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Doualla nel futuro: “Sono una bambina e lotto con le grandi”

Kelly Doualla Edimo col bronzo mondiale U20 dei 100 metri (foto di Grana/Fidal Fidal)
Kelly Doualla Edimo col bronzo mondiale U20 dei 100 metri (foto di Grana/Fidal Fidal) 

Kelly ha vinto il bronzo ai Mondiali U20, a 16 anni è la prima velocista azzurra a medaglia sui 100: “Non gareggio se mia madre non mi fa i capelli. Mio padre e mio fratello mi volevano

calciatrice. Tanti commenti sono pieni di razzismo ma il segreto è ignorarli: rispondere

vuol dire dare potere”

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Kelly Ann Maevane Doualla Edimo, bronzo ai Mondiali Under 20, a sedici anni e 259 giorni prima velocista italiana su un podio iridato dei 100 metri: chi è “l’altra Kelly”, come l’ha chiamata?

"È una Kelly che ha paura, che ha timore di osare. La vedi dietro il blocco di partenza, che non sorride o fa un finto sorriso, per ingannare gli altri. Poi c’è la vera Kelly: capisci che si diverte mentre corre, e va ad abbracciare la famiglia, gli amici".

Kelly Doualla festeggiata dai compagni a Eugene (foto di Grana/Fidal Fidal)
Kelly Doualla festeggiata dai compagni a Eugene (foto di Grana/Fidal Fidal) 

L’altra Kelly l’ha tormentata nei giorni del Mondiale di Eugene?

"Già il giorno prima, ma anche durante il riscaldamento, i miei compagni di squadra mi hanno sostenuto nonostante tutte le urla che hanno incassato. Stavolta ce l’ho fatta perché ho mandato via l’altra me, un po’ di ansia ci deve essere, ma non troppa, altrimenti mi blocco. Devo sempre essere la famosa bambina spensierata a cui piace divertirsi. Sono felice che dopo la gara mi abbia preso in braccio Luca Castellazzi, un velocista a cui avevo urlato addosso di tutto".

Ha vissuto un Mondiale con tutta la famiglia al seguito.

"Mamma Hortense mi ha fatto i capelli, non sia mai che io gareggi senza mamma a sistemarmi l’acconciatura. Ci incrociamo sempre, siamo andati a mangiare tutti insieme, con papà Rudolph e mio fratello Franck, che faceva il calciatore come mio padre ma ora si concentra sugli studi".

Anche lei stava per diventare calciatrice.

"Ci hanno provato per due anni papà e Franck, ma gli allenamenti con l’atletica si sono accavallati. Ho fatto una scelta".

Avete dei riti in famiglia?

"Io sono la pigra, a cui piace dormire tanto, ma non solo nel suo letto: mi infilo tra i miei genitori, quando mi sveglio vado a dare fastidio a mamma, caccio papà, la sera invece sono da mio fratello, sul suo letto. Però sono anche quella che sistema casa, e cucina di tutto, a parte la carbonara sono cresciuta assaggiando un misto di cucina italiana e del Camerun, da cui provengono i miei genitori che ora sono cittadini italiani".

Lei, nata a Pavia e residente a Sant’Angelo Lodigiano, disse: “Mai subiti episodi di razzismo, ma nel caso saprei difendermi”. Ha dovuto alzare le mani?

"Quello mai. Rispondere vuol dire dare potere, e far capire che quelle parole danno fastidio. Di razzismo sono pieni i commenti, il segreto è ignorarli tranquillamente. Io so quello che sono, so quel che valgo, non mi interessa quel che pensa chi non fa parte della mia vita e della mia famiglia".

Kelly Doualla con Mia Maxwell (Usa) e Shanoya Douglas (Giamaica), prima e seconda (foto di Grana/Fidal Fidal)
Kelly Doualla con Mia Maxwell (Usa) e Shanoya Douglas (Giamaica), prima e seconda (foto di Grana/Fidal Fidal) 

A Eugene aveva con sé gli amati pupazzetti portafortuna?

"Sempre i soliti tre amuleti attaccati allo zaino e il mio braccialetto speciale".

Ha una storia?

"È del mio fidato fisioterapista Marco Tabone, che non è potuto venire come il mio allenatore Walter Monti. Ma se Walter non c’è, non significa che io non abbia bisogno di lui. In questi giorni un po’ di ansia c’è stata, e loro che mi conoscono davvero l’hanno notato a distanza. Altri pensavano di no, ma loro sapevano, e mi sono stati vicini in qualsiasi modo, nonostante le nove ore di fuso orario si sono subiti i miei pianti, i miei “scleri” al telefono. È stato più difficile per loro che per me".

Monti dice che lei è “un pulcino in mezzo alle galline dalle uova d’oro”: che significa?

"Che sono ancora una bambina tra le grandi, in mezzo ad atlete rodate da Mondiali e Olimpiadi. Il pulcino non deve mettersi ansia, insomma".

L’anno scorso era più serena?

"Dopo aver vinto l’oro europeo Under 20 dei 100, lo scorso anno, è aumentata la pressione dei media, da ragazzina quindicenne pensavo di riuscire a gestirla, ma non ci sono riuscita. Per questo ho iniziato a chiedere una mano. L’ansia è rimasta, ma con Walter e Marco abbiamo cercato di tenerla a bada con lunghe telefonate. Sui blocchi di partenza ho pensato a loro. Uno psicologo dello sport? Un giorno, se ce ne sarà bisogno, lo troverò. Ma per il momento non mi affiderei a nessun altro oltre loro due".

Le mancherà non essere nella nazionale maggiore agli Europei di Birmingham?

"Io sono già entrata in Nazionale, il giuramento l’ho fatto. Iapichino, Dosso, Simonelli, mi contattano sempre per farmi i complimenti. Non partecipare agli Europei è stata una mia scelta tecnica, però mi sento parte della squadra: della nazionale che ho scelto, con la quale voglio vivere tra due anni la mia prima Olimpiade: a Los Angeles".

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