Acqua azzurra e anche molto Chiara, con una Pellacani strepitosa che si prende il quarto oro su quattro gare al calare della sera parigina: record, nessuna quanto lei in un’unica edizione europea. Punteggio stratosferico: 358.05, circa un tuffo di vantaggio sull’argento dell’inglese Yasmin Harper (318.70). Bronzo alla neutrale russa, Nadezhda Trifonova (312.40). Il titolo più importante nel poker della tuffatrice romana trasferita a Miami, dove rimpiange solo la carbonara e l’arte della capitale: il trampolino tre metri che domina dalle eliminatorie è disciplina olimpica, un precipizio che a Cinque Cerchi parla per lo più cinese.
L’argento di Conte e Pelligra
Chiara, 23 anni, andò via da Parigi con due quarti posti e amarezza. Ai Mondiali di Singap…
Acqua azzurra e anche molto Chiara, con una Pellacani strepitosa che si prende il quarto oro su quattro gare al calare della sera parigina: record, nessuna quanto lei in un’unica edizione europea. Punteggio stratosferico: 358.05, circa un tuffo di vantaggio sull’argento dell’inglese Yasmin Harper (318.70). Bronzo alla neutrale russa, Nadezhda Trifonova (312.40). Il titolo più importante nel poker della tuffatrice romana trasferita a Miami, dove rimpiange solo la carbonara e l’arte della capitale: il trampolino tre metri che domina dalle eliminatorie è disciplina olimpica, un precipizio che a Cinque Cerchi parla per lo più cinese.
L’argento di Conte e Pelligra
Chiara, 23 anni, andò via da Parigi con due quarti posti e amarezza. Ai Mondiali di Singapore 2025, è stata poi l’unica umana dietro le ragazze di Pechino (Chen Yiwen e Chen Jia). Non è finita: domani sincro tre metri con Elisa Pizzini (4ª). Buon vento. Quello che dai 10 metri alzano poco prima con un argento a sorpresa Simone Conte e Raffaele Pelligra, 19 e 17 anni, romani, per la prima volta insieme tra i grandi nella piattaforma sincro (ma campioni mondiali juniores a Rio de Janeiro 2024). Saltano senza paura con i neutrali russi Nikita Shleikher e Ruslan Ternovoi, d’oro, e battono gli ucraini Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda, di bronzo. Dice Pelligra, già d’oro col team, appassionato di astronomia e nuova stella: «Non ci siamo tirati indietro». La baby squadra funziona. E pure quella delle signore dell’artistico: altro bronzo nel tecnico dopo quello nel libero.
Taddeucci: “La Senna è sporchissima”
Acqua verde marcio sulla Senna, e non solo per le foglie galleggianti: «E meno male che era pulita, si è tirato fuori un bel troiaio». Ginevra Taddeucci ci pesca anche l’oro nella 10 km sull’Île aux Cygnes, condomini, bateaux, graffiti e la Tour Eiffel in lontananza. Otto giri da 1250 metri, temperatura flutti sui 24° (Ginevra odia il freddo), corrente modesta. Due anni fa la fiorentina arrivò alla maratona olimpica con una qualificazione in vasca: uscì con bronzo, mal di pancia e graffi. «Ma era un campo più pulito di questo». E anche con più competizione, si lamenta questa 29enne col nome da romanzo cavalleresco: «Sono contenta, ma onesta: mancavano le avversarie più temibili. Gara così facile che ho temuto di perderla, la forma non al top. Ho gestito, aspettato l’ultimo giro e sono andata».
Taddeucci: “Io la più forte? Non scherziamo”
Allungo furioso. «Io la più forte? Non scherziamo, la più forte è il mio idolo, l’australiana Moesha Johnson». Di fatto: argento a quasi 10 secondi per la campionessa uscente, l’ungherese Mihalyvari-Farkas. Centesima medaglia per l’Italia del fondo (la prima nel 1991), la 101 è di bronzo e di Linda Caponi, senese 27 anni. Si allena con Ginevra e un pazientissimo tecnico, Giovanni Pistelli: «Complicato dare consigli a Ginevra, è sempre molto nervosa prima della gara, poi nuota avendo tutto nella testa». Lei ammette: «Sono una difficile, ringrazio i miei genitori e il mio fidanzato (Matteo Furlan, fondista, ndr), non è facile stare con me». Oggi, di nuovo nella Senna per la 5 km: «Un quarto posto mi andrebbe bene? Capita, anche Greg è arrivato 4° e a uno come lui non si può dire niente».
Paltrinieri si rimprovera
Paltrinieri invece si rimprovera, cercava il riscatto nella Senna (9° ai Giochi), è invece a 10 secondi dal podio. Nella sua 10 km, tutti i più forti: oro a Wellbrock, il primo europeo per il tedesco; argento all’ungherese Betlehem, bronzo ai Giochi; bronzo all’altro tedesco Klemet, argento olimpico. Da loro rimane troppo distante tra l’8° e 9° km, non recupera nel finale. «Ho sbagliato la strategia negli ultimi due giri dove si è decisa la gara, ho lasciato troppo spazio, se lasci lo spiraglio non li riprendi. Campo di gara non eccellente, stretto, ma meglio di due anni fa. Anche se ho 32 anni, devo imparare ancora». Insaziabile, grandioso Greg.