Martinenghi e Cerasuolo, le due facce delle medaglie. “Quando conta ci sono”. “Deluso da me stesso”
dalla nostra inviata Alessandra ReticoGli occhi accesi di Tete, l’inconsolabile sguardo di Cera. Rana dalle facce opposte, ma comunque d’oro e d’argento, nel giorno in cui l’Italia conquista 4 medaglie (argento di Gastaldi, bronzo di Curtis, azzurri in testa al medagliere con 38 podi). Nicolò Martinenghi vince i 50 mettendo la mano davanti al campione del mondo in carica, Simone Cerasuolo, che è argento ex aequo con l’olandese Koeen De Groot.
Martinenghi: “Parigi nel cuore”
«Questa Parigi non mi esce dal cuore», dice il varesino, 27 anni, che fa doppietta dopo il titolo nei 100 rana (come a Roma 2022), dove è anche campione olimpico in carica. Ma rispetto a due anni fa, è una Francia diversa e soprattutto un Tete diverso: ha pensato di lasciare il nuoto in questa stagione tribolata per un infortu…
Gli occhi accesi di Tete, l’inconsolabile sguardo di Cera. Rana dalle facce opposte, ma comunque d’oro e d’argento, nel giorno in cui l’Italia conquista 4 medaglie (argento di Gastaldi, bronzo di Curtis, azzurri in testa al medagliere con 38 podi). Nicolò Martinenghi vince i 50 mettendo la mano davanti al campione del mondo in carica, Simone Cerasuolo, che è argento ex aequo con l’olandese Koeen De Groot.
Martinenghi: “Parigi nel cuore”
«Questa Parigi non mi esce dal cuore», dice il varesino, 27 anni, che fa doppietta dopo il titolo nei 100 rana (come a Roma 2022), dove è anche campione olimpico in carica. Ma rispetto a due anni fa, è una Francia diversa e soprattutto un Tete diverso: ha pensato di lasciare il nuoto in questa stagione tribolata per un infortunio alla spalla. È arrivato all’Europeo con poco allenamento e la tentazione comunque di lasciare, invece: «Questi risultati sono il segno che quando conta ci sono. Solo fino a qualche settimana fa tutto questo era impensabile. In particolare questa medaglia mi rappresenta a pieno: bisogna sfruttare le occasioni. Nessun eroismo, fa parte del nostro lavoro. Mi sono divertito e credo che questa Italia stia mostrando di essere forte». Martinenghi lo è sempre al momento giusto. E crescendo sa usare la testa e tutta la sua esperienza. Matteo Giunta, che lo allena a Verona da dopo le Olimpiadi, gli ha detto: «Non devi fare altro rispetto a quello che ha fatto adesso: ci devi mettere un pizzico di pazzia ma con classe. È quello che ho fatto». A Cerasuolo che sul podio tiene l’argento, il capitano Tete si sente solo di dire che «è i il futuro della rana, lo è già, dopo Singapore è cambiato. Se è così contrariato significa che ci tiene tanto e crescerà, tutto questo gli serve come esperienza». Quella che ha accumulato Tete, imparando anche a cogliere l’attimo e a sfruttare il proprio carattere solare: «Un atleta performa quando è sereno. La leggerezza è la chiave? È tutto».
Cerasuolo, argento amaro: “Ho fatto una gara bruttissima”
Quella che ha perso Cerasuolo proprio nel momento più importante: l’imolese, 23 anni, che era stato d’argento anche a Roma 2022 ma che a Singapore è esploso prendendosi il titolo nella vasca singola che sarà olimpica a Los Angeles 2028, in finale nuota di 4 decimi più lento che in semifinale: «Sono deluso, soprattutto da me stesso. Non sono per niente contento, ho fatto una bruttissima gara. Ero contratto e vuoto, devo capire cos’è che non è andato e correggerlo per il prossimo anno. Non mi posso permettere di nuotare quattro decimi in più in una finale. Tensione? Quattro decimi non si spiegano con la tensione, ho fatto errori tecnici. E me li rimprovero, l’ho persa io senza togliere il merito a Nicolò. Il risultato è che questo è un argento anziché un oro. Questo è lo sport e questa è la rana. Tete? È stato bravissimo a mettere la mano davanti, d’altra parte è campione olimpico, ha fatto la cosa giusta al momento giusto, a differenza mia».