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Pellacani: “Mi manca tuffarmi nel passato e rivedere mio nonno”

Chiara Pellacani, 23 anni (ansa)

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L’intervista alla regina degli Europei di Parigi: “Dedico i cinque ori alla mia famiglia. Sui social racconto la vera Chiara. Sogno di incontrare Messi e Zendaya”
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Sogna di viaggiare nel tempo, Pellacani. «Vorrei fare un tuffo nel passato, rivivere i momenti di spensieratezza con la mia famiglia e nonno Sandro, che non c’è più». Degli Europei di nuoto è stata la regina con cinque ori, ma non chiamatela super Chiara, «perché sono umana e non voglio essere considerata fuori dal normale solo per le medaglie che vinco». È tornata venerdì nella sua Roma e ha festeggiato con una carbonara nel ristorante preferito dei suoi genitori, zona Ottavia. Ieri sera pizza margherita con gli amici, davanti al mare del Circeo, dove passa l’estate da quando era bambina.

Lei è il nuovo simbolo di una generazione di fenomeni: Sinner, Antonelli e ora Pellacani.

«Sento di aver contribuito tanto a questo movimento. È la rivoluzione della Generazione Z…

Sogna di viaggiare nel tempo, Pellacani. «Vorrei fare un tuffo nel passato, rivivere i momenti di spensieratezza con la mia famiglia e nonno Sandro, che non c’è più». Degli Europei di nuoto è stata la regina con cinque ori, ma non chiamatela super Chiara, «perché sono umana e non voglio essere considerata fuori dal normale solo per le medaglie che vinco». È tornata venerdì nella sua Roma e ha festeggiato con una carbonara nel ristorante preferito dei suoi genitori, zona Ottavia. Ieri sera pizza margherita con gli amici, davanti al mare del Circeo, dove passa l’estate da quando era bambina.

Lei è il nuovo simbolo di una generazione di fenomeni: Sinner, Antonelli e ora Pellacani.

«Sento di aver contribuito tanto a questo movimento. È la rivoluzione della Generazione Z. Sono grata di farne parte».

Usa i social come megafono della sua vita, però molti giovani ne sono dipendenti. Che idea si è fatta dei rischi legati a questo mondo?

«Io uso i social in modo virtuoso, non vanno demonizzati a prescindere: mi sento più a mio agio davanti al telefono che davanti alle telecamere. Su Instagram e TikTok sono me stessa, è lì che trovate la vera Chiara».

Com’è la vera Chiara?

«Una ragazza normale, senza i superpoteri, un po’ egoista. Perché tutto questo lo faccio per me, senza pensare a quello che dicono gli altri».

Se potesse avere un superpotere, quale sceglierebbe?

«Adoro Doctor Strange, il supereroe della Marvel che riesce a manipolare il tempo. Ecco, se potessi, tornerei indietro: preferisco il passato al futuro».

Quali momenti vorrebbe rivivere?

«Tutti quelli di spensieratezza, in famiglia, durante le feste, quando c’era anche nonno Sandro. E poi i viaggi in gommone all’Isola del Giglio. Non smettevo mai di tuffarmi».

Non è la prima volta che ricorda suo nonno.

«I nonni mi danno un’energia infinita. Sono tornata da Parigi con cinque mascotte, una per ogni medaglia. Due le ho già regalate alle nonne, Elisa e Luisa, un’altra al nonno di Francesco, il mio ragazzo, tuffatore anche lui. Le altre le tengo per me».

Le medaglie a chi le ha dedicate?

«A loro, al mio allenatore Dario e al resto della mia famiglia».

L’ha emozionata il servizio televisivo di suo papà Giampaolo, giornalista de La7, che ha raccontato la sua impresa.

«Ha emozionato me e ha emozionato lui. Mi ha raccontato: “Chiare’, l’ho dovuto rifare tre volte, perché mi commuovevo”».

Lei come si informa?

«Sono cresciuta guardando il telegiornale e continuo a farlo».

Che titolo darebbe a questa intervista?

«Sono contenta perché stiamo parlando poco di tuffi. Ecco, vorrei fosse chiaro che esiste una Pellacani fuori dalla piscina».

Se non avesse scelto il nuoto, chi sarebbe oggi Chiara Pellacani?

«Una campionessa di pattinaggio artistico sul ghiaccio».

Ogni tanto avverte il bisogno di staccare?

«Per questo vado al mare. Ora al Circeo, tra poche ore raggiungo il mio fidanzato in Calabria».

Lo fa anche tra un tuffo e l’altro, mentre disegna.

«Coloro libri con i pennarelli. Durante le gare eliminatorie, le pause tra un tuffo e l’altro sono lunghissime. Così mi rilasso e mi concentro allo stesso tempo. Disegno foreste, piante, animali».

Ama l’arte?

«Non mi definisco un’appassionata, ma ho adorato il Museo del Prado, quando sono stata a Madrid a capodanno».

Che musica ascolta?

«Sono una grande fan di Ozuna, rapper portoricano, ma anche di Olly. Sono andata al suo concerto, a Genova, insieme a Elisa Pizzini, la tuffatrice con cui ho vinto l’oro europeo».

Le piace il cantautorato italiano? Giovedì scorso è morto Guccini.

«No, devo ammettere che non ascolto molto quel genere».

Preferisce il cinema?

«Decisamente. Non vedo l’ora di vedere l’Odissea di Nolan, ma anche il nuovo Spider-Man. Sogno di incontrare Zendaya, la moglie di Tom Holland, entrambi protagonisti di questi film».

Perché proprio Zendaya?

«Perché è una giovane, molto solare, che ha dovuto gestire da subito il successo. Era già famosa a 14 anni».

Lei ha imparato a gestirlo, il successo?

«Adesso sì. Quello che ho imparato dalla mia esperienza personale è che quando c’è un problema difficile da gestire, è giusto parlarne con uno specialista, senza vergognarsi di chiedere aiuto. La psicologia è un mondo che mi affascina».

Com’è il suo carattere?

«Sono molto precisa. Sarà per il segno zodiacale della Vergine».

Crede che le stelle condizionino la nostra esistenza?

«Un po’ lo penso. Spero che restino sempre dalla mia parte, che non venga mai intaccata questa tranquillità che sto vivendo ora. Non sento la pressione. Sono felice».

Ne ha parlato anche con Tania Cagnotto, altra regina dei tuffi.

«È stata molto carina con me. Mi ha detto di vivere la mia carriera senza la pressione del paragone».

Tra poco ricominciano le lezioni di management dello sport a Miami. Come si trova lì?

«Precisiamo che la vera studiosa di famiglia è mia sorella Stella. A Miami si vive benissimo, vorrei incontrare Leo Messi, mi spiace abbia perso il papà».

Se pensa alle Olimpiadi del 2028 a Los Angeles, cosa dicono le stelle?

«Che le cinesi, con il duro lavoro, si possono battere. Io ci credo. Ora vado però, che la pizza si fredda».

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