BIRMINGHAM – C’è qualcosa, nell’espressione di Marcell Jacobs, che trasmette una sincerità semplice, serena. Come quando rassicura sulle sue condizioni. «Sto benissimo. È che ho bisogno di dormire tanto, invece tra sabato e domenica avevo passato una notte insonne. Ho spento la sveglia e recuperato». Stasera le semifinali dei 100 alle 21.32, finale alle 22.47.
Campione in carica e favorito, dopo lo stupefacente 9”67 ventoso di un mese fa a Eisenstadt.
«Per favore, lasciamo perdere, non volevo nemmeno correre in quelle condizioni. Però la gara mi ha fatto benissimo: tecnicamente quasi perfetta, ho ritrovato sensazioni che mi mancavano. Ora l’obiettivo è vincere il terzo Europeo di fila. Ci sarà un vento diverso, a spingermi».
Cioè?
«Vorrei che il ricordo d…
BIRMINGHAM – C’è qualcosa, nell’espressione di Marcell Jacobs, che trasmette una sincerità semplice, serena. Come quando rassicura sulle sue condizioni. «Sto benissimo. È che ho bisogno di dormire tanto, invece tra sabato e domenica avevo passato una notte insonne. Ho spento la sveglia e recuperato». Stasera le semifinali dei 100 alle 21.32, finale alle 22.47.
Campione in carica e favorito, dopo lo stupefacente 9”67 ventoso di un mese fa a Eisenstadt.
«Per favore, lasciamo perdere, non volevo nemmeno correre in quelle condizioni. Però la gara mi ha fatto benissimo: tecnicamente quasi perfetta, ho ritrovato sensazioni che mi mancavano. Ora l’obiettivo è vincere il terzo Europeo di fila. Ci sarà un vento diverso, a spingermi».
Cioè?
«Vorrei che il ricordo di Berruti fosse una folata alle mie spalle. Gli ero molto legato. Mi disse una frase — “Ho trovato un valido erede” — che non dimenticherò mai. È stato il primo a battere gli americani nei 200, io l’ho fatto nei 100. Sono andato a rivedermi le sue gare: una leggerezza che non aveva bisogno di muscoli. Correrò per lui».
Sembra un altro Marcell, rispetto a quello dello scorso anno.
«Ho ritrovato la voglia che nel 2025 non c’era. La fiducia in me stesso, come persona e come atleta: iniziare bene la stagione mi ha fatto capire che potevo andare ancora più veloce».
Quanto è lontana Tokyo 2021?
«Molto meno di quanto crediate. Mi sento lo stesso ragazzo di quel giorno, con la stessa voglia. Quando vado in campo continuo a divertirmi , mi alleno e gareggio con le identiche motivazioni. Dopo le Olimpiadi ci sono stati tanti alti e bassi, ora sono maturato molto dal punto di vista mentale e fisico: riesco a riconoscere quando il mio corpo chiede delle pause, o quanto posso spingere. Ho imparato a capire e comprendere molto di più dai momenti negativi. La vita a volte ti deve dare delle batoste, per farti riflettere. E cresci. Al punto che credo di avere più determinazione e grinta oggi, rispetto a Tokyo».
Che tempo servirà stasera?
«9”90, forse meno. Gli avversari sono tosti e conoscono bene questa pista, velocissima: Glave a giugno ci ha fatto il personale con 9”98 (poi limato di un centesimo, ndr). Gioca in casa, è importante. C’è anche l’altro inglese, Jeremiah Azu».
Dove e come si vince?
«Negli ultimi 10 metri. Finirà primo chi avrà più forza e voglia, chi sarà stato capace di risparmiare le energie nei turni precedenti».
Il suo amico Tamberi venerdì sera avrà due tifose speciali, la moglie Chiara e la figlia Camilla. E lei?
«La famiglia è rimasta a Miami, i piccoli ricominciano la scuola. Però lo sanno che il loro papà per un po’ continuerà a viaggiare per il mondo. Spinto dal vento».