PARIGI – Tocca la piastra, si gira, quasi piange. Mano sul cuore, inchino al pubblico e a quest’acqua che ancora una volta, nonostante tutto, lo immerge di felicità. Nicolò Martinenghi d’oro nei 100 rana a Parigi. Due anni fa campione olimpico, in un’altra piscina, anzi in un’altra vita: dopo il titolo si è trasferito a Verona per allenarsi con Matteo Giunta. In cerca di altri stimoli, di una ragione per avere ancora fame dopo l’Olimpiade.
I dubbi di Martinenghi: “Ho pensato di smettere”
Ma in questa stagione, tutto gli sembra vacillare: un infortunio alla spalla, l’età che avanza (27), tanti dubbi e una domanda: voglio ancora nuotare? «Ci ho pensato più di una volta di smettere. E qui ai compagni ho detto: c’è una possibilità su venti che io vinca que…
PARIGI – Tocca la piastra, si gira, quasi piange. Mano sul cuore, inchino al pubblico e a quest’acqua che ancora una volta, nonostante tutto, lo immerge di felicità. Nicolò Martinenghi d’oro nei 100 rana a Parigi. Due anni fa campione olimpico, in un’altra piscina, anzi in un’altra vita: dopo il titolo si è trasferito a Verona per allenarsi con Matteo Giunta. In cerca di altri stimoli, di una ragione per avere ancora fame dopo l’Olimpiade.
I dubbi di Martinenghi: “Ho pensato di smettere”
Ma in questa stagione, tutto gli sembra vacillare: un infortunio alla spalla, l’età che avanza (27), tanti dubbi e una domanda: voglio ancora nuotare? «Ci ho pensato più di una volta di smettere. E qui ai compagni ho detto: c’è una possibilità su venti che io vinca questa gara, se ci riesco mi ritiro. Invece, è impossibile: quando salgo sul blocco torno il solito ragazzino. Me lo merito. Non sono mai stato forse il più forte, ma sono il più forte in queste situazioni. Sono partito per vincere e sapevo di poterlo fare, ci ho messo il cuore, la testa e anche, va detto, le palle».
Sul podio trattiene le lacrime
Anche sul podio trattiene le lacrime, «neanche alle Olimpiadi ero così commosso». Dopo l’oro a Roma 2022, è il secondo italiano a ripetersi in due Europei nei 100 rana. E dal 2021 è sempre stato sul podio nei grandi eventi. «Sapevo che avevo un motivo in più per lottare rispetto agli altri, avevo una forza dentro diversa, volevo cancellare tutto quello che ho passato quest’anno». Alle sue spalle, l’argento al russo Ivan Kozhakin.
Cerasuolo: “Sarei morto per la medaglia”
E sul podio Tete trascina un magnifico Simone Cerasuolo per il bronzo, l’imolese sbucato dalla corsia 8: «Ero veramente pronto a tutto e sarei morto per la medaglia. Non dovevo aver paura di nessuno e non l’ho avuta. Nicolò? Ci trasmette voglia di combattere. Gli ultimi dieci metri sono stati di solo cuore». Solo quinto il re della rana, Adam Ramsay-Peaty. Il capitano Martinenghi: «Sentivo anche la responsabilità di portare a casa un risultato per l’Italia. Non avevo le carte per giocare però ho tirato fuori il jolly».
Quadarella regina d’Europa negli 800 stile
Quello che sa giocare solo Simona Quadarella nel mezzofondo d’Europa: quarto oro di fila negli 800 stile, nona medaglia nel Vecchio Continente. La tedesca Isabel Gose le sta attaccata fino ai 500, poi Simo va lasciandole l’argento (bronzo all’altra tedesca Maya Meyer). Nessuna come la caimana del cloro romana, 27 anni, entrata in un’altra dimensione dopo la delusione dei due quarti posti ai Giochi, una linea di confine tra quello che era e quello che è diventata. Ai Mondiali di Singapore 2025 ha divorato i 1500 stile d’argento con un primato europeo, e anche negli 800, anche se quarta, ha riscritto le misure del tempo per l’Europa.
Quadarella ha cambiato tutto
Ha cambiato tutto: allenatore (da Minotti a Belfiore) e fidanzato. È stata tre mesi in Australia, si è laureata a luglio in comunicazione digitale (voto 105), farà la magistrale in marketing alla Luiss di Roma. «Ho sempre avuto un po’ paura a fare cose diverse fuori dal nuoto, pensando che mi avrebbero distratta. Invece ho cambiato molto e ho visto che funziona, questo mi ha dato un’altra consapevolezza. Avrei voluto fare un tempo più basso, invece la Gose mi ha dato filo da torcere, ma mi piace avere avversarie. L’americana Ledecky? Mi ha tolto molti ori ma mi ha reso migliore». La migliore Simo di sempre.