✕

Paoletti: “Ho scelto le bocce ma non riuscivo a dirlo ai miei amici. Ora sono felice”

Stella Paoletti 

Ascolta l'audio

La campionessa d’Europa rappresenta San Marino ai Giochi del Mediterraneo: “Meritiamo le Olimpiadi. Non si tratta solo di una disciplina da spiaggia”
1 minuti di lettura

«All’inizio era difficile spiegare ai miei amici quale sport facessi». Stella Paoletti, 26 anni, campionessa sammarinese di bocce da oggi in gara ai Giochi del Mediterraneo, racconta la nascita di un amore casuale. «Il mio cuore batte sempre per la pallavolo, ma un infortunio al ginocchio, quando ero al liceo, mi ha costretta a resettare il mio futuro da sportiva». È in quel momento che la sua vicina di casa, Anna Maria Ciucci, già atleta della nazionale sammarinese di bocce, bussa alla porta per chiederle: «Perché non provi?».

Da quel giorno non ha più smesso di vincere. Ora è campionessa d’Europa in carica e oggi iniziano le gare ai Giochi del Mediterraneo.

«Mi sono tolta molte soddisfazioni, anche il Mondiale in coppia mista nella specialità raffa. Continuo a sognare in grande, sono emozionatissima per i Giochi del Mediterraneo, perché è l’occasione di confrontarci con gli atleti di altri sport: è un evento raro, visto che la nostra disciplina non è ancora alle Olimpiadi».

Sog…

«All’inizio era difficile spiegare ai miei amici quale sport facessi». Stella Paoletti, 26 anni, campionessa sammarinese di bocce da oggi in gara ai Giochi del Mediterraneo, racconta la nascita di un amore casuale. «Il mio cuore batte sempre per la pallavolo, ma un infortunio al ginocchio, quando ero al liceo, mi ha costretta a resettare il mio futuro da sportiva». È in quel momento che la sua vicina di casa, Anna Maria Ciucci, già atleta della nazionale sammarinese di bocce, bussa alla porta per chiederle: «Perché non provi?».

Da quel giorno non ha più smesso di vincere. Ora è campionessa d’Europa in carica e oggi iniziano le gare ai Giochi del Mediterraneo.

«Mi sono tolta molte soddisfazioni, anche il Mondiale in coppia mista nella specialità raffa. Continuo a sognare in grande, sono emozionatissima per i Giochi del Mediterraneo, perché è l’occasione di confrontarci con gli atleti di altri sport: è un evento raro, visto che la nostra disciplina non è ancora alle Olimpiadi».

Sogna un futuro olimpico?

«Sarebbe bellissimo. Le bocce meritano le Olimpiadi. Per ora, siamo tra quegli sport che restano nel limbo. Paghiamo il fatto di essere una disciplina un po’ stereotipata. Molti pensano ancora si tratti solo di un gioco per anziani, da fare in spiaggia».

Quando ha iniziato a giocare a bocce?

«Avevo 18 anni, dovevo ancora diplomarmi. Venivo da un infortunio che mi ha costretto a lasciare lo sport che non ho mai smesso di amare: la pallavolo».

Cosa le dicevano i suoi amici?

«Non è stato facile spiegargli il passaggio dalla pallavolo alle bocce. All’inizio ho preferito non parlarne. Molti di loro ragionavano sulla base dei soliti luoghi comuni. Ora è diverso: hanno capito che si tratta di una competizione di livello agonistico».

E i suoi familiari?

«Loro erano entusiasti. Mia sorella Giada, 20 anni, gioca in coppia con me. È la seconda volta che rappresentiamo San Marino insieme».

Non ha avuto paura dei giudizi.

«Mai. Anche i professori volevano tenermi lontano dalle bocce. Mi consigliavano di concentrarmi sullo studio, ma io non li ho ascoltati. Ora sono campionessa e quasi laureata».

Cosa studia?

«Frequento il corso in Scienze della formazione all’Università di Urbino. Mi manca solo la tesi. In futuro mi piacerebbe insegnare. Per ora, seguo i bambini del centro estivo di Acquaviva, distante sette chilometri da Fiorentino, il paese dove sono nata».

Ha un modello sportivo di riferimento?

«Siamo una famiglia di sportivi. Mio padre faceva l’allenatore di calcio e mi ha trasmesso anche questa passione. Sono sempre stata affascinata da Alex Del Piero, il mio idolo».

Leggi i commenti