Riparte ancora dalla Senna il romanzo di Ginevra. Taddeucci è d’oro nella 10 km di fondo dove due anni fa vinse il bronzo olimpico nella maratona, uscendone con mal di pancia e graffi ovunque. Stavolta la fiorentina, 29 anni, pesca il titolo quando al penultimo giro, strappa e innesca la marcia, allunga nell’ultimo chilometro e tocca per distacco davanti a tutte. Un assolo. Primo oro Europeo per lei, dopo i due argenti (2022 e 2025). E centesima medaglia per l’Italia del fondo: la prima nel 1991, con l’oro dell’attuale direttore tecnico, Stefano Rubaudo, nella 5 km di Terracina.
Il tecnico Pistelli: “Era nervosa nel pre-gara, ma è andata alla grande”
La medaglia numero 101, il bronzo, la porta Linda Caponi, 27 anni, senese, che si allena con Ginevra e il tecnico Giovanni Pistelli che, come promesso, si tuffa nel fiume per festeggiare. “Sono estremamente soddisfatto, il lavoro è stato fatto bene. Cosa ho consigliato a Ginevra? Difficile, lei è sempre molto nervosa nel pre-gara, ma…
Riparte ancora dalla Senna il romanzo di Ginevra. Taddeucci è d’oro nella 10 km di fondo dove due anni fa vinse il bronzo olimpico nella maratona, uscendone con mal di pancia e graffi ovunque. Stavolta la fiorentina, 29 anni, pesca il titolo quando al penultimo giro, strappa e innesca la marcia, allunga nell’ultimo chilometro e tocca per distacco davanti a tutte. Un assolo. Primo oro Europeo per lei, dopo i due argenti (2022 e 2025). E centesima medaglia per l’Italia del fondo: la prima nel 1991, con l’oro dell’attuale direttore tecnico, Stefano Rubaudo, nella 5 km di Terracina.
Il tecnico Pistelli: “Era nervosa nel pre-gara, ma è andata alla grande”
La medaglia numero 101, il bronzo, la porta Linda Caponi, 27 anni, senese, che si allena con Ginevra e il tecnico Giovanni Pistelli che, come promesso, si tuffa nel fiume per festeggiare. “Sono estremamente soddisfatto, il lavoro è stato fatto bene. Cosa ho consigliato a Ginevra? Difficile, lei è sempre molto nervosa nel pre-gara, ma poi nuota avendo tutto nella sua testa. Anche in allenamento, quando non fa i tempi che vuole, diventa furiosa. Diversamente da Linda, che invece va messa sotto pressione”. L’argento all’ungherese Viktoria Mihalyvari-Farkas, campionessa continentale uscente, seconda a quasi 10 secondi di stacco.
La gioia di Ginevra
Ginevra esce dall’acqua, ride, con l’indice a fare il numero 1. Sembra quasi fresca dopo una traversata di oltre due ore, su un tratto diverso del fiume rispetto alla gara a Cinque Cerchi, oltre che acqua decisamente migliore anche se non cristallini, e con meno corrente: otto giri da 1250 metri sull’Île aux Cygnes, tra 15° e 16° arrondissements, la Tour Eiffel sullo sfondo, ma anche i palazzoni. Temperatura del bacino intorno ai 24°, foglie in superficie, battelli sull’argine. Cielo blu.
Una gara molto tattica
Gara molto più tattica rispetto a quella dei maschi, specie nella prima parte. Ginevra parte forte e rimane attaccata all’ungherese Mihalyvari-Farkas, che va subito in testa e ci rimane per oltre 7 chilometri: nel gruppo di testa battagliano anche la monegasca Lisa Pou, bronzo ai Mondiali 2025, la spagnola Angela Martinez Guillen, due volte seconda quest’anno tra Ibiza e Golfo Aranci in coppa del mondo, che sul finale cede all’attacco delle azzurre e infine chiude quinta. Taddeucci controlla fino al penultimo giro, quando parte per il suo finale in quasi solitaria.
Taddeucci: “Mancavano le più forti, mi sembrava di gareggiare da sola”
“Mi dispiace perché mancavano le più forti”, dice Ginevra. “Mi è sembrato quasi di essere da sola in acqua, mancavano le avversarie di sempre, quelle più temibili. Non è stato facile perché ho nuotato da sola per quasi un mese, speravo di arrivare qui e fare qualcosa di buono. Avevo l’ansia di perdere da favorita e non volevo certo perdere. L’ho tenuta sotto controllo anche perché non ero al top della forma e mi ha sorpreso che sia riuscita a gestirla, a un certo punto mi sono detta qui posso fare quello che voglio, nessuna risale. Ho aspettato l’ultimo giro e sono andata”.
I numeri di Taddeucci
Taddeucci diventa la terza italiana della storia a vincere la dieci chilometri agli Europei dopo Martina Grimaldi (Eilat 2011 e Piombino 2012) e Rachele Bruni (Hoorn 2016), medagliate olimpiche come lei: Grimaldi bronzo a Londra 2012 e Bruni argento a Rio 2016. Due precedenti di doppiette continentali nella specialità: a Eilat 2011 Grimaldi vinse l’oro e Bruni si prese l’argento; a Hoorn 2016 Bruni conquistò il titolo e Arianna Bridi il bronzo.
"Io la più forte? Non scherziamo”
Non poco, anche se Taddeucci quasi sminuisce: “Io la più forte? Non scherziamo, non lo dirò mai, magari una delle papabili, non di più, e quest’anno si è visto. La più forte non è qui, è Moesha Johnson, australiana, il mio idolo. Devo essere onesta, è stato un campo partenze molto facile, penso di non aver mai visto una gara così facile, non capivo cosa facessero tutte le altre. Parigi per me sempre un posto fortunato, qui ho vinto la mia prima coppa del mondo nel 2022 dietro Sharon Van Rouwendaal e Ana Marcela Cunha, poi il bronzo olimpico e quest’oro che mi mancava, me lo prendo e porto a casa, ne sono contenta”.
Taddeucci: “Senna sporchissima, ci ho trovato di tutto”
Anche se sulla qualità, anzi lo sporco dell’acqua, rimane della stessa idea di sempre: “La Senna era bella zozza, ho trovato di tutto, rami e foglie sugli occhialini, e poi quanta plastica, sarà biodegrabile… Si è tirato fuori un bel 'troiaio' indicibile. Meno male che era pulita, figurati se era sporca, il campo gara di Parigi 2024 secondo me era più pulito”. Oro rimane. “A chi lo dedico? Ai miei genitori e al mio fidanzato. Senza di loro non so cosa farei, io sono una molto difficile. Un quarto posto mi andrebbe bene nella 5 km? Può capitare, questo è lo sport, anche Greg è arrivato 4° e a uno come lui non si può dire niente”.
Caponi: “La mia è stata una gara di rabbia”
Linda Caponi sembra quasi stordita: “Gara di rabbia, pensavo di poter fare bene ma l'avvicinamento è stato difficile, mi sono presa un batterio e a due settimane dalla gara ho avuto problemi intestinali. Ho fatto fatica cercando però di non perdere la speranza, non ho pensato alle cose negative. Per me questa medaglia ha un grande significato perché è stato tutto molto difficile, non me l’aspettavo”. Bellissima sorpresa.