “Far vedere che ci sono nelle gare che contano, a 38 anni, a due dall’Olimpiade, per me è importante”. E quando lo dice, è assolutamente credibile.