✕

Fantastico Diaz, oro e record italiano nel triplo. Dallavalle è bronzo, 7 medaglie in un giorno

Pedro Pichardo, Andy Diaz e Andrea Dallavalle (afp)

Ascolta l'audio

Andy domina saltando 18,15: è la quarta prestazione mondiale di sempre. Pichardo si arrende, sul podio anche Andrea. Dopo le cinque medaglie della marcia l’Italia stabilisce un record ed è in testa nel medagliere: 8 ori, 4 argenti, 5 bronzi
2 minuti di lettura

Un altro salto azzurro nell’oro, ed è la terza notte consecutiva all’Alexander Stadium: dopo Derkach e Tamberi, questa volta tocca ad Andy Diaz nel triplo mettersi al collo la medaglia più preziosa. E col bronzo di Andrea Dallavalle diventa la settima, in questo sabato emozionante: mai, nella storia della nostra atletica avevamo collezionato tanti podi in una sola giornata (6 a Roma, due anni fa). E che peccato i quarti posti di Yeman Crippa nei 10.000 e delle ragazze nella 4x100, mentre la staffetta maschile perde la medaglia e il testimone sul rettilineo finale con Ceccarelli.

Italia in testa al medagliere agli Europei di atletica

Nel medagliere saliamo a quota 17, staccando i padroni di casa della Gran Bretagna. Andy ha raggiunto una misura stratosferica (18.15), nuovo record italiano, quarta prestazione mondiale di tutti i tempi. Un volo oltre le leggi della gravità con cui ha annichilito il rivale di sempre, il portoghese Pedro Pichardo, come lui cubano di origine, l’uomo che a T…

Un altro salto azzurro nell’oro, ed è la terza notte consecutiva all’Alexander Stadium: dopo Derkach e Tamberi, questa volta tocca ad Andy Diaz nel triplo mettersi al collo la medaglia più preziosa. E col bronzo di Andrea Dallavalle diventa la settima, in questo sabato emozionante: mai, nella storia della nostra atletica avevamo collezionato tanti podi in una sola giornata (6 a Roma, due anni fa). E che peccato i quarti posti di Yeman Crippa nei 10.000 e delle ragazze nella 4x100, mentre la staffetta maschile perde la medaglia e il testimone sul rettilineo finale con Ceccarelli.

Italia in testa al medagliere agli Europei di atletica

Nel medagliere saliamo a quota 17, staccando i padroni di casa della Gran Bretagna. Andy ha raggiunto una misura stratosferica (18.15), nuovo record italiano, quarta prestazione mondiale di tutti i tempi. Un volo oltre le leggi della gravità con cui ha annichilito il rivale di sempre, il portoghese Pedro Pichardo, come lui cubano di origine, l’uomo che a Tokyo gli aveva soffiato l’argento olimpico in una finale vinta da un terzo connazionale, Jordan Diaz, che indossava la canottiera della Spagna. «Era un salto che stavo cercando da molto tempo, avevo le condizioni per battere il record del mondo di Edwards, a casa sua: ci devo ancora lavorare, ma siamo vicini. E poi, mi sono tolto la soddisfazione della rivincita di Tokyo con Pichardo, e anche di quando a Roma mi aveva urlato contro e non potevo gareggiare».

Il salto incredibile di Diaz

Treccine in parte raccolte sulla nuca in una acconciatura curatissima, doppia catena d’oro al collo, gesti misurati ed eleganti, Diaz aveva cercato subito di rispondere all’esordio col botto di Pichardo (17.76, sua miglior prestazione stagionale): ne era uscito un gran salto, largamente oltre i 18 metri, però vanificato da un nullo per 3,7 centimetri. Niente paura, questa era la sua serata e Andy ne era perfettamente consapevole: poco dopo, accompagnato da un vento favorevole di 1,7 metri al secondo, è atterrato nella sabbia accompagnato da un grido di stupore di tutto lo stadio inglese. È diventato il nono nella storia a superare il muro dei 18 metri, e se uno somma i 12,3 centimetri regalati nello stacco viene fuori qualcosa di incredibile, a meno di due centimetri dallo storico record mondiale (18,29) di Jonathan Edwards che resiste da 31 anni. «Dopo il primo nullo mi sono emozionato», continua Diaz. «Sapevo che potevo fare un gran salto ma anche che potevo commettere degli errori. È uscita la misura, avrei voluto fare di più: ma stasera faceva freddo e ci ha rallentato un po’». Pichardo ha chiaramente accusato il colpo, non riuscendo neppure a superare i 17 metri quando è stato il suo turno. Per Andy ancora una prova importante (17,78), poi ha preferito rinunciare alla quarta per risparmiare le forze.

Il bronzo di Dallavallle

Alle spalle dei Duellanti si era nel frattempo imposto Andrea Dallavalle con un solidissimo 17,37. La serata sorprendentemente fredda era stata invece la causa probabile dell’infortunio muscolare al primo salto di Simone Biasutti. Il 31enne allenato da Fabrizio Donato, che aveva esordito in azzurro proprio alle Olimpiadi parigine, campione mondiale indoor di quest’anno, ha commesso un altro nullo. Si è arrivati al sesto e ultimo tentativo, ma a questo punto il portoghese ha preferito rinunciare: si è arreso, consapevole che con questo incredibile Diaz questa sera non c’era nulla da fare. Festeggia anche Dallavalle: «Sono molto contento, è stato un anno particolare, strano, le indoor sono andate male però non abbiamo mollato, non era facile confermarsi dopo lo scorso anno, ho saltato bene nei primi salti – cruciali – poi non ne avevo più. Sono troppo felice. Peccato aver perso Biasutti che aveva ottime chance: ci eravamo promessi di fare una tripletta, peccato. Ma è stata comunque una gara bellissima».

Leggi i commenti