Occhiali da intellettuale, faccia da bravo ragazzo. «Insomma, a scuola non ero un fenomeno: il fatto è che sono miope». Ci vede benissimo in piscina, Carlos D’Ambrosio: 19 anni, napoletano di mamma cubana (Maria) e papà italiano (Giuseppe), vive e si allena a Verona, è tesserato per le Fiamme Gialle. Emerge già ai Mondiali di Singapore 2025 con i primati nazionali tra 100 e 200 stile libero. Agli Europei di Parigi, record italiano nei 200 stile in apertura di staffetta, bronzo nella 4x100 metri stile libero mista e argento nella 4x100 metri misti con Sara Curtis.
Lei e Sara siete le nuove facce del nuoto azzurro.
«Più Sara di me, che ha fatto un record del mondo strepitoso e un Europeo da protagonista. Siamo cresciuti insieme nelle juniores, lei è andata in America ed è esplosa. Abbiamo caratteri simili, ridiamo e cerchiamo di trasmettere gioia. Lei con mamma nigeriana e io cubana, ci rispecchiamo, anche nell’allegria che portiamo in squadra»
Figli di madri straniere, una ricchezza in…
Occhiali da intellettuale, faccia da bravo ragazzo. «Insomma, a scuola non ero un fenomeno: il fatto è che sono miope». Ci vede benissimo in piscina, Carlos D’Ambrosio: 19 anni, napoletano di mamma cubana (Maria) e papà italiano (Giuseppe), vive e si allena a Verona, è tesserato per le Fiamme Gialle. Emerge già ai Mondiali di Singapore 2025 con i primati nazionali tra 100 e 200 stile libero. Agli Europei di Parigi, record italiano nei 200 stile in apertura di staffetta, bronzo nella 4x100 metri stile libero mista e argento nella 4x100 metri misti con Sara Curtis.
Lei e Sara siete le nuove facce del nuoto azzurro.
«Più Sara di me, che ha fatto un record del mondo strepitoso e un Europeo da protagonista. Siamo cresciuti insieme nelle juniores, lei è andata in America ed è esplosa. Abbiamo caratteri simili, ridiamo e cerchiamo di trasmettere gioia. Lei con mamma nigeriana e io cubana, ci rispecchiamo, anche nell’allegria che portiamo in squadra»
Figli di madri straniere, una ricchezza in più?
«Me la cavo a ballare, anche se non bene come mia mamma. Sono stato un paio di volte a Cuba a conoscere i miei parenti, sì parlo spagnolo. Ascolto musica sudamericana oltre che rap americano. Guardo le serie tv, amo Prison Break. Sono un appassionato di anime giapponesi, Dragon Ball era il mio riferimento. Ora guardo One Piece, sono al 200° di mille e passa episodi».
Piatto preferito?
«Non dico la pizza, troppo scontato per un napoletano, allora facciamo la parmigiana di melanzane. Altra banalità: sono tifoso del Napoli. Mio padre che giocava a calcio mi racconta di quello di Maradona, quando perdeva si chiudeva in casa e piangeva, ora si controlla di più».
Come ha iniziato col nuoto?
«A San Sebastiano al Vesuvio, nella piscina del Circolo Nautico Posillipo. Nato per caso a Vicenza, ho vissuto dai 3 ai 14 anni a Napoli, avrei dovuto chiamarmi Gennaro come nonno. Ora vado in vacanza a Salerno con la mia fidanzata Luna, nuotatrice anche lei».
Altri sport?
«Ho provato il basket, ci giocava mia madre, ma non ero granché. Adesso mi alleno a Verona nella piscina di Federica Pellegrini prima, adesso di Thomas Ceccon, Tete Martinenghi e tanti altri».
Che idoli ha?
«Michael Phelps, uno spettacolo. E adesso il romeno David Popovici, a 21 anni ha già vinto tutto».
Quanto è distante?
«C’è da lavorarci ancora, mi ha dato un secondo nei 100 e 200 stile».
Ma anche lei migliora.
«Da dopo Singapore sono diventato un atleta ancora più serio di prima. Felice di questo Europeo anche se non al 100%, ma è stato di passaggio e di esperienza».
Se pensa a Los Angeles 2028 cosa vede?
«I Mondiali di Budapest 2027. Per i Giochi bisogna qualificarsi, tocchiamo ferro».
Scaramantico?
«Moltissimo. Io e mio padre ci passiamo un corno prima di una gara importante. Sempre lo stesso, non cambia, non sia mai».