Curtis: “Per i miei resto Saretta, ma nella testa non ho limiti”
dalla nostra inviata Alessandra ReticoSara Curtis
(lapresse)PARIGI – Sara senza limiti. Al suo primo Europeo in vasca lunga, a neanche 20 anni, Curtis è di bronzo nei 100 stile libero dietro le olandesi volanti (oro alla primatista Marritt Steenbergen, argento a Milou Van Wijk). Non è solo la prima medaglia internazionale per la nuotatrice di Savigliano che si allena e studia in Virginia, ma anche la prima per un’azzurra nella gara regina.
Tra l’altro, a un centesimo dall’argento.
«Tutti a dirmi, se ci fosse stato un altro metro… Ma io sono felicissima, quel centesimo non conta, volevo questa medaglia a tutti i costi e ci sono riuscita».
Che peso ha?
«Conta moltissimo per la mia crescita e la mia autostima».
Che effetto fa essere la prima italiana a riuscirci?
«Mi riempie di orgoglio, mi fa felice aver scritto una pa…
PARIGI – Sara senza limiti. Al suo primo Europeo in vasca lunga, a neanche 20 anni, Curtis è di bronzo nei 100 stile libero dietro le olandesi volanti (oro alla primatista Marritt Steenbergen, argento a Milou Van Wijk). Non è solo la prima medaglia internazionale per la nuotatrice di Savigliano che si allena e studia in Virginia, ma anche la prima per un’azzurra nella gara regina.
Tra l’altro, a un centesimo dall’argento.
«Tutti a dirmi, se ci fosse stato un altro metro… Ma io sono felicissima, quel centesimo non conta, volevo questa medaglia a tutti i costi e ci sono riuscita».
Che peso ha?
«Conta moltissimo per la mia crescita e la mia autostima».
Che effetto fa essere la prima italiana a riuscirci?
«Mi riempie di orgoglio, mi fa felice aver scritto una pagina così importante per il nostro paese».
Ha sentito le urla dagli spalti?
«No, mi sono messa le cuffiette sparandomi la musica al massimo, prima Rihanna e poi SZA, All the stars are closer, un pezzo che mi porta fortuna e ce l’ho pure tatuato sulla gamba. Volevo sentire solo il battito del mio cuore».
Studia psicologia, quanto le è servito?
«Sto imparando a gestire le emozioni e andare oltre le sensazioni negative. Mi faccio aiutare da una psicologa».
Mamma Helen e papà Vincenzo sugli spalti l’hanno aiutata?
«Siamo molto legati. Erano lì con la maglietta con su scritto Team Curtis».
Come vivono la sua lontananza e notorietà?
«Bene, sono contentissimi per me, per loro sono sempre la loro Saretta, come se avessi otto anni e gareggiassi ai campionati regionali».
Cosa ha cambiato tecnicamente allenandosi in Virginia?
«I dettagli. È aumentata la mia forza e anche il mio corpo è cambiato, e non mi è mai piaciuto così tanto».
Silvia Di Pietro, la capitana, sostiene che lei non ha limiti e che anzi li sta ancora cercando.
«Corretto: io nella mia testa non voglio avere nessun tipo di limite. Mi fa onore detto da un’atleta di grande ispirazione per me, non mi dimenticherò mai quando ai miei primi assoluti le chiesi la cuffia, io ero bassa così».