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Bianchi: “Col premio per l’oro del fioretto pagherò l’asilo per mio figlio Enea”

Guillaume Bianchi, decisivo nella finale per l'oro (reuters)

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Guillaume Bianchi, come nasce quel nome francese?

"Mia madre è francese e io sono bilingue. Mi sono pure sposato a Parigi, città amata anche da mia moglie".

Guillaume Bianchi fa la linguaccia festeggiando coi compagni (reuters)

Il suo ultimo assalto ha rovesciato la finale.

"Sono andato in pedana sapendo di potercela fare, da lì in poi ho pensato solo alle azioni giuste da fare, rimuovendo dalla mente che ci fosse tutto quel pubblico e che fosse una finale mondiale. Non ho mai guardato il tempo, il punteggio, ho solo sentito che mi riusciva tutto e a lui, a Choi, riusciva un pochino meno... È stato bellissimo vincere così".

Lei chiama per nome certe stoccate, come chiama l’ult…

Guillaume Bianchi, come nasce quel nome francese?

"Mia madre è francese e io sono bilingue. Mi sono pure sposato a Parigi, città amata anche da mia moglie".

Guillaume Bianchi fa la linguaccia festeggiando coi compagni (reuters)

Il suo ultimo assalto ha rovesciato la finale.

"Sono andato in pedana sapendo di potercela fare, da lì in poi ho pensato solo alle azioni giuste da fare, rimuovendo dalla mente che ci fosse tutto quel pubblico e che fosse una finale mondiale. Non ho mai guardato il tempo, il punteggio, ho solo sentito che mi riusciva tutto e a lui, a Choi, riusciva un pochino meno... È stato bellissimo vincere così".

Lei chiama per nome certe stoccate, come chiama l’ultima che ha piazzato in ricaduta?

"Non ha un nome, è puro istinto. Sul 44 pari mi sono detto “qua o la va o la spacca. Siamo entrambi sotto pressione, vinca il migliore”. È stato uno scambio molto fisico che mi hanno raccontato, perché non lo ricordo più".

C’è un segreto nella scuola italiana?

"Per restare in squadra c’è una lotta interna fortissima: in questo modo siamo spesso i più forti quando andiamo all’estero. Abbiamo poi maestri a cui piace allenare bambini che potrebbero diventare campioni del mondo".

(reuters)

Ma come vive adesso? È nato a Roma ma è cresciuto a Frascati, il suo maestro, Marco Ramacci, abita a Pisa.

"Vivo vicino alla palestra di Frascati, mi sono comprato una casa a Rocca di Papa dove cerco di stare il più possibile accanto alla famiglia. Salgo a Pisa per vedere il mio maestro, ma anche lui scende a Frascati: insomma, siamo sempre in viaggio".

Da poco è diventato padre.

"Mio figlio è nato otto mesi fa, si chiama Enea: volevo dargli un nome importante, legato a Roma".

Ha vinto un premio di 12.500 dollari: cosa ci farà?

"I soldi servono sempre, tra la sistemazione della casa e l’asilo finiranno presto".

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