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Calcio superato sia in vasca che sulla pista

Larissa Iapichino 

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Gli ultimi Europei di nuoto e atletica, ma anche lo sci, il tennis, la pallavolo, certificano il declino del pallone
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Un burlone ha postato sui social: “Tutte queste medaglie nel nuoto perché i bambini nuotano per strada”. Così si rovescia anche la retorica, ma è un fatto che molto nostro sport (nuoto, atletica, sci, tennis, pallavolo, pallacanestro, pattinaggio) oggi rappresenti benissimo la forma e la sostanza dell’Italia com’è diventata, una nuova forma sociale, umana, antropologica, economica, geografica e persino politica, e invece il calcio no. Se anche ci nascesse per sbaglio un Mbappé, i suoi genitori lo manderebbero in piscina e in palestra, non a calcio.

I Comuni hanno speso soldi per sistemare piscine, palazzetti, palestre e campi di gara, in prima elementare (ora si dice primaria) molti bimbi già nuotano. Il pallone, al massimo, ai giardinetti con nonno. La società è…

Un burlone ha postato sui social: “Tutte queste medaglie nel nuoto perché i bambini nuotano per strada”. Così si rovescia anche la retorica, ma è un fatto che molto nostro sport (nuoto, atletica, sci, tennis, pallavolo, pallacanestro, pattinaggio) oggi rappresenti benissimo la forma e la sostanza dell’Italia com’è diventata, una nuova forma sociale, umana, antropologica, economica, geografica e persino politica, e invece il calcio no. Se anche ci nascesse per sbaglio un Mbappé, i suoi genitori lo manderebbero in piscina e in palestra, non a calcio.

I Comuni hanno speso soldi per sistemare piscine, palazzetti, palestre e campi di gara, in prima elementare (ora si dice primaria) molti bimbi già nuotano. Il pallone, al massimo, ai giardinetti con nonno. La società è cambiata, il calcio invece si è chiuso in un reality puntando solo sull’intrattenimento e sprecando soldi e talenti (pochi). Per i ragazzini del football non c’è spazio e non c’è tempo, per tutti gli altri si sta finalmente affermando la benedetta cultura sportiva. E cioè istruzione, educazione, fatica, modestia, passione, volontariato, competenza e pazienza. Siamo ormai padri e madri migliori per figli che nuotano, corrono e saltano senza fanatismi familiari attorno, senza sponsor o procuratori, senza sogni malati, migliori dei padri e delle madri di piccoli aspiranti calciatori che non siamo più, che non sono più.

Il calcio non ha contatti con la scuola (forse qualcuno non se n’è accorto, ma la parola “sport” è entrata nella Costituzione), molte altre federazioni sì. Il calcio resta bellissimo, però si allontana dalle nostre vite. Sta diventando marginale.

Sono finiti da poco gli ennesimi mondiali senza l’Italia, sta per cominciare un campionato che scalda solo gli ultrà, e alla gente importa molto più di Sinner che della Juve o del Milan. L’altro sport, che ormai è il vero sport (non che il calcio sia finto sport ma è showbiz, è plastificato) racconta storie di persone e paesi, è verità. Ora però basta, vi saluto perché devo portare mia nipote Olivia a nuoto.

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